Serie A


Che fine ha fatto Carsten Jancker?

Carsten Jancker con la maglia dell'Udinese
Carsten Jancker con la maglia dell'Udinese

Il calcio è composto in prima linea da giocatori ed è giusto parlare di loro e per quanto mi/ci riguarda è altrettanto interessante ricordare i “fenomeni” di provincia, poi rivelatisi dei mediocri mestieranti una volta approdati in una big o, come in questo scritto, le meteore straniere precedute da quell'alone di venerazione in virtù dei trofei alzati all’estero. 

Nell'epoca del tiki-taka e del possesso palla portato allo stremo, del falso nueve e degli infiniti passaggi a non più di tre metri prima di varcare la linea di porta con il pallone, è quasi commuovente celebrare un esemplare in via di estinzione ma molto in auge fino almeno ad una decina di anni fa. Il centravanti di sfondamento, alla Mark Lenders per intenderci, ovvero di corporatura robusta, impossibile da avvicinare una volta che le sue lunghe leve, per dirla alla Aldo Serena, erano a pieno regime e micidiale sulle palle alte.

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Chi è il più grande bidone della Serie A di tutti i tempi? Risponde Cristian Vitali

"Calciobidoni - Non comprate quello straniero" di Cristian Vitali, Piano B editore, 2010
"Calciobidoni - Non comprate quello straniero" di Cristian Vitali, Piano B editore, 2010

In Serie A sono presenti tanti calciatori stranieri, distinguibili tra campioni, buoni giocatori, discreti comprimari e poi ci sono loro: i bidoni. Vengono presentati al pubblico italiano come craque, i bidoni deludono le aspettative dei loro tifosi, che a loro hanno dato grande fiducia, pur spesso non conoscendoli.

La passione della Redazione di Calcio e Dintorni per il calcio passa anche per la scoperta, conoscenza ed in fondo persino per l'apprezzamento di quei calciatori che avrebbero dovuto splendere nel calcio italiano, ma che hanno fatto flop. Per meglio capire chi è un bidone, abbiamo intervistato Cristian Vitali, autore del libro Calciobidoni - Non comprate quello straniero, webmaster del sito Calciobidoni, nonché grande appassionato di Serie A e tifoso di Milan e Torino. Tenetevi forte, questa intervista contiene materiale molto interessante!

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Che fine ha fatto Antonio Buscè?

Antonio Buscè, capitano dell'Empoli
Antonio Buscè, capitano dell'Empoli

Il protagonista di oggi è un giocatore che fu di media caratura ed abbastanza giramondo, con un nome che tradisce le sue origini non proprio altoatesine. Parliamo di Antonio Buscè.

Il centrocampista nasce, perché uno non nasce giocatore di calcio bensì difensore, centrocampista, attaccante o panchinaro, a Gragnano, città campana rinomata per la pasta (vi dicono nulla i paccheri di Gragnano?) ed il panuozzo, che non so cos'è ma dev'essere buonissimo ed ha un nome piacevolmente napoletano. L'alma mater di Buscè è il Sant'Aniello, squadra di Gragnano, in provincia di Napoli.

 

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Agenti e procuratori sportivi alla luce della riforma introdotta dalla Legge di Stabilità 2018

Con la legge di stabilità il legislatore, tra le altre significative disposizioni in materia di Sport ha introdotto una nuova ed organica riforma del settore degli Agenti Sportivi in Italia.

La principale novità è rappresentata dall'istituzione presso il CONI del Registro Nazionale degli Agenti Sportivi, stabilendo al contempo l’obbligatorietà dell’iscrizione in tale registro per tutti i soggetti che intendano svolgere l’attività di agente sportivo.

Tale nuova regolamentazione ha un deciso impatto soprattutto nel settore calcistico, dove da circa tre anni è in vigore una normativa che di fatto ha liberalizzato la professione di agente di calciatori.

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Chi sono i peggiori giocatori del Milan?

Si è soliti considerare il Milan come squadra fortissima e vincente, specialmente in ambito europeo.

Con il nuovo millennio, i rossoneri hanno esposto in bacheca ben due Champions League, altrettante Supercoppe Europee e due Scudetti, senza dimenticare un Mondiale per Club e una finale persa di Champions League, quella dei rigori a Istanbul. Anche se negli ultimi anni la società rossonera è stata protagonista di declino, complici i cambi societari, che non sembra aver fine,

Kakà, Inzaghi, Maldini, Shevchenko, Seedorf, Stam, Dida, Gattuso, Rivaldo, Bechkam, Pirlo sono solo alcuni dei calciatori che hanno vestito con successo la maglia milanista ed hanno contribuito a rimpinguare la già ricca bacheca di trofei del Diavolo.

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I casi Ronaldo, Guardiola e Sturaro: quando davvero può parlarsi di aggiotaggio nel calcio?

1. Introduzione

Vi ricordate la foto pubblicata sui principali quotidiani sportivi nel 1998 con raffigurati, tra gli altri, il “Mancio nazionale”, Nesta, Boksic e Nedved che alzavano la loro bombetta al cielo?

Quella pittoresca foto della rosa della Lazio, che nel successivo biennio si sarebbe laureata campione d’Italia per la seconda volta nella sua storia, annunciava la quotazione in borsa della società SS Lazio.

Quello è stato l’inizio di un percorso per le nostre squadre di calcio che dovrebbe, un domani, portare, almeno le principali “big” della serie A, ad emulare la scelta fatta dalla Lazio, appunto nel 1998, dalla Roma nel 2000 e dalla Juventus nel 2001.

Del resto, si tratta in molti casi di veri e propri “colossi finanziari” che non hanno nulla da invidiare, né per complessità aziendale né per fatturato, ad alcune multinazionali che “producono” qualcosa di tangibile.

 

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Freddure a -90: 8 settembre 2019

8 settembre: continua la rubrica di freddure, ovvero di battute simpatiche e graffianti riguardanti il calcio italiano ed europeo.

La rubrica è a cura dell'amico Giuseppe Picciariello.

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Che fine ha fatto Marko Livaja?

Dagli esordi trionfali a tinte nerazzurre al dimenticatoio del Peloponneso, passando per qualche lampo e molti episodi controversi. Si potrebbe riassumere così la carriera (ancora in corso) di Marko Livaja, uno dei tanti ragazzi d'oro della cantera interista che, dopo premesse di alto lignaggio, sono finiti e finiscono ancora a dimenarsi tra le serie minori. Come se la "Scala del calcio", cui i ragazzi della primavera vengono promessi, si trasformasse, per loro, da San Siro, ad una vera e propria scalinata, che corre però in picchiata verso il basso. Come la carriera del nostro Livaja

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Che fine ha fatto Dida?

Nelson Dida in maglia rossonera del Milan
Nelson Dida in maglia rossonera del Milan

In Brasile il calcio è lo sport principale, il più praticato e il più seguito in televisione.

La maggioranza dei giovani lo pratica fin dalla giovane età, da aree come la favela Rocinha, fino ai quartieri bene di Alto da Lapa. Tutto in Brasile trasuda di calcio e i suoi abitanti sognano di diventare come Pelé, Garrincha, Romario, Ronaldo o Neymar sin dall'infanzia.

Uno di quei ragazzi ha però scelto di emulare le gesta di un calciatore, diverso per ruolo e caratteristiche tecniche dai precedenti. Il suo esempio calcistico infatti è il portiere Taffarel (tuttora ricordato per le sue prodezze in occasione del Campionato Mondiale di Calcio del 1994, vinto dai verde-oro a discapito della nazionale di Arrigo Sacchi e Roberto Baggio), mentre il ragazzo protagonista dell'articolo è Nelson de Jesus Silva, meglio conosciuto come Dida.

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Freddure a -90: 11 agosto 2019

Oggi, 11 agosto inauguriamo una nuova rubrica di freddure, ovvero di battute simpatiche e graffianti riguardanti il calcio italiano ed europeo.

La rubrica è a cura dell'amico Giuseppe Picciariello.

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Che fine ha fatto Pablo Daniel Osvaldo?

Spesso, guardando il calcio con i nostri occhi da tifosi, non capiamo veramente cosa significhi fare parte di quel mondo.

Non riusciamo a capacitarci, accecati dall'oro e dagli allori destinati ai giocatori, che magari tutta l'attenzione mediatica, tutti i doveri cui sono sottoposti gli atleti, per quanto lautamente ricompensati ed amati, possano non piacere. Sembrerebbe sacrilego, ma invece è così; e lo dimostra la storia di Pablo Daniel Osvaldo, autore di una carriera atipica e turbolenta, conclusa, in poche e semplici parole, "per noia".

Giocatore estroso e spesso sopra le righe, con la innata passione per le rovesciate, il buon Daniel nasce a Lanùs il 12 gennaio 1986; si presenta nel calcio che conta nel 2005, con un'ottima stagione all'Huracan da 11 gol in 33 partite. Questo è il suo biglietto da visita per l'Italia.

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Che fine ha fatto Federico Macheda?

Quella di Federico Macheda - per tutti semplicemente "Kiko"- è la storia, tutta da raccontare, di uno dei più grandi prospetti mancati del nostro calcio. La storia di una vera e propria meteora, corpo celeste che, dopo l'impatto con l'atmosfera e la splendida scia, si dissolve senza lasciare traccia.

È il simbolo della bellezza incompiuta Kiko, di un'opera solo iniziata, mai finita; anzi, a dirla tutta, appena accennata. 

Federico Macheda nasce dunque il 22 agosto 1991 a Roma, città in cui esplode come giocatore sin da piccolo, entrando nelle giovanili della Lazio; lì impressiona per le sue doti, fisiche e tecniche.

"È il prototipo dell'attaccante moderno" scrivevano e scriveranno i media. Mai definizione fu più giusta, perché Kiko non diverrà mai il fenomeno che ci si aspettava, il fuoriclasse che tutti, persino un portoghese abbastanza talentuoso (detto CR7), si aspettavano dopo un'inizio con i Red Devils da Crack assoluto. Ne resterà soltanto un progetto, un prototipo, appunto.

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Calciopoli, farsa di una lunga estate

A dispetto della natura e dell’ovvio alternarsi delle stagioni, c’è una sola estate che non passa mai.

Quella del 2006, l’estate di Calciopoli. Un colpo in testa a Luciano Moggi.

Essenzialmente. Ma non solo.

Un colpo al cuore della credulità della gente.

Un colpo all'anima di una delle più importanti aziende del sistema Italia, l’azienda calcio.

Un colpo di sole della giustizia italiana, un colpo di coda delle malelingue, un colpo di scena di gossip mescolato a leggende metropolitane di varia e vasta origine.

Un corpo a corpo sudaticcio come ogni estate che si rispetti tra verità dei fatti e verità accettabile, un abbrustolito falò estivo appiccato da una improbabile comitiva di interessi convergenti spacciato per rogo epocale di streghe doc, uno scivolone di concetti come logica e diritto indietro nel tempo agli anni della forca.

Un abbaglio insomma oramai rivelatosi tale a distanza di anni ma con il suo carico di vittime collaterali.

La determinante credibilità del principale sport nostrano.

E qualche ovviamente inutile numero di esseri umani.

 

Siete curiosi di leggere il libro Calciopoli, farsa lunga un'estate? 

Prenotatelo sul sito di IBS.

Il libro sarà inoltre disponibile in tutte le librerie e negli store online a partire dal 27 settembre.

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Il nuovo Art. 25 Quaterdecies D. LGS. 231/2001 ed il nuovo Codice di Giustizia Sportiva: cosa potrebbe succedere se si verificasse una nuova Calciopoli?

Era una notte buia e tempestosa quella che colpì, nell'anno del Signore 2006, il calcio italiano. Questo, proprio nel periodo in cui la rappresentanza nazionale di quello stesso calcio (ritenuto malato) riusciva finalmente ad alzare il trofeo più importante.

Sono ormai passati esattamente tredici anni dall'estate di “Calciopoli” e lo scenario che ci troviamo davanti è davvero molto differente.

Certo, contrariamente alle aspettative di più di qualcuno, le squadre che dominano ed hanno dominato gli ultimi campionati sono sempre le stesse: quelle con più potere economico.

Anzi, sembra sempre più difficile ipotizzare una ripetizione dei favolosi risultati di Hellas Verona e Sampdoria, giusto per citare gli ultimi in ordine di tempo.

Tuttavia, qualcosa di importante è cambiato: le società di calcio sono sempre più interessate a munirsi di strumenti volti a prevenire quanto successe nel 2006 e, più in generale, la commissione di illeciti, soprattutto penali, nel loro ambito.

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Che fine ha fatto Walter Baseggio?

Il prosecco, il sogno della Serie A e un emigrante di ritorno in terra italiana (più precisamente veneta) sono gli ingredienti della storia di uno dei tanti giocatori dai piedi buoni transitati dal massimo campionato italiano.

Nel 2005 Treviso raggiunge la massima serie italiana un po’ per caso, dopo anni di trionfi in sport quali la pallavolo e basket.

Con qualche mese di ritardo rispetto all'inizio della stagione 2005-2006, Walter Baseggio firma per il Treviso Calcio, con l’obiettivo di risollevare le sorti di una stagione iniziata male da parte della squadra bianco-azzurra. I tifosi veneti, avvezzi al buon prosecco frizzante, si aspettano da Baseggio l’incarnazione del famoso vino doc di Valdobbiadene (le cui colline sono tra l'altro recentemente diventate patrimonio Unesco), aspettandosi da Walter gioco vivace ed efficacia nelle conclusioni a rete.

Il ruolo di centrocampista avanzato e il tiro potente con cui il belga viene presentato ai tifosi sono il lasciapassare per diventare il salvatore delle sorti di una squadra dove i migliori giocatori non sono ancora riusciti ad esprimersi ad alti livelli. Giocatori dal futuro importante in Serie A come Reginaldo, Dino Fava Passaro, Dossena e persino il portierone dell'Inter Samir Handanovic erano ancora talenti imberbi, pur lasciando intravvedere doti calcistiche di primo livello.

 

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Che fine ha fatto Andrea Tentoni?

Il campionato 1991-92 sicuramente non viene ricordato come uno dei più felici per i tifosi della Cremonese.

La squadra del presidente Luzzara, con in panchina il signore del colbacco Gustavo Giagnoni retrocede in serie B. In quel team giocarono giocatori che hanno comunque lasciato un segno: su tutti Michelangelo Rampulla, il primo portiere che realizzò un gol di testa su azione (Atalanta-Cremonese 1-1).

Nell’estate 1992 ci fu anche il cambio di allenatore. Come nuovo mister per una pronta risalita venne scelto Gigi Simoni da Crevalcore, protagonista nell'ultima stagione in serie C2 sulla panchina della Carrarese.

I toscani, infatti, si classificarono al 2° posto e vennero promossi in C1. La squadra che li precedette in quel girone B fu la sorprendente Vis Pesaro. Tra le fila dei biancorossi marchigiani giocava in attacco un giovanotto che impressionò positivamente il nuovo allenatore grigiorosso: tale Andrea Tentoni da Rimini, classe 1969.

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Vieni allo stadio per Genoa - Torino con Visitpass!

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Vieni allo stadio per Sampdoria-Milan con Visitpass!

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Vieni allo stadio per Genoa-Juventus con Visitpass!

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Eneas. Una storia di saudade tra Bologna e il Brasile

Sogno sempre la stessa cosa da anni

Andare in porta con il pallone tra i piedi

dopo aver dribblato anche il portiere.

Ogni tanto mi riesce,

e allora per un po’ faccio sogni diversi,

ma poi torno al vecchio sogno.

Eneas de Camargo

 

La frase con cui si apre il libro Eneas. Una storia di Saudade tra Bologna e il Brasile riassume perfettamente l'essenza della carriera di Eneas, calciatore brasiliano che nel 1980-81 disputò una sfortunata stagione nel Bologna.

Talento, amore per la famiglia e forse fin troppo attaccamento al suo Brasile, terra natia che suscitò in lui il sentimento della saudade.

Proprio a causa di questa situazione di continua nostalgia, la sua esperienza italiana non fu certo brillante, nonostante le ottime parole profuse dai tecnici, non soltanto brasiliani.

Abbiamo intervistato Carlo Alberto Cenacchi, scrittore bolognese che ha raccolto informazioni ed esperienze riguardanti la vita di Eneas e le ha pubblicate nel libro  Eneas. Una storia di Saudade tra Bologna e il Brasile.

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10 year challenge: speciale Serie A

La 10 year challenge è la moda del momento, il must virale a cui tutti i personaggi famosi hanno aderito. Anche noi abbiamo deciso di fare la nostra sfida, a colpi di dati statistici. Vi proponiamo una ten year challenge che riguarda le squadre di Serie A, analizzate dal 2009 ad oggi (25 gennaio 2019) in termini di:

  1. Partecipazioni alla Serie A
  2. Trofei italiani (scudetto, Coppa Italia, Supercoppa italiana)
  3. Partecipazioni alla coppe europee (Champions League, Coppa UEFA/Europa League)
  4. Trofei internazionali (Champions League, Coppa UEFA, Europa League).
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Christmas Match 2018: le maglie di Atalanta e Cagliari

Nel primo Boxing Day calcistico all’italiana Atalanta e Cagliari sono scese in campo con una maglia dedicata al Natale

Per gli Orobici si tratta ormai di un appuntamento fisso, il nono per la precisione visto che hanno celebrato il primo Christmas Match nel 2010.

La Dea questa volta ha deciso di utilizzare la terza maglia personalizzata con lo skyline di Bergamo e un albero di Natale stilizzato sul fronte. Sulla manica, invece, c’era la scritta “Christmas Match, Atalanta vs Juventus, 26 Dicembre 2018”.

Come vuole la tradizione della "Partita di Natale", la maglia indossata dalla squadra atalantina viene realizzata ad hoc per l'occasione e messa all'asta. Tutto il ricavato viene devoluto al Fondo Atalanta aperto dalla società presso la Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus e dedicato ad opere di beneficenza sul territorio. 

E per il nono anno consecutivo si è rinnova la partnership con Bergamo TV: è infatti la principale emittente bergamasca ad organizzare l'asta benefica che assegna ognuna delle maglie dei giocatori della rosa nerazzurra alla disputa del match a disposizione per l'edizione 2018 dell'iniziativa. 

Anche per la maglia del "Christmas Match" 2018 è stata realizzata una Limited Edition a disposizione degli sportivi interessati all'Atalanta Store.

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Ferrero conoscitore d'arte!

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Mourinho, Monaco e Lo Monaco

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Alemao, Carmando e la monetina: così il Napoli vinse lo scudetto

Carmando medica Alemao colpito da monetina: un episodio che fa tuttora discutere
Carmando medica Alemao colpito da monetina: un episodio che fa tuttora discutere

A Napoli, gli anni del Grande Napoli, quello degli scudetti di Maradona, sono un leggendario Secolo d’Oro, senza tempo. Gli eventi più importanti di quegli anni sono incastonati nelle memorie di tutti, sorprendentemente anche in quelle dei più giovani, che ai primi anni novanta non c’erano, o se c’erano erano davvero piccoli.
Il calcio nostrano in quegli anni è ancora una faccenda di sudore, goliardia, entusiasmo ed un po’ di quella sana furberia paesana. Non esiste nessun VAR, semmai qualche sommario e chiassoso Processo del Lunedì. Nelle borracce d’acqua non c’è solo l’acqua, e non ci riferiamo solamente alle storie di doping di zemaniana memoria, ma anche a scherzetti giocati da massaggiatori e campioni – ma questa, con Lucarelli, è un’altra storia. E dove non si arriva con la testa ed il cuore, scende in campo Dio a dare una mano – un’altra ancora.

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TOP 11 "Barba Team"

Oggi compie 38 primavere Davide Moscardelli, la barba più famosa d'Italia, di cui ne ha fatto un marchio di fabbrica (oltre che una linea di t-shirt). L'italo-belga si è affacciato alla Serie A solo a 30 anni, vestendo le maglie di Chievo Verona e Bologna, ma regalando agli appassionati magie e giocate non scontate per un ragazzo di 185 cm per 80 kg. Ora gioca in Serie C all'Arezzo e in onore alla sua barba abbiamo stilato una Top 11 delle barbe più belle che hanno calcato i campi da calcio.

Ma prima una carrellata di gol e giocate del festeggiato di oggi.

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Ventunesima Giornata - I pronostici di Superscommesse.it

Domenica 21 gennaio: torna la Serie A, con la ventunesima giornata. Fari puntati su Bergamo e Milano, dove Napoli ed Inter sfidano in due emozionanti match Atalanta dello squalificato Gasperini e Roma di Eusebio Di Francesco, al centro di intrighi di mercato.

Lunedì sera si chiude con Juventus-Genoa, all'Allianz Stadium.

 

Ecco i pronostici di Serie A a cura di Superscommesse.it

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Chi sono i migliori giocatori del girone di andata 2017-2018?

Milinkovic-Savic e la Lazio: ottimo girone di andata
Milinkovic-Savic e la Lazio: ottimo girone di andata

Il 2017 della Serie A italiana è terminato e in quest'anno si è verificato il ritorno di due squadre campane nella massima serie, dopo il lontano 1987-1998 (ai tempi le squadre erano Napoli e Avellino).

Il girone di andata vede le due squadre rispettivamente in testa (Napoli) e coda al campionato (Benevento), con prestazioni diametralmente opposte.

In questo primo scorcio di stagione abbiamo assistito all'utilizzo sperimentale del VAR (Video Assistant Referee), che ha permesso la risoluzione di problemi di gestione di episodi dubbi, attenuando le polemiche durante e dopo le partite. Il bilancio di questo esperimento è finora positivo ed il silent check è stato importante per supportare gli arbitri nel prendere decisioni importanti, che potrebbero condizionare l'esito di un match.

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Chi sono i peggiori giocatori del girone di andata 2017-2018?

Armenteros e il Benevento: girone di andata da dimenticare
Armenteros e il Benevento: girone di andata da dimenticare

Il 2017 della Serie A italiana è terminato e in quest'anno si è verificato il ritorno di due squadre campane nella massima serie, dopo il lontano 1987-1998 (ai tempi le squadre erano Napoli e Avellino).

Il girone di andata vede le due squadre rispettivamente in testa (Napoli) e coda al campionato (Benevento), con prestazioni diametralmente opposte.

In questo primo scorcio di stagione abbiamo assistito all'utilizzo sperimentale del VAR (Video Assistant Referee), che ha permesso la risoluzione di problemi di gestione di episodi dubbi, attenuando le polemiche durante e dopo le partite. Il bilancio di questo esperimento è finora positivo ed il silent check è stato importante per supportare gli arbitri nel prendere decisioni importanti, che potrebbero condizionare l'esito di un match.

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Chi sono i peggiori giocatori dell'Inter?

L'Inter è la squadra che dopo la Juventus ha vinto più campionati italiani nel nuovo millennio. In seguito alle sentenze di Calciopoli, la squadra nerazzurra ha inanellato una serie di vittorie impressionanti, culminate con la  Champions League 2010, parte del triplete firmato Mourinho.

 

Zanetti, Julio Cesar, Milito, Eto'o, Sneijder, Stankovic, Samuel, Lucio e Cambiasso sono alcuni dei migliori giocatori di quella squadra, che a fine anni 2000' ha riempito la bacheca di trofei dell'Inter, rinverdendo i fasti del passato ormai non tano recente. L'Inter degli anni 2010' è apparsa più altalenante e meno concreta rispetto a quella di pochi anni prima e ciò è dimostrato dai piazzamenti mediocri in campionato ed alle mancate qualificazioni alle coppe europee.

La colpa delle scarse performance di quegli anni è imputabile allo scarso talento di alcuni calciatori della rosa, decisamente non altezza delle ambizioni della squadra meneghina.

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Che fine ha fatto Mauro Esposito?

Mauro Esposito ai tempi del Cagliari
Mauro Esposito ai tempi del Cagliari

Esistono calciatori di provincia che avrebbero potuto spiccare il volo verso l'olimpo dei più grandi.

Alcuni di essi hanno avuto grande fama per poco tempo, ma facendo il passo più lungo della gamba hanno finito per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Ecco a voi, dallo spogliatoio al dimenticatoio Mauro Esposito, attaccante di Torre del Greco, protagonista di un pezzo di storia del Cagliari (199 presenze e 58 gol tra il 2001 e il 2007). In Sardegna, Mauro ha conquistato una promozione in serie A nel 2004, magie a fianco di Zola e 6 chiamate in Nazionale prima con Lippi, poi con Donadoni.

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La maglia della Juventus per i suoi 120 anni

Nell’autunno del 1897, un gruppo di studenti liceali, riunitisi su una panchina di Corso Re Umberto a Torino, fondò l’attuale Juventus Football Club. Sono passati esattamente 120 anni e domenica la squadra festeggerà l’anniversario indossando una maglia celebrativa durante la partita di campionato all'Allianz Stadium di Torino contro il Benevento.

La Juventus, infatti,  ha realizzato una speciale maglia da collezione, in edizione limitata e numerata, che condensa il ricordo dei campioni del passato e la promessa attuale dei successi futuri. Una maglia speciale che sintetizza elementi d’ispirazione vintage e attitudine contemporanea.

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Lazio - Anna Frank, cronaca di un disastro mediatico

Sono ormai diversi, troppi giorni che su ogni mezzo di comunicazione si parla della vicenda che vede protagonisti dei beceri tifosi laziali che hanno attaccato degli adesivi a sfondo antisemita, in particolare quello che ritrae il volto sorridente di Anna Frank, l’autrice di uno dei diari più toccanti della storia moderna, con la maglia della Roma. Da qui si è innescato un meccanismo per il quale si è giunti, se mai fosse stato possibile, ad un finale peggiore, quasi grottesco. Della serie “poteva andare peggio, poteva piovere”. Appunto.

Cerchiamo a bocce ferme di ripercorrere la serie di eventi che si sono susseguiti.

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Bidoni - L'incubo

Bidoni - l'incubo, Furio Zara. Ed. Kowalski 2006
Bidoni - l'incubo, Furio Zara. Ed. Kowalski 2006

"Mai giudicare un libro dalla sua copertina." (Fran Lebowitz, scrittrice statunitense)

 

Calcio e Dintorni nasce dal desiderio di raccontare storie calcistiche degli anni dopo il 2000, che i lettori collegano a un tempo bello della propria vita.

Questo desiderio è incarnato da un gruppo di amici - la redazione del blog - che scrivono articoli su calciatori, spesso rei di aver disatteso le aspettative dei club italiani che li hanno ingaggiati.

 

Durante le riunioni della redazione ci capita spesso di chiederci: "cosa ispira i nostri racconti?" e la risposta è ogni volta più ricca di dettagli. I ricordi della nostra adolescenza e della prima età adulta si collegano nella nostra mente al calcio, immancabile compagnia delle nostre domeniche pomeriggio.

I gossip del calciomercato, le epiche avventure dei campioni e le loro prodezze sul campo sono solo alcuni dei motivi che animano il nostro blog. Le peripezie di calciatori strampalati tra i campionati più o meno conosciuti sono un altro importante ingrediente che rimpolpa le nostre pagine.

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C'era una volta il calcio Made in Sud

Quella che si avvia alla conclusione potrebbe essere la stagione del definitivo tramonto del calcio meridionale in Serie A. 

A Crotone, la prima storica apparizione in massima serie è stata caratterizzata da molte ombre e poche luci, l’ultima delle quali è stata la meritata vittoria allo Scida contro l’Inter che ha rilanciato i Pitagorici nella corsa salvezza. Slancio puntualmente castrato dalle due vittorie consecutive che hanno consegnato all’Empoli, fin qui avido di gol, gli scalpi “eccellenti” di Fiorentina e Milan e che hanno permesso ai toscani di ergersi ulteriormente oltre la linea di galleggiamento. A Palermo, invece, la disorganizzazione a livello dirigenziale è proporzionale alla povertà di gioco e risultati sul campo. Il passaggio di testimone tra Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini è solo l’ultimo di una serie di avvenimenti in questa stagione tormentata. Solo il tempo e la possibilità di fare “tabula rasa” che comporta la ormai quasi certa retrocessione ci diranno della bontà dei propositi della nuova dirigenza.

A meno di clamorose sorprese dai play off di Serie B e alla luce di quanto sopra, la prossima stagione potrebbe essere l’Anno Uno del calcio del Mezzogiorno. Uno come la sola squadra rappresentante il Sud Italia in Serie A, il Napoli, tanto grande quanto solo, e l’unica a predicare in un deserto contraddistinto da mancanza di progettualità, poca lungimiranza, nessun investimento e una tendenza all’avventurismo da parte degli addetti ai lavori da far accapponare la pelle. Tutti questi fattori hanno ampliato la forbice tra il calcio del Nord e il calcio del Sud. Uno sport che, a seconda della latitudine dello Stivale, va a due velocità.

Una diretta conseguenza è che, ormai, i veraci e gagliardi derby del Sud sono relegati, nella migliore delle ipotesi, nelle categorie semiprofessionistiche e vivono di sfarzi passati e di sole rivalità campanilistiche tra tifoserie, mentre alcune piazze sono addirittura sparite dai radar a causa di fallimenti e conseguenti ridimensionamenti.

Di seguito, ripercorriamo l’apice raggiunto nel recente passato da sei società meridionali in Serie A.

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Perché Balotelli non viene convocato in nazionale?

Nell'estate 2016 Mario Balotelli ha lasciato la Serie A, trovando nuova squadra e motivazioni a Nizza. La città è legata per vicinanza territoriale e linguistica all'Italia e nella sua storia ha vissuto durante la Belle Époque un momento di grande splendore, culminato con la costruzione dello sfarzoso hotel Negresco.

 

A livello calcistico, il club locale è l'OGC Nizza (per esteso Olympique Gymnaste Club de Nice Côte d'Azur)squadra di prestigio in Francia, con un palmarés che conta 4 scudetti, 3 coppe di Francia e una Supercoppa francese.

La rosa attuale sta facendo ben sperare i tifosi, che potrebbero a breve vedere arricchita la propria bacheca di trofei, grazie alle prodezze di Alassane Pléa, Younès Belhanda e del già citato Mario Balotelli. Insomma, a Nizza potrebbe essere iniziata la Belle Époque calcistica.

Lo scopo del presente articolo è comprendere la situazione attuale di Balotelli, paragonandolo ai migliori attaccanti italiani, al fine di valutare il borsino delle prossime convocazioni del Commissario Tecnico Giampiero Ventura.

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Il Palermo nell'era Zamparini

E’ notizia di qualche giorno fa della cessione del Palermo da parte del patron Maurizio Zamparini ad un fondo anglo-americano. E’ la fine di 15 anni vissuti tra alti e bassi, alternando momenti di massima espressione di una favola calcistica provinciale, a momenti di buio totale dovuti a decisioni sportive e societarie poco lungimiranti, a confusione a livello dirigenziale e all’atteggiamento vulcanico del suo stesso presidente che, non sapremo mai se consapevolmente o meno, destabilizzava tutto l’ambiente rosanero. (qui i link agli articoli sule panchine saltate Esoneri - Capitolo 1; Esoneri - Capitolo 2).
Il passaggio di consegne rappresenta la fine di un’era per i tifosi palermitani, i quali hanno potuto sognare ad occhi aperti, apprezzando, a tratti, un ottimo calcio e giocatori che si sarebbero consacrati su palcoscenici più probanti.

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TOP 11 "Giovani Italiani"

Grazie a Filippo Galli, ex bandiera del Milan ed attuale responsabile tecnico delle giovanili rossonere, abbiamo compreso come il settore giovanile moderno sia in rapida evoluzione, di complicata gestione in quanto comprende, oltre la parte puramente sportiva, anche quelle umane e psicologiche, dato che si ha a che fare prima con ragazzi e poi con giocatori. 

E’ consuetudine, però, di diverse società professionistiche che, una volta che i ragazzi si trovano nell’anticamera del calcio che conta, vengano continuamente sballottati da una città all’altra, votati alla ricerca della valorizzazione economica che significa spesso solo rapida monetizzazione, senza curarsi degli effetti dello smantellamento del proprio vivaio e delle ripercussioni psicologiche sul giovane calciatore. Ci sono però società che fanno delle proprie giovanili il vero fiore all’occhiello, capendo che aspettare e far crescere un prospetto significa garantirsi delle cessioni non di bambini dalle belle speranze che fruttano poche centinaia di euro, ma di calciatori completi che possono garantire ossigeno puro per i propri bilanci, se si tratta in particolar modo di società medio piccole.

Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sbocciare di diversi talenti e, cosa più importante, tutti italiani. Le ragioni di questa nuova tendenza sono da ricercarsi nella difficile situazione economica dei club di Serie A che non permette notevoli esborsi nel mercato dei giocatori e, quindi, si predilige attingere a piene mani dal settore giovanile. In aggiunta, anche la Federazione ha dato un grosso incentivo con quello che potremmo definire il decreto “Salva Italia”, mutuando quello in ambito finanziario, con l’obbligo di 25 giocatori in rosa, di cui 4 coltivati nel proprio vivaio e altri 4 cresciuti in Italia.

Abbiamo, a questo proposito, azzardato una Top 11 dei “Giovani Italiani”

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Il Pescara ha rubato la maglia del Vicenza!

Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it
Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it

Ieri sera è andato in scena il recupero della 19^ giornata di Serie A tra Pescara e Fiorentina, rinviata lo scorso 8 gennaio per l’impraticabilità degli spalti ghiacciati dello stadio Adriatico a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti. 

Molti avranno certamente notato la curiosa divisa con cui sono scesi in campo gli uomini di Oddo, non con la classica maglia biancoazzurra, bensì con la quarta a tinte biancorosse completamente estranee ai colori sociali del club abruzzese.

 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 2

Guidolin-Zamparini: connubio vincente
Guidolin-Zamparini: connubio vincente

Con il primo capitolo, la narrazione si era fermata al 2002, anno dell'ultima Serie A del Venezia e del furto di Pergine.

Ripartiamo da quell'estate, allorché Maurizio Zamparini il 22 luglio 2002 diventa presidente del Palermo Calcio.

Succede a Franco Sensi, patron al tempo anche della Roma ed eredita una squadra di Serie B di grande storia, media qualità e con alcuni giocatori iper-valutati a bilancio (Brienza e Bombardini su tutti).

L'obiettivo è uno solo: conquistare nel più breve tempo possibile la Serie A, dopo l'ultima stagione di militanza datata 1972-1973.

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La Juventus cambia faccia

Il logo della Juventus (gennaio 2017)
Il logo della Juventus (gennaio 2017)

Come ormai tutti gli appassionati di calcio sanno, lunedì 16 gennaio 2017, in occasione della serata glamour “Black and white and more” tenuta a Milano al Museo della Scienza e della Tecnica, è stato presentato con una mossa a sorpresa il nuovo logo della Juventus

Forse anche perché colti in contropiede, molti tifosi bianconeri non hanno gradito la scelta di cambiare il logo societario e sono subito comparsi sui vari social immagini-sfottò e non poco velate proteste.

 

Una scelta decisamente molto coraggiosa e che rappresenta un netto taglio con il passato e che si lascia alle spalle i canoni dei tradizionali stemmi calcistici, abbandonando il classico stemma ovale con il toro della città di Torino e le strisce bianconere. 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 1

Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore
Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore

Nel mondo latino la frase Ubi maior, minor cessat era usata per indicare che di fronte a chi possiede maggiore rilevanza, chi ne ha meno perde al confronto con il primo attore.

Se si intende la rilevanza come potere decisionale, la frase precedentemente citata ben si addice al Presidente più vulcanico degli ultimi 20 anni della Serie A e B: Maurizio Zamparini.

 

Abbiam già parlato della sua carriera e curriculum imprenditoriale in occasione del suo "autoesonero", occorso poco prima del compimento dei 75 anni.

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Chi sono i peggiori giocatori della Juventus?

Si è soliti considerare la Juventus come squadra fortissima e vincente, specialmente dal 2000 in poi.

Con il nuovo millennio, gli scudetti vinti dalla squadra torinese sono ben 7, più due revocati in seguito alle decisioni seguite a Calciopoli.

 

Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi, Tevez, Pirlo, Marchisio e Chiellini sono solo alcuni dei calciatori che hanno vestito con successo la maglia juventina ed hanno contribuito a rimpinguare la già ricca bacheca di trofei di Madama.

 

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Tradotto, anche la Juventus ha comprato giocatori non all'altezza delle aspettative del mantra di Boniperti: "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". A breve scopriremo chi ha deluso di più.

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Chi ha reso grande l'A.C Siena?

In Italia, il calcio con i colori bianco e nero conta molti rappresentanti. La compagine più antica a vestire i colori bianco e nero è la Pro Vercelli, fondata nel 1892 e vincitrice di sette scudetti nella prima metà del ventesimo secolo.

Segue l'Udinese, fondata nel 1896, mentre la Juventus (1897) precede nella classifica della longevità l'Ascoli di un solo anno.

L'elenco delle squadre bianconere è ancora lungo, ma ci basti ricordare che ad inizi del '900, Spezia (1906) e Casale (1909) hanno visto l'inizio della loro avventura nel mondo del calcio italiano, insieme alla squadra protagonista del presente articolo: l'A.C. Siena.

Nata nel 1904, il Siena è un team fortemente legato alla propria città di origine, alle sue tradizioni e alla banca Montepaschi, prestigioso e vincente sponsor delle squadre di basket e calcio senesi.

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Chi ha reso grande il Calcio Catania?

Prendi un 20 novembre in terra salentina, un sorso di vino negramaro e il panorama delle murge alle tue spalle, sognando il mare Adriatico distante pochi chilometri.

Esci a fare due passi e visto che è domenica passeggia verso lo stadio per vedere la partita della Virtus Francavilla. Oggi allo stadio Giovanni Paolo II è ospite una protagonista della Serie A per quasi un decennio: il Calcio Catania.

Gli appassionati di calcio ricorderanno la compagine etnea come un mix di calciatori italiani e parecchi argentini, che hanno calcato l'erba dello stadio Angelo Massimino nel quartiere Cibali, casa della società etnea dal 1937.

Esattamente dieci anni fa, il Catania veniva da un indimenticabile sconfitta per 7-0 subito in casa della Roma (19 novembre 2016), ma si preparava ad un pronto riscatto contro il Parma (2-0) sette giorni dopo. Ora il Catania è in Lega Pro, nel girone C e ha iniziato la stagione 2016-2017 con una penalizzazione di 7 punti (dovuta al mancato pagamento di una parte del trasferimento di Lucas Castro dal Racing Avallaneda).

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Higuain non è il miglior bomber in Italia: la prova

Il 15 maggio 2016 la Serie A 2015-2016 si è conclusa. Questa stagione è stata molto combattuta ed incerta nelle prime fasi, con l’avvicendarsi di Roma, Inter, Fiorentina e Napoli in testa alla classifica, ma con la vittoria finale a pannaggio della Juventus, pentacampione di Italia nell’ultimo lustro.

In questo giorno i tifosi italiani hanno rivolto un malinconico saluto ed un vigoroso applauso ad alcuni dei migliori cannonieri degli ultimi 10 anni della massima serie italiana, che dopo una carriera meravigliosa hanno giocato la loro ultima partita: Di Natale, Klose e Toni.

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Incredibile: Zamparini esonerato!

Lo abbiamo conosciuto come ricco imprenditore nell'ambito dei centri commerciali, come uomo dal temperamento vulcanico, e come scopritore di talenti cristallini (Dybala, Vazquez e Zahavi gli ultimi della serie).

Tuttavia, la qualifica conquistata da Maurizio Zamparini nel corso degli anni alla guida di Venezia e Palermo è quella di "mangia-allenatori".

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Le 10 cose da sapere su Juventus - Napoli

Il big match della venticinquesima giornata della Serie A 2015-2016 sta per avere inizio.

Il 13 febbraio allo Juventus Stadium di Torino, più o meno alle ore 23, sapremo chi sarà in testa alla classifica di Serie A in solitaria. Con qualsiasi dei risultati possibili, la Serie A avrà una sola capolista: il Napoli o la Juventus.

 

I fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi dei biglietti per la partita sicuramente godranno di uno spettacolo notevole, visto il novero di campioni di cui le due squadre dispongono ed il bel gioco espresso negli ultimi periodi da entrambi i team.

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Combattiamo il razzismo! #SayNoToRacism

Nell’ultima giornata del campionato di Serie A, il meritato successo del Napoli all’Olimpico contro la Lazio (che ha permesso ai partenopei di inanellare il settimo successo consecutivo e di proseguire il cammino in testa alla classifica) è quasi stato messo in secondo piano a causa di cori razzisti all’indirizzo dei tifosi napoletani e ululati verso il difensore azzurro Kalidou Koulibaly da parte di una frangia della tifoseria laziale. 

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Ho trovato un Lucarelli coerente!

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