Serie A


Perché Balotelli non viene convocato in nazionale?

Nell'estate 2016 Mario Balotelli ha lasciato la Serie A, trovando nuova squadra e motivazioni a Nizza. La città è legata per vicinanza territoriale e linguistica all'Italia e nella sua storia ha vissuto durante la Belle Époque un momento di grande splendore, culminato con la costruzione dello sfarzoso hotel Negresco.

 

A livello calcistico, il club locale è l'OGC Nizza (per esteso Olympique Gymnaste Club de Nice Côte d'Azur)squadra di prestigio in Francia, con un palmarés che conta 4 scudetti, 3 coppe di Francia e una Supercoppa francese.

La rosa attuale sta facendo ben sperare i tifosi, che potrebbero a breve vedere arricchita la propria bacheca di trofei, grazie alle prodezze di Alassane Pléa, Younès Belhanda e del già citato Mario Balotelli. Insomma, a Nizza potrebbe essere iniziata la Belle Époque calcistica.

Lo scopo del presente articolo è comprendere la situazione attuale di Balotelli, paragonandolo ai migliori attaccanti italiani, al fine di valutare il borsino delle prossime convocazioni del Commissario Tecnico Giampiero Ventura.

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Il Palermo nell'era Zamparini

E’ notizia di qualche giorno fa della cessione del Palermo da parte del patron Maurizio Zamparini ad un fondo anglo-americano. E’ la fine di 15 anni vissuti tra alti e bassi, alternando momenti di massima espressione di una favola calcistica provinciale, a momenti di buio totale dovuti a decisioni sportive e societarie poco lungimiranti, a confusione a livello dirigenziale e all’atteggiamento vulcanico del suo stesso presidente che, non sapremo mai se consapevolmente o meno, destabilizzava tutto l’ambiente rosanero. (qui i link agli articoli sule panchine saltate Esoneri - Capitolo 1; Esoneri - Capitolo 2).
Il passaggio di consegne rappresenta la fine di un’era per i tifosi palermitani, i quali hanno potuto sognare ad occhi aperti, apprezzando, a tratti, un ottimo calcio e giocatori che si sarebbero consacrati su palcoscenici più probanti.

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TOP 11 "Giovani Italiani"

Grazie a Filippo Galli, ex bandiera del Milan ed attuale responsabile tecnico delle giovanili rossonere, abbiamo compreso come il settore giovanile moderno sia in rapida evoluzione, di complicata gestione in quanto comprende, oltre la parte puramente sportiva, anche quelle umane e psicologiche, dato che si ha a che fare prima con ragazzi e poi con giocatori. 

E’ consuetudine, però, di diverse società professionistiche che, una volta che i ragazzi si trovano nell’anticamera del calcio che conta, vengano continuamente sballottati da una città all’altra, votati alla ricerca della valorizzazione economica che significa spesso solo rapida monetizzazione, senza curarsi degli effetti dello smantellamento del proprio vivaio e delle ripercussioni psicologiche sul giovane calciatore. Ci sono però società che fanno delle proprie giovanili il vero fiore all’occhiello, capendo che aspettare e far crescere un prospetto significa garantirsi delle cessioni non di bambini dalle belle speranze che fruttano poche centinaia di euro, ma di calciatori completi che possono garantire ossigeno puro per i propri bilanci, se si tratta in particolar modo di società medio piccole.

Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sbocciare di diversi talenti e, cosa più importante, tutti italiani. Le ragioni di questa nuova tendenza sono da ricercarsi nella difficile situazione economica dei club di Serie A che non permette notevoli esborsi nel mercato dei giocatori e, quindi, si predilige attingere a piene mani dal settore giovanile. In aggiunta, anche la Federazione ha dato un grosso incentivo con quello che potremmo definire il decreto “Salva Italia”, mutuando quello in ambito finanziario, con l’obbligo di 25 giocatori in rosa, di cui 4 coltivati nel proprio vivaio e altri 4 cresciuti in Italia.

Abbiamo, a questo proposito, azzardato una Top 11 dei “Giovani Italiani”

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Il Pescara ha rubato la maglia del Vicenza!

Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it
Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it

Ieri sera è andato in scena il recupero della 19^ giornata di Serie A tra Pescara e Fiorentina, rinviata lo scorso 8 gennaio per l’impraticabilità degli spalti ghiacciati dello stadio Adriatico a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti. 

Molti avranno certamente notato la curiosa divisa con cui sono scesi in campo gli uomini di Oddo, non con la classica maglia biancoazzurra, bensì con la quarta a tinte biancorosse completamente estranee ai colori sociali del club abruzzese.

 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 2

Guidolin-Zamparini: connubio vincente
Guidolin-Zamparini: connubio vincente

Con il primo capitolo, la narrazione si era fermata al 2002, anno dell'ultima Serie A del Venezia e del furto di Pergine.

Ripartiamo da quell'estate, allorché Maurizio Zamparini il 22 luglio 2002 diventa presidente del Palermo Calcio.

Succede a Franco Sensi, patron al tempo anche della Roma ed eredita una squadra di Serie B di grande storia, media qualità e con alcuni giocatori iper-valutati a bilancio (Brienza e Bombardini su tutti).

L'obiettivo è uno solo: conquistare nel più breve tempo possibile la Serie A, dopo l'ultima stagione di militanza datata 1972-1973.

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La Juventus cambia faccia

Il logo della Juventus (gennaio 2017)
Il logo della Juventus (gennaio 2017)

Come ormai tutti gli appassionati di calcio sanno, lunedì 16 gennaio 2017, in occasione della serata glamour “Black and white and more” tenuta a Milano al Museo della Scienza e della Tecnica, è stato presentato con una mossa a sorpresa il nuovo logo della Juventus

Forse anche perché colti in contropiede, molti tifosi bianconeri non hanno gradito la scelta di cambiare il logo societario e sono subito comparsi sui vari social immagini-sfottò e non poco velate proteste.

 

Una scelta decisamente molto coraggiosa e che rappresenta un netto taglio con il passato e che si lascia alle spalle i canoni dei tradizionali stemmi calcistici, abbandonando il classico stemma ovale con il toro della città di Torino e le strisce bianconere. 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 1

Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore
Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore

Nel mondo latino la frase Ubi maior, minor cessat era usata per indicare che di fronte a chi possiede maggiore rilevanza, chi ne ha meno perde al confronto con il primo attore.

Se si intende la rilevanza come potere decisionale, la frase precedentemente citata ben si addice al Presidente più vulcanico degli ultimi 20 anni della Serie A e B: Maurizio Zamparini.

 

Abbiam già parlato della sua carriera e curriculum imprenditoriale in occasione del suo "autoesonero", occorso poco prima del compimento dei 75 anni.

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Chi sono i peggiori giocatori della Juventus?

Si è soliti considerare la Juventus come squadra fortissima e vincente, specialmente dal 2000 in poi.

Con il nuovo millennio, gli scudetti vinti dalla squadra torinese sono ben 7, più due revocati in seguito alle decisioni seguite a Calciopoli.

 

Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi, Tevez, Pirlo, Marchisio e Chiellini sono solo alcuni dei calciatori che hanno vestito con successo la maglia juventina ed hanno contribuito a rimpinguare la già ricca bacheca di trofei di Madama.

 

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Tradotto, anche la Juventus ha comprato giocatori non all'altezza delle aspettative del mantra di Boniperti: "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". A breve scopriremo chi ha deluso di più.

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Chi ha reso grande l'A.C Siena?

In Italia, il calcio con i colori bianco e nero conta molti rappresentanti. La compagine più antica a vestire i colori bianco e nero è la Pro Vercelli, fondata nel 1892 e vincitrice di sette scudetti nella prima metà del ventesimo secolo.

Segue l'Udinese, fondata nel 1896, mentre la Juventus (1897) precede nella classifica della longevità l'Ascoli di un solo anno.

L'elenco delle squadre bianconere è ancora lungo, ma ci basti ricordare che ad inizi del '900, Spezia (1906) e Casale (1909) hanno visto l'inizio della loro avventura nel mondo del calcio italiano, insieme alla squadra protagonista del presente articolo: l'A.C. Siena.

Nata nel 1904, il Siena è un team fortemente legato alla propria città di origine, alle sue tradizioni e alla banca Montepaschi, prestigioso e vincente sponsor delle squadre di basket e calcio senesi.

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Chi ha reso grande il Calcio Catania?

Prendi un 20 novembre in terra salentina, un sorso di vino negramaro e il panorama delle murge alle tue spalle, sognando il mare Adriatico distante pochi chilometri.

Esci a fare due passi e visto che è domenica passeggia verso lo stadio per vedere la partita della Virtus Francavilla. Oggi allo stadio Giovanni Paolo II è ospite una protagonista della Serie A per quasi un decennio: il Calcio Catania.

Gli appassionati di calcio ricorderanno la compagine etnea come un mix di calciatori italiani e parecchi argentini, che hanno calcato l'erba dello stadio Angelo Massimino nel quartiere Cibali, casa della società etnea dal 1937.

Esattamente dieci anni fa, il Catania veniva da un indimenticabile sconfitta per 7-0 subito in casa della Roma (19 novembre 2016), ma si preparava ad un pronto riscatto contro il Parma (2-0) sette giorni dopo. Ora il Catania è in Lega Pro, nel girone C e ha iniziato la stagione 2016-2017 con una penalizzazione di 7 punti (dovuta al mancato pagamento di una parte del trasferimento di Lucas Castro dal Racing Avallaneda).

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