Serie A


Bidoni - L'incubo

Bidoni - l'incubo, Furio Zara. Ed. Kowalski 2006
Bidoni - l'incubo, Furio Zara. Ed. Kowalski 2006

"Mai giudicare un libro dalla sua copertina." (Fran Lebowitz, scrittrice statunitense)

 

Calcio e Dintorni nasce dal desiderio di raccontare storie calcistiche degli anni dopo il 2000, che i lettori collegano a un tempo bello della propria vita.

Questo desiderio è incarnato da un gruppo di amici - la redazione del blog - che scrivono articoli su calciatori, spesso rei di aver disatteso le aspettative dei club italiani che li hanno ingaggiati.

 

Durante le riunioni della redazione ci capita spesso di chiederci: "cosa ispira i nostri racconti?" e la risposta è ogni volta più ricca di dettagli. I ricordi della nostra adolescenza e della prima età adulta si collegano nella nostra mente al calcio, immancabile compagnia delle nostre domeniche pomeriggio.

I gossip del calciomercato, le epiche avventure dei campioni e le loro prodezze sul campo sono solo alcuni dei motivi che animano il nostro blog. Le peripezie di calciatori strampalati tra i campionati più o meno conosciuti sono un altro importante ingrediente che rimpolpa le nostre pagine.

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C'era una volta il calcio Made in Sud

Quella che si avvia alla conclusione potrebbe essere la stagione del definitivo tramonto del calcio meridionale in Serie A. 

A Crotone, la prima storica apparizione in massima serie è stata caratterizzata da molte ombre e poche luci, l’ultima delle quali è stata la meritata vittoria allo Scida contro l’Inter che ha rilanciato i Pitagorici nella corsa salvezza. Slancio puntualmente castrato dalle due vittorie consecutive che hanno consegnato all’Empoli, fin qui avido di gol, gli scalpi “eccellenti” di Fiorentina e Milan e che hanno permesso ai toscani di ergersi ulteriormente oltre la linea di galleggiamento. A Palermo, invece, la disorganizzazione a livello dirigenziale è proporzionale alla povertà di gioco e risultati sul campo. Il passaggio di testimone tra Maurizio Zamparini e Paul Baccaglini è solo l’ultimo di una serie di avvenimenti in questa stagione tormentata. Solo il tempo e la possibilità di fare “tabula rasa” che comporta la ormai quasi certa retrocessione ci diranno della bontà dei propositi della nuova dirigenza.

A meno di clamorose sorprese dai play off di Serie B e alla luce di quanto sopra, la prossima stagione potrebbe essere l’Anno Uno del calcio del Mezzogiorno. Uno come la sola squadra rappresentante il Sud Italia in Serie A, il Napoli, tanto grande quanto solo, e l’unica a predicare in un deserto contraddistinto da mancanza di progettualità, poca lungimiranza, nessun investimento e una tendenza all’avventurismo da parte degli addetti ai lavori da far accapponare la pelle. Tutti questi fattori hanno ampliato la forbice tra il calcio del Nord e il calcio del Sud. Uno sport che, a seconda della latitudine dello Stivale, va a due velocità.

Una diretta conseguenza è che, ormai, i veraci e gagliardi derby del Sud sono relegati, nella migliore delle ipotesi, nelle categorie semiprofessionistiche e vivono di sfarzi passati e di sole rivalità campanilistiche tra tifoserie, mentre alcune piazze sono addirittura sparite dai radar a causa di fallimenti e conseguenti ridimensionamenti.

Di seguito, ripercorriamo l’apice raggiunto nel recente passato da sei società meridionali in Serie A.

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Perché Balotelli non viene convocato in nazionale?

Nell'estate 2016 Mario Balotelli ha lasciato la Serie A, trovando nuova squadra e motivazioni a Nizza. La città è legata per vicinanza territoriale e linguistica all'Italia e nella sua storia ha vissuto durante la Belle Époque un momento di grande splendore, culminato con la costruzione dello sfarzoso hotel Negresco.

 

A livello calcistico, il club locale è l'OGC Nizza (per esteso Olympique Gymnaste Club de Nice Côte d'Azur)squadra di prestigio in Francia, con un palmarés che conta 4 scudetti, 3 coppe di Francia e una Supercoppa francese.

La rosa attuale sta facendo ben sperare i tifosi, che potrebbero a breve vedere arricchita la propria bacheca di trofei, grazie alle prodezze di Alassane Pléa, Younès Belhanda e del già citato Mario Balotelli. Insomma, a Nizza potrebbe essere iniziata la Belle Époque calcistica.

Lo scopo del presente articolo è comprendere la situazione attuale di Balotelli, paragonandolo ai migliori attaccanti italiani, al fine di valutare il borsino delle prossime convocazioni del Commissario Tecnico Giampiero Ventura.

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Il Palermo nell'era Zamparini

E’ notizia di qualche giorno fa della cessione del Palermo da parte del patron Maurizio Zamparini ad un fondo anglo-americano. E’ la fine di 15 anni vissuti tra alti e bassi, alternando momenti di massima espressione di una favola calcistica provinciale, a momenti di buio totale dovuti a decisioni sportive e societarie poco lungimiranti, a confusione a livello dirigenziale e all’atteggiamento vulcanico del suo stesso presidente che, non sapremo mai se consapevolmente o meno, destabilizzava tutto l’ambiente rosanero. (qui i link agli articoli sule panchine saltate Esoneri - Capitolo 1; Esoneri - Capitolo 2).
Il passaggio di consegne rappresenta la fine di un’era per i tifosi palermitani, i quali hanno potuto sognare ad occhi aperti, apprezzando, a tratti, un ottimo calcio e giocatori che si sarebbero consacrati su palcoscenici più probanti.

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TOP 11 "Giovani Italiani"

Grazie a Filippo Galli, ex bandiera del Milan ed attuale responsabile tecnico delle giovanili rossonere, abbiamo compreso come il settore giovanile moderno sia in rapida evoluzione, di complicata gestione in quanto comprende, oltre la parte puramente sportiva, anche quelle umane e psicologiche, dato che si ha a che fare prima con ragazzi e poi con giocatori. 

E’ consuetudine, però, di diverse società professionistiche che, una volta che i ragazzi si trovano nell’anticamera del calcio che conta, vengano continuamente sballottati da una città all’altra, votati alla ricerca della valorizzazione economica che significa spesso solo rapida monetizzazione, senza curarsi degli effetti dello smantellamento del proprio vivaio e delle ripercussioni psicologiche sul giovane calciatore. Ci sono però società che fanno delle proprie giovanili il vero fiore all’occhiello, capendo che aspettare e far crescere un prospetto significa garantirsi delle cessioni non di bambini dalle belle speranze che fruttano poche centinaia di euro, ma di calciatori completi che possono garantire ossigeno puro per i propri bilanci, se si tratta in particolar modo di società medio piccole.

Negli ultimi anni abbiamo assistito allo sbocciare di diversi talenti e, cosa più importante, tutti italiani. Le ragioni di questa nuova tendenza sono da ricercarsi nella difficile situazione economica dei club di Serie A che non permette notevoli esborsi nel mercato dei giocatori e, quindi, si predilige attingere a piene mani dal settore giovanile. In aggiunta, anche la Federazione ha dato un grosso incentivo con quello che potremmo definire il decreto “Salva Italia”, mutuando quello in ambito finanziario, con l’obbligo di 25 giocatori in rosa, di cui 4 coltivati nel proprio vivaio e altri 4 cresciuti in Italia.

Abbiamo, a questo proposito, azzardato una Top 11 dei “Giovani Italiani”

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Il Pescara ha rubato la maglia del Vicenza!

Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it
Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it

Ieri sera è andato in scena il recupero della 19^ giornata di Serie A tra Pescara e Fiorentina, rinviata lo scorso 8 gennaio per l’impraticabilità degli spalti ghiacciati dello stadio Adriatico a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti. 

Molti avranno certamente notato la curiosa divisa con cui sono scesi in campo gli uomini di Oddo, non con la classica maglia biancoazzurra, bensì con la quarta a tinte biancorosse completamente estranee ai colori sociali del club abruzzese.

 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 2

Guidolin-Zamparini: connubio vincente
Guidolin-Zamparini: connubio vincente

Con il primo capitolo, la narrazione si era fermata al 2002, anno dell'ultima Serie A del Venezia e del furto di Pergine.

Ripartiamo da quell'estate, allorché Maurizio Zamparini il 22 luglio 2002 diventa presidente del Palermo Calcio.

Succede a Franco Sensi, patron al tempo anche della Roma ed eredita una squadra di Serie B di grande storia, media qualità e con alcuni giocatori iper-valutati a bilancio (Brienza e Bombardini su tutti).

L'obiettivo è uno solo: conquistare nel più breve tempo possibile la Serie A, dopo l'ultima stagione di militanza datata 1972-1973.

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La Juventus cambia faccia

Il logo della Juventus (gennaio 2017)
Il logo della Juventus (gennaio 2017)

Come ormai tutti gli appassionati di calcio sanno, lunedì 16 gennaio 2017, in occasione della serata glamour “Black and white and more” tenuta a Milano al Museo della Scienza e della Tecnica, è stato presentato con una mossa a sorpresa il nuovo logo della Juventus

Forse anche perché colti in contropiede, molti tifosi bianconeri non hanno gradito la scelta di cambiare il logo societario e sono subito comparsi sui vari social immagini-sfottò e non poco velate proteste.

 

Una scelta decisamente molto coraggiosa e che rappresenta un netto taglio con il passato e che si lascia alle spalle i canoni dei tradizionali stemmi calcistici, abbandonando il classico stemma ovale con il toro della città di Torino e le strisce bianconere. 

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Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 1

Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore
Zamparini in posa "tu sei fuori", stile Flavio Briatore

Nel mondo latino la frase Ubi maior, minor cessat era usata per indicare che di fronte a chi possiede maggiore rilevanza, chi ne ha meno perde al confronto con il primo attore.

Se si intende la rilevanza come potere decisionale, la frase precedentemente citata ben si addice al Presidente più vulcanico degli ultimi 20 anni della Serie A e B: Maurizio Zamparini.

 

Abbiam già parlato della sua carriera e curriculum imprenditoriale in occasione del suo "autoesonero", occorso poco prima del compimento dei 75 anni.

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Chi sono i peggiori giocatori della Juventus?

Si è soliti considerare la Juventus come squadra fortissima e vincente, specialmente dal 2000 in poi.

Con il nuovo millennio, gli scudetti vinti dalla squadra torinese sono ben 7, più due revocati in seguito alle decisioni seguite a Calciopoli.

 

Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi, Tevez, Pirlo, Marchisio e Chiellini sono solo alcuni dei calciatori che hanno vestito con successo la maglia juventina ed hanno contribuito a rimpinguare la già ricca bacheca di trofei di Madama.

 

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Tradotto, anche la Juventus ha comprato giocatori non all'altezza delle aspettative del mantra di Boniperti: "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". A breve scopriremo chi ha deluso di più.

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Chi ha reso grande l'A.C Siena?

In Italia, il calcio con i colori bianco e nero conta molti rappresentanti. La compagine più antica a vestire i colori bianco e nero è la Pro Vercelli, fondata nel 1892 e vincitrice di sette scudetti nella prima metà del ventesimo secolo.

Segue l'Udinese, fondata nel 1896, mentre la Juventus (1897) precede nella classifica della longevità l'Ascoli di un solo anno.

L'elenco delle squadre bianconere è ancora lungo, ma ci basti ricordare che ad inizi del '900, Spezia (1906) e Casale (1909) hanno visto l'inizio della loro avventura nel mondo del calcio italiano, insieme alla squadra protagonista del presente articolo: l'A.C. Siena.

Nata nel 1904, il Siena è un team fortemente legato alla propria città di origine, alle sue tradizioni e alla banca Montepaschi, prestigioso e vincente sponsor delle squadre di basket e calcio senesi.

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Chi ha reso grande il Calcio Catania?

Prendi un 20 novembre in terra salentina, un sorso di vino negramaro e il panorama delle murge alle tue spalle, sognando il mare Adriatico distante pochi chilometri.

Esci a fare due passi e visto che è domenica passeggia verso lo stadio per vedere la partita della Virtus Francavilla. Oggi allo stadio Giovanni Paolo II è ospite una protagonista della Serie A per quasi un decennio: il Calcio Catania.

Gli appassionati di calcio ricorderanno la compagine etnea come un mix di calciatori italiani e parecchi argentini, che hanno calcato l'erba dello stadio Angelo Massimino nel quartiere Cibali, casa della società etnea dal 1937.

Esattamente dieci anni fa, il Catania veniva da un indimenticabile sconfitta per 7-0 subito in casa della Roma (19 novembre 2016), ma si preparava ad un pronto riscatto contro il Parma (2-0) sette giorni dopo. Ora il Catania è in Lega Pro, nel girone C e ha iniziato la stagione 2016-2017 con una penalizzazione di 7 punti (dovuta al mancato pagamento di una parte del trasferimento di Lucas Castro dal Racing Avallaneda).

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Higuain non è il miglior bomber in Italia: la prova

Il 15 maggio 2016 la Serie A 2015-2016 si è conclusa. Questa stagione è stata molto combattuta ed incerta nelle prime fasi, con l’avvicendarsi di Roma, Inter, Fiorentina e Napoli in testa alla classifica, ma con la vittoria finale a pannaggio della Juventus, pentacampione di Italia nell’ultimo lustro.

In questo giorno i tifosi italiani hanno rivolto un malinconico saluto ed un vigoroso applauso ad alcuni dei migliori cannonieri degli ultimi 10 anni della massima serie italiana, che dopo una carriera meravigliosa hanno giocato la loro ultima partita: Di Natale, Klose e Toni.

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Incredibile: Zamparini esonerato!

Lo abbiamo conosciuto come ricco imprenditore nell'ambito dei centri commerciali, come uomo dal temperamento vulcanico, e come scopritore di talenti cristallini (Dybala, Vazquez e Zahavi gli ultimi della serie).

Tuttavia, la qualifica conquistata da Maurizio Zamparini nel corso degli anni alla guida di Venezia e Palermo è quella di "mangia-allenatori".

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Le 10 cose da sapere su Juventus - Napoli

Il big match della venticinquesima giornata della Serie A 2015-2016 sta per avere inizio.

Il 13 febbraio allo Juventus Stadium di Torino, più o meno alle ore 23, sapremo chi sarà in testa alla classifica di Serie A in solitaria. Con qualsiasi dei risultati possibili, la Serie A avrà una sola capolista: il Napoli o la Juventus.

 

I fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi dei biglietti per la partita sicuramente godranno di uno spettacolo notevole, visto il novero di campioni di cui le due squadre dispongono ed il bel gioco espresso negli ultimi periodi da entrambi i team.

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Combattiamo il razzismo! #SayNoToRacism

Nell’ultima giornata del campionato di Serie A, il meritato successo del Napoli all’Olimpico contro la Lazio (che ha permesso ai partenopei di inanellare il settimo successo consecutivo e di proseguire il cammino in testa alla classifica) è quasi stato messo in secondo piano a causa di cori razzisti all’indirizzo dei tifosi napoletani e ululati verso il difensore azzurro Kalidou Koulibaly da parte di una frangia della tifoseria laziale. 

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Ho trovato un Lucarelli coerente!

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Una Lasagna a merenda

In Italia il pranzo della domenica si consuma con grande piacere, in compagnia della propria famiglia, con gli uomini - specialmente - che danno un occhio ai risultati del calcio.

 

24 gennaio 2016: a Milano nello stadio Meazza San Siro, il pranzo domenicale si protrae fino a oltre le 16.45, in corrispondenza della merenda e con una portata a sorpresa, cucinata secondo una moderna ricetta emiliana, di Carpi: Lasagna (Kevin, nella foto).

 

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Tranquilli: siamo l'Empoli!

Skorupski, Laurini, Tonelli, Costa, Mario Rui, Buchel, Zielinski, Paredes, Saponara, Pucciarelli, Maccarone. Dieci under trenta ed un trentaseienne in grado di finalizzare azioni congegnate dai piedi di un centrocampo con ottime geometrie.

 

La stagione 2015-16 dell'Empoli Football Club è di alto livello, grazie ai 30 punti nel girone di andata della serie A, arricchiti da 4 vittorie consecutive, traguardo mai raggiunto nelle precedenti 11 partecipazioni al massimo campionato (nemmeno nell'anno della qualificazione alla coppa Uefa).

 

Quali sono i segreti dei grandi risultati dell'Empoli? 

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C'è un killer nella lotta per lo scudetto!

Prendi una cittadina di quarantamila abitanti a ridosso dell'appennino modenese, unisci la solidità economica del distretto della ceramica e il frizzante lambrusco emiliano. Aggiungi un gruppo di giovani giocatori quasi tutti italiani e un allenatore gagliardo per ottenere il Sassuolo calcio.

 

Giunto in Serie A nel 2013, il Sassuolo ha dimostrato di essere squadra costruita per be  figurare nel lungo period, anche dopo pesanti sconfitte, spesso finite in goleade più che tennistiche. Le due salvezze ottenute nei primi due anni di Serie A hanno consentito al pubblico del Pallone di capire che il Sassuolo non sarebbe stata squadra di passaggio nella massima serie.

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