Dintorni


Il Cacciatore di Stadi

Il cacciatore di stadi è un inno alla passione per il calcio. Che non è solo la passione di quello che accade all'interno del terreno di gioco nei 90 minuti della partita. E' la passione che porta a scoprire nuove realtà, anche le più sconosciute. Perché girare gli stadi è un modo per arricchire la propria cultura

 

La prefazione di Maurizio Compagnoni, stimato giornalista e telecronista Sky, coglie in pieno lo spirito con cui è stato scritto il libro "Il Cacciatore di Stadi" di Federico Roccio.

Un'opera, come precisa sempre lo stesso autore, che non vuole di certo essere un manuale sulle teorie del calcio o sulla fenomenologia del tifo ultras, ma uno stimolo a cercare sempre la bellezza nella vita e a coltivare le proprie passioni. 

Di seguito ecco una breve intervista al primatista italiano del "Groundhopping".

Cosa è? Un attimo di pazienza.

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Trenta giornate

Trenta Giornate di Antonio Segna - Imprimatur Editore
Trenta Giornate di Antonio Segna - Imprimatur Editore

Tutti abbiamo giocato il nostro personale campionato, le nostre trenta giornate. Chi con successo, chi con fatica: e continuiamo a giocarle, sperando di chiudere in bellezza.

 

Con queste parole presentiamo il romanzo calcistico "Trenta giornate" di Antonio Segna, scrittore esordiente, ma con una grande esperienza nei campi calcistici del Veneto anni '80 e '90.

Il libro è narrato in prima persona e tratta le vicende dell'autore, libero della Virtus, squadra veneta che a fine anni ottanta aveva raggiunto la sua prima ed indimenticabile promozione nel campionato di Prima Categoria veneta.

Le vicende della squadra sono esposte con una buona dose di ironia e raccontano uno spaccato di vita del Veneto, che si preparava ad entrare negli anni 90' del secolo appena trascorso.

Un libro piacevole e pieno di aneddoti, che rendono la sua lettura gradevole e consentono al lettore di vivere la grinta, il sudore e le vicende relative alla squadra durante le 30 giornate del campionato.

Nella seconda parte dell'articolo è presentato il contenuto dell'intervista che la Redazione di Calcio e Dintorni ha realizzato con Antonio Segna, che ringraziamo per la sua disponibilità.

 

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Progetto "Io e la mia squadra"

Progetto per una Tesi di laurea dall'Università di Catania, dipartimento di Ingegneria Economica ed estimativa
Progetto per una Tesi di laurea dall'Università di Catania, dipartimento di Ingegneria Economica ed estimativa
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Serie C, il campionato più affascinante e tribolato d’Italia

Lo so, è un titolo forte e per molti sarà anche  privo di fondamento, però pensateci: dove potete trovare un campionato che racchiuda in sé l’essenza  e le contraddizioni del calcio italiano? Dove le cosiddette “nobili decadute”, compagini dal passato glorioso ma dal ridimensionato presente, si battono contro società senza un pedigree di livello, di passaggio quasi nella terza serie in quanto la loro dimensione naturale è il calcio dilettantistico, seppur ad alti livelli. Dove calciatori che hanno calcato campi di Serie A, con magari presenze in competizioni europee o nelle rispettive Nazionali, alla ricerca dell’ultimo contratto che possa dare ossigeno ad una carriera ormai al capolinea, devono vincere un contrasto con le giovani promesse del calcio italiano che vengono mandate in prestito a farsi le ossa dalle grandi di Serie A.

Il tutto, ovviamente, condito qua e là con problemi societari, dissesti finanziari e penalizzazioni. La risposta dovreste già saperla: la Serie C.

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Chi sono i (nuovi) veri proprietari del Milan?

L’Epopea Cinese è giunta al termine. Yonghong Li lascia.

In che senso? Cosa significa?

I soldi sono finiti, detto in parole povere. E, senza soldi, messe non se ne cantano, tantomeno si vincono campionati e Champions. Che questo sia una specie di sveglia per renderci conto che questi cinesi non sono forse i più trasparenti o fidati di sempre, o che comunque i soldi non è proprio che li stampano. Beh è un’altra storia. 

Ma come bisogna intendere il “i soldi sono finiti”?

Ripercorriamo sommariamente gli eventi che si sono susseguiti.

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Leeds United: il nuovo stemma bocciato dai propri tifosi

Come disse una volta Arrigo Sacchi, "il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti". Soprattutto per quello che riguarda l’appartenenza alla propria squadra, alle proprie radici da parte dei tifosi. In alcune piazze il distacco dal beniamino di turno o l’abbandono dello storico stadio per una casa più moderna sono ancora argomenti tabù. Figurarsi il cambio dello stemma societario. E figurarsi quando il risultato è discutibile.

E’ il caso del Leeds United, squadra che milita in Championship, la seconda divisione calcistica d’Oltremanica.

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Addio alla prima grande provinciale del calcio italiano

Un altro pezzo del calcio italiano è destinato a sparire. Il Vicenza Calcio è sull’orlo del fallimento. Milioni di euro di debito e stipendi non pagati: un’altra squadra gloriosa rischia la serie D. Il termine ultimo per pagare i giocatori, senza stipendio da mesi, e scongiurare la messa in mora della società di Serie C è stato superato. La strada sembra segnata: i giocatori avranno la possibilità di svincolarsi, oltre già a non presentarsi  per la sfida di Coppa Italia di Serie C di sabato contro il Padova. La retrocessione in Serie D, vuoi per la decurtazioni di punti vuoi per il fallimento del club, sembra ormai inevitabile. Dopo il Modena, ma senza dimenticare in ordine sparso anche il Varese, il Monza, il Parma e il Como, un'altra storica società del calcio italiano sarà costretta a cercare imprenditori disposti a farsi carico del debito o, più verosimilmente, a ripartire dai dilettanti. Il Vicenza sparirà dal “calcio che conta”, anche se i grandi palcoscenici erano ormai quasi un pallido ricordo per ultratrentenni. Risale infatti alla stagione 2000/2001 l'ultima apparizione dei biancorossi in serie A, poi solo tanta cadetteria e qualche tonfo in terza serie. 

Eppure il Vicenza è stato per alcuni aspetti una società all’avanguardia.

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La fu Steaua Bucarest

Tra le 24 squadre qualificate alla fase ad eliminazione diretta di UEFA Europa League, la seconda competizione continentale per club, c’è una squadra rumena chiamata FCSB. Molti obietteranno dicendo che si tratta dell’acronimo del Football Club Steaua Bucarest, ovvero la squadra più prestigiosa, la “Juventus” di Romania, potendo contare in bacheca 26 campionati, 22 coppe di Romania, 6 Supercoppe nazionali e, soprattutto, la Coppa dei Campioni del 1985/86 vinta contro il Barcellona. Si dice, infatti, che in Romania la metà degli appassionati di calcio tifi per la Steaua Bucarest. E in effetti, per seguito e prestigio ottenuto negli anni, la Steaua è una delle più grosse società di calcio dell’Europa balcanica. Riprendendo, però, il discorso iniziale l’associazione tra FCSB e la Steaua Bucarest non è così pacifica. Il contesto, come detto, è il calcio dell’Europa dell’Est, caratterizzato da diversi contrasti, con squadre fortissime, in alcuni casi vere e proprie corazzate, che per diversi motivi, legati soprattutto all’instabilità politica della regione, non hanno mai raccolto quanto avrebbero meritato. Oltre alla peculiarità di predicare un calcio più legato a fini estetici che efficace. E nel campionato delle potenzialità sprecate, la Steaua Bucarest primeggia. La squadra che fu di Gheorghe Hagi, il Maradona dei Carpazi, così come la conoscevamo noi non esiste più. Il motivo? Il nome, appunto. Ma andiamo per gradi.

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"Sport Inside": l'integrazione ha fatto gol

Un progetto nato dalla collaborazione del CSI con il Consorzio Comunità Brianza
Un progetto nato dalla collaborazione del CSI con il Consorzio Comunità Brianza

"Non è il colore della pelle che fa l’avversario ma quello della maglia".

Esordisce così Emiliano Mondonico, indimenticato mister del Torino tra le altre, presentando il progetto Sport Inside nella sala della provincia di Monza.

L’8 novembre il CSI – Comitato di Milano e il Consorzio Comunità Brianza hanno presentato il loro progetto che mira a facilitare l’inserimento nelle società del CSI  della provincia di Monza e Brianza di richiedenti protezione internazionale ospitati nelle strutture CAS e SPRAR gestite dal Consorzio Comunità Brianza.

Ciascun giovane richiedente protezione internazione partecipa ogni settimana a ben due allenamenti, alla partita di campionato (come previsto dal calendario sportivo CSI) e alle attività proposte dall'oratorio di riferimento. Un percorso di integrazione e inclusione che vede lo sport quale strumento vincente in grado di superare i pregiudizi e le diversità trasformandole in punti di forza.

 

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10 motivi per una donna per seguire il calcio

L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro... e sul calcio. Il budget di una famiglia si modella in funzione delle magliette da calcio da acquistare ed il tempo libero tiene conto dei doveri pallonari di ciascun amante dello sport più popolare nello Stivale.

Quando un pallone rotola davanti agli occhi di un italiano il desiderio di calciarlo è immenso e quando un tifoso sente parlare di catenaccio, contropiede o fuorigioco la passione calcistica ribolle istantaneamente nelle vene.

Tra amici si parla dei risultati della propria squadra del cuore, si scherza sulle squadre che perdono e sugli arbitraggi. Persino quando si incontra una persona che non si vede da un po’ di tempo dopo i rituali convenevoli ci si ritrova a parlare di ciò di cui si stava parlando l’ultima volta in cui ci si era visti: di calcio.

E’ così, i veri seguitori del pallone parlano solo di quello. E perché le donne, quando si incontrano non parlano di calcio? Forse le donne non sono al corrente della bellezza dello sport tanto amato dagli italiani? 

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Perché il Leicester di Ranieri ha fatto flop quest'anno?

Il 23 Febbraio 2017 termina il sogno di Claudio Ranieri alla guida del Leicester City.

Abbiamo deciso di far passare l’ondata emotiva che ha investito la decisione presa dalla dirigenza delle Foxes per concentrarci ora sull’analisi delle stagioni 2015-16 e 2016-17 della squadra di Mister Ranieri.

 

Nella passata Premier League il Leicester Citty Football Club si è laureato Campione d’Inghilterra con 81 punti frutto di 23 vittorie, 12 pareggi e solo 3 sconfitte; analizzando asetticamente i numeri il dato che balza all’occhio subito è il rendimento sostanzialmente uguale tra le partite giocate nel fortino del King Power Stadium e quelle in trasferta.

Ai 42 punti ottenuti in casa si sommano i 39 punti fatti in trasferta e anche il dato riguardante le marcature 66 realizzate, in cui spiccano i 24 gol del capocannoniere Jamie Vardy, e le 38 gol subiti è assolutamente in equilibrio. 

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Perché i derby di Londra e Aleppo sono così sentiti?

Il derby, la partita che vale una stagione, la partita che più di una questione di calcio. Ogni città ha il suo e spesso la rivalità esula dal calcio, la maggior parte delle volte la città si divide nel più tipico dei cleavage, ricchi contro poveri, classe media contro classe operaia.

Così si hanno derby come forse il più famoso, Boca Juniors contro River Plate. Due società nate nella stessa zona, il porto di Buenos Aires ma che dopo il trasferimento del River Plate nei quartieri residenziali sono la cosa più distante che esiste sulla faccia della terra, da una parte i genovesi, gli Xeneises, portuali del Boca Juniors e dall'altro gli inglesi milionari, i Millonarios, del River Plate.

Non sempre sono le classi sociali che dividono una città, altre volte si tratta di religione come nel caso dell'Old Firm scozzese dove i protestanti del Rangers Glasgow sfidano i cattolici del Celtic Glasgow, altre volte ancora è la politica a farla da padrona e quindi ci troviamo davanti ai "nazionalisti" catalani del Barcellona che sfidano non solo sul campo l'Espanyol fedele all'idea di una Spagna unita e al Re.

 

Questi però sono esempi famosi, le televisioni di tutto il mondo ci trasmettono le immagini di questi derby e del tifo, ne esistono altrettanti che fondano le loro radici nella storia più lontana e ancora dividono profondamente città piccole o grandi che siano.

Uno dei più iconici esempi di questi tipi di derby è sicuramente West Ham-Millwall.

 

Entrambe le compagini nascono nell'East End di Londra, sulle rive opposte del Tamigi a circa tre miglia di distanza.

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Van Basten non può cambiare il calcio, ecco perché

Marco Van Basten è stato un grande calciatore, dotato di un senso del gol impressionante, pareggiato dalla sfortuna, che lo ha costretto al ritiro dal calcio giocato anzitempo.

Dall'impossibilità di giocare ad alti livelli Marco si è saputo trasformare in allenatore e anche grazie alla sua fama è stato scelto come tecnico delle giovanili dell'Ajax, poi della (fortissima) nazionale olandese. Da lì un declino, che lo ha portato ad essere allenatore di Ajax, Heerenveen e AZ Alkmaar, poi allenatore in seconda nello stesso AZ e nella nazionale oranje. Senza gioie.

 

In questi ultimi anni, mentre Marco vagava tra le panchine olandesi, il calcio mondiale è stato scosso da una lunga serie di scandali, che hanno colpito in special modo Platini e Blatter, presidenti di UEFA e FIFA. Il tourbillon scaturitosi da questi burrascosi eventi ha nuovamente favorito Van Basten, che da settembre 2016 è diventato responsabile per lo sviluppo tecnico del calcio per la FIFA.

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Ex difensore e reponsabile tecnico delle giovanili del Milan: intervista a Filippo Galli

Da ormai due stagioni la porta del Milan è difesa dal giovane Gianluigi Donnarumma, che ai tempi del suo esordio in Serie A aveva 16 anni. Oltre a lui, il Milan ha deciso di puntare sui giocatori del proprio vivaio, da cui ha recentemente pescato titolari della prima squadra come Mattia De Sciglio, Davide Calabria Manuel Locatelli. Il tutto mentre altri giocatori sembrano pronti per l'esordio in massima Serie.

 

Per capire il successo del vivaio rossonero, il nostro Riccardo Vincelli ha intervistato Filippo Galli, difensore del Milan per 13 stagioni, durante le quali ha vinto 5 scudetti, 4 Supercoppe italiane, 3 Champions League, 3 Supercoppe UEFA e 2 Coppe Intercontinentali.

Galli copre attualmente il ruolo di responsabile tecnico del settore giovanile del Milan

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CEO e appassionato di calcio: intervista a Christian Gaston Illan

Imprenditore, appassionato di sociologia, opinionista calcistico televisivo e soprattutto CEO del social network che si basa sul rapporto tra utenti, identificati da un braccialetto fashion.

 

A questo identikit risponde Christian Gaston Illan, personaggio vulcanico di origine argentina, conosciuto al pubblico per il social network iLoby e per la sua partecipazione in qualità di opinionista nella trasmissione Diretta Stadio trasmessa su 7 Gold.

 

Le origini argentine di Christian ed il suo carisma lo rendono soggetto perfetto per un'intervista per Calcio e Dintorni, che al ristorante si rivela un raffinato gourmet di piatti argentini!

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Quali sono i numeri di maglia più strani?

Compie oggi gli anni il mitico Ivan Zamorano, passato alla storia per il suo 1+8 ai tempi dell’Inter.

Attaccante di razza non poteva che essere il numero 9 della squadra meneghina, neppure l’acquisto di Ronaldo (quello vero) gli fece cambiare numero, il Fenomeno dovette accontentarsi della 10.

 

L’arrivo di Baggio, però stravolse tutto; l’italiano si prese la 10 e il brasiliano la 9, Ivan, per non abbandonare il suo 9, decise di scendere in campo con il curioso e ormai celeberrimo 1+8.
Zamorano non è stato l’unico caso di giocatore che per i più svariati motivi hanno scelto di giocare con un numero diverso dalle consuetudini sulle spalle, eccone una breve carrellata.

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Uno stadio sull'equatore esiste per davvero?

Zerao: lo stadio sull'Equatore
Zerao: lo stadio sull'Equatore

Preparate valigie e passaporti, si vola in Brasile per un viaggio verso uno stadio molto singolare e significativo.

Siamo sulle sponde del Rio delle Amazzoni, a Macapà, capitale del penultimo Stato del nordest del Brasile, Amapà, e lo sguardo si perde oltre l’Amazzonia, in quel verde inestricabile e imperscrutabile della foresta pluviale.

 

Gli abitanti del luogo chiamano l’impianto con vari nomignoli: stadio dei due emisferi, stadio del centro del mondo, ma per tutti è lo Zerao, il Grande Zero.

Questo perché la posizione della città di Macapà è pari a  0° 0' 0'' di latitudine e, se questo non bastasse, la linea immaginaria dell’Equatore prende all'interno dello stadio la colorazione bianca del gesso della linea della metà campo.

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Le 11 frasi migliori di Zlatan Ibrahimovic: (INTERVISTA)

Nel bene o nel male, purché se ne parli (liberamente tratto da Oscar Wilde)

 

I calciatori moderni sono soliti interagire con un grande numero di persone tramite i social network e di far trasparire da essi le loro emozioni.

Su Instagram, Facebook e Twitter - ora dopo ora - ognuno di noi è in grado di scoprire cosa pensi il nostro beniamino in un click.

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Cosa ha fatto Andrea Luci? (VIDEO)

Dici Livorno e subito vengono in mente i fratelli Lucarelli.

Prendi un martedì, accendi la tv e trovi il turno infrasettimanale della Serie B e vedi per l'appunto il Livorno, che sta disputando un importante match contro il lanciatissimo Crotone, utile a rinverdire le speranze di conquista della Serie A per entrambe le squadre.

Per un appassionato di calcio, questi ingradienti sono validi motivi per iniziare la visione della partita.

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Quali sono gli striscioni più divertenti del calcio italiano?

Il luogo in cui la partita di pallone ha la sua naturale fruizione è, ricordiamo per i calciomodernisti, proprio dove la partita avviene: lo stadio. Ed il sancta sanctorum dello stadio è la curva, indubbio.

Delle curve si parla spesso in termini negativi, sia per gli scontri che per i bambini che non possono più andare allo stadio con le famiglie. Spesso invece è l'istituzione dello striscione a far parlare e sorridere.

Ecco i più divertenti di sempre, sperando di non offendere il sentimento di politically correctness di nessun lettore e ricordando che al mondo ci sono problemi più gravi dei cori di discriminazione territoriale!

Consiglio di cliccare sulle immagini per vedere gli striscioni più in grande.

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Incredibile: arbitro espulso in Germania (VIDEO)

La Bundesliga regala emozioni, grazie a calciatori del calibro di Lewandowski, Robben, Gotze, Aubameyang e Chicharito Hernandez che rendono ogni weekend emozionante, con i loro numeri funambolici ed ai loro gol spettacolari.

Talvolta anche gli arbitri tedeschi regalano momenti memorabili, complici i loro rapporti "poco idilliaci" con calciatori e allenatori.

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"Ibrahimovic è gay, insieme a..."

I calciatori sono da sempre sulle copertine dei giornali più importanti di tutta Europa, sia per rilasciare interviste, sia soprattutto per informarsi del gossip che li riguarda.

 

Tuttavia, da quando esistono i Social, molte dichiarazioni sono state rese disponibili al grande pubblico con un click e senza fatica.

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Italrugby: "Il fu stadio Flaminio"

Sappiamo ormai che la battaglia contro il calcio-spezzatino è malamente persa. Le pay tv, che tengono in piedi il circo del pallone, vogliono che si giochino partite (quasi) tutti i giorni e a (quasi) tutte le ore.

Capita sempre più frequentemente che la giornata pallonara inizi il venerdì sera, dove vengono impegnate soprattutto quelle squadre impegnate in Champions League in modo tale da godere di un giorno di riposo in più, e termini il lunedì sera, in una sorta di Monday Night preso in prestito dallo sport americano. 

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Evra: che notizia!

Nelle ultime settimane il campionato italiano sta finalmente iniziando a stabilire specifiche gerarchie, identificando Napoli e Juventus su tutte come squadre di vertice, destinate a combattersi fino a fine maggio per la conquista dello scudetto 2015-2016.

 

Dopo un avvio tentennante, la Juventus sembra essersi ritrovata in termini di prestazioni e risultati grazie al suo capitano Gianluigi Buffon, alla classe di Claudio Marchisio, Paulo Dybala e Paul Pogba ed al contributo del tostissimo Patrice Evra.

 

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Gary Neville e Valencia nei guai

"Ci sono squadre che vanno al Nou Camp e vengono sconfitte 5,6,7-0. Il Barcellona è una buona squadra, o meglio è una grande squadra. Ma se io fossi coinvolto con una mia squadra in una sconfitta per 7-0 in quel luogo, non sarei più in grado di guardare negli occhi i miei familiari".

 

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Che fine ha fatto Idris?

La televisione italiana ed in particolare quella del calcio si è popolata di curiosi personaggi, capaci di suscitare nostalgia a distanza di anni.

Per gli amanti del pallone, nel 1993 Fabio Fazio ideò un format di programma domenicale originale, che ricalcando protagonisti e idee di "Tutto il calcio minuto per minuto".

 

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Finocchi Mancini (VIDEO)

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Incredibile! Maradona rivela di tifare... (VIDEO)

Il mondo della televisione regala carrambate, colpi di scena e momenti a dir poco memorabili.

Prendi un cuoco napoletano stellato ed un concorrente libanese, dal nome (ma non era il cognome di Diego Armando?) argentino.

Shakera i due ingredienti appena descritti ed avrai una rivelazione sconvolgente, descritta nel video qui sotto...

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Felipe Sodinha ci ha lasciati

Felipe Monteiro Diogo Sodinha (Jundiai, 17 luglio 1988 - Trapani, 7 gennaio 2016) ha lasciato il mondo del calcio giocato.

 

Autore di 5 gol (tra cui quello bellissimo nel video sottostante) in una settantina di presenze nella Serie B italiana tra Bari, Brescia e Trapani, il trequartista brasiliano si è spesso distinto per amare carne e feijoada, piuttosto che la corsa sui campi di calcio.

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Ribery: il bello di andare controcorrente

Prima c'era Platini, poi Papin, poi Deschamps, Zidane, Henry e Trezeguet. Ultimo della stirpe dei campioni d'oltralpe è Ribery, iscritto all'anagrafe nel 1983 come Franck Henry Pierre.

 

Velocità sulla fascia, dribbling, intelligenza e duttilità tattica da autentico campione. Viso sfregiato in età infantile e maturità caratteriale giunta dopo alcuni giri a vuoto in squadre minori francesi, fino al Metz in Ligue1.

 

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