Che fine ha fatto Antonio Buscè?

Antonio Buscè, capitano dell'Empoli
Antonio Buscè, capitano dell'Empoli

Il protagonista di oggi è un giocatore che fu di media caratura ed abbastanza giramondo, con un nome che tradisce le sue origini non proprio altoatesine. Parliamo di Antonio Buscè.

Il centrocampista nasce, perché uno non nasce giocatore di calcio bensì difensore, centrocampista, attaccante o panchinaro, a Gragnano, città campana rinomata per la pasta (vi dicono nulla i paccheri di Gragnano?) ed il panuozzo, che non so cos'è ma dev'essere buonissimo ed ha un nome piacevolmente napoletano. L'alma mater di Buscè è il Sant'Aniello, squadra di Gragnano, in provincia di Napoli.

 

Antonio Buscè, leggenda ad Empoli con la maglia 24
Antonio Buscè, leggenda ad Empoli con la maglia 24

L'esordio nel calcio "bizantino"

Viene a contatto col calcio che conta nella bizantina Ravenna, dove all'età di diciotto anni gioca in due stagioni solo tre gare (due in Serie B, una in Serie C1) più quelle in allenamento, quindi non so se contarle.

Il prezzo del suo cartellino non lievita ed il Baracca Lugo, formazione della provincia di Ravenna, può quindi aggiudicarsi le sue prestazioni.

Il Baracca Lugo, il cui nome non può non strapparvi un sorriso, militava stabilmente in Serie C2 a quei tempi, ed il nostro ha una vera e propria esplosione: tre campionati in cui le fa praticamente tutte e segna nove gol (partitelle escluse).

 

Da Lugo a Lumezzane, passando per Padova

E' poi la volta di Padova: a Padova Buscè sale di categoria, si parla infatti di C1, e la stagione è ottima. Nel '99-00 si trasferisce al Lumezzane, che come tutti ricordiamo è la squadra del bresciano che ha lanciato Supermario Balotelli: tre stagioni di C1 e bottino gol invidiabile per un centrocampista, 20 segnature in gara ufficiale ed il conseguente interesse di alcuni club dei campionati superiori.

 

2002: Buscè in Serie A

Nel 2002 Antonio Buscè raggiunge la Serie A. Quando la A arriva per un giocatore di fatica o comunque non molto pregiato, è sempre un bel momento, il momento in cui pensa agli anni a giocare in campi di provincia e subirsi presidenti vulcanici e direttori incompetenti in serie C e può iniziare a godersi un po' di sana ribalta.

Buscè è all'Empoli: teniamo a mente questo nome, ed approfittiamone per ricordare che Empoli è in provincia di Firenze e che, come Chievo, inspiegabilmente conta anni di Serie A, nonostante lo status di ridente squadra provinciale. Ad ogni modo ad Empoli trascorre otto stagioni (sette consecutive ed una prima di concludere la carriera), totalizzando un numero colossale di presenze, pari a 296 (dai miei appunti) condite da 30 gol e 26 assist.

Buscè ad Empoli mette radici, dichiarando: "L'Empoli per me è una famiglia. E a questa città sono legato indissolubilmente, tanto che qui è nato mio figlio Armando. E con mia moglie già feci a suo tempo la scelta di vivere a Empoli".

 

Reggina, Bologna e ritorno in Toscana

Nell'estate del 2009 Antonio sbarca al Granillo di Reggio Calabria, alla Reggina, da non confondersi con l'omocroma Reggiana, che acquista con lui Emiliano Bonazzoli e Sergio Volpi (quello delle figurine Topps) per la regia di Walter Lenin Novellino.

A gennaio 2010 passa al Bologna, dove subisce un infortunio che condizionerà la sua comunque buona esperienza emiliana. In rossoblù, Buscè trova comunque buon rendimento ed è importante nello scacchiere tattico dei felsinei.

Nell'estate del 2011 avviene il ritorno nell'amata Empoli, in Serie B. Empoli festeggia la salvezza nella serie cadetta anche grazie a lui, che a fine anno saluta per scendere di categoria.

L'ultimo anno della sua carriera è al Pisa, ma Buscè non prende casa in città, fa il pendolare di lusso, treno e navetta societaria, come i ragazzini delle giovanili. Ragazzini che va poi ad allenare, ad Empoli ovviamente, da settembre 2013.

 

Che cosa fa ora Antonio Buscè?

Abbastanza curiosamente per un giocatore di calciom Antonio Buscè decide di intraprendere la carriera di politico locale, candidandosi alle elezioni comunali di Empoli nella lista civica Liberi di Scegliere, insieme ad un altro ex Empoli: Flavio Giampieretti. Una lista per la quale si era fatto anche il nome di Massimo "Big Mac" Maccarone e che ottiene il 6.5%, non male (d'altra parte con campioni così), ma non sufficiente per garantire il posto in consiglio comunale ad Antonio.

Nonostante il poco successo politico, Buscè continua la sua carriera da allenatore delle giovanili dell'Empoli e dal 2013 ad oggi ha allenato nell'ordine: Esordienti, Giovanissimi Regionali, Under 15, Under 17, fino ad arrivare alla formazione Primavera.

Il prossimo passo sarà la panchina della squadra azzurra?

 

Autore: Riccardo Vincelli

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