Agenti e procuratori sportivi alla luce della riforma introdotta dalla Legge di Stabilità 2018

Con la legge di stabilità il legislatore, tra le altre significative disposizioni in materia di Sport ha introdotto una nuova ed organica riforma del settore degli Agenti Sportivi in Italia.

La principale novità è rappresentata dall'istituzione presso il CONI del Registro Nazionale degli Agenti Sportivi, stabilendo al contempo l’obbligatorietà dell’iscrizione in tale registro per tutti i soggetti che intendano svolgere l’attività di agente sportivo.

Tale nuova regolamentazione ha un deciso impatto soprattutto nel settore calcistico, dove da circa tre anni è in vigore una normativa che di fatto ha liberalizzato la professione di agente di calciatori.

Con questo intervento il legislatore ha inteso dare una risposta alle forti critiche espresse nei confronti della disciplina sui procuratori sportivi della FIGC, attuata con la Riforma del 2015 che nell'abolire l’albo degli agenti FIFA ha abolito di fatto anche l’esame all'abilitazione per l’esercizio della professione.

Prima dell’entrata in vigore del Regolamento vigente, gli organi della giustizia sportiva della FIGC si erano occupati in moltissime occasioni della violazione di regole fino ad allora applicate, contestando ad agenti, società e qualvolta anche calciatori di disattenzione al divieto di operare in regime di conflitto di interessi (vedi nota #1). 

Dal 2015 ad oggi, dunque, chiunque presentando una autocertificazione del rispetto dei requisiti minimi richiesti e pagando una quota dalla FIGC ha avuto la possibilità di iscriversi al Registro dei Procuratori Sportivi FIGC e in qualità di intermediario riconosciuto, rappresentare gli interessi di calciatori e/o società professionistiche.

La Legge di Bilancio 2018 (L.27.12.2017 n. 205) si è fatta carico di regolare in modo attento e particolareggiato una professione sempre più importante per il settore, visto che inerisce l’attività di chi gestisce sia la negoziazione e stipula dei contratti sportivi e di sponsorizzazione del calciatori, sia talvolta le loro stesse relazioni pubbliche.

Secondo la definizione contenuta nello stesso art. 1 comma 373 (L. 27.12.2017, n. 205) è agente sportivo colui che “mette in relazione due o più soggetti operanti nell'ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dal CONI ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva di natura professionistica, del trasferimento di tale prestazione o del tesseramento presso una federazione sportiva professionistica”.

 

La disciplina legislativa dell’agente sportivo, giacché concerne solo l’ambito del professionismo sportivo, può applicarsi soltanto ai settori del calcio, della pallacanestro e del ciclismo, rendendo dubbia la sua applicazione nella boxe.

La legge prescrive 5 (cinque) requisiti per ottenere l’iscrizione nel registro degli agenti sportivi:

  1. avere la cittadinanza italiana o quella di un altro Stato membro della UE;
  2. avere il pieno godimento dei diritti civili;
  3. non avere riportato delle condanne per delitti non colposi nell'ultimo quinquennio;
  4. essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di titolo equipollente;
  5. avere superato una prova abilitativa diretta ad accertare l’idoneità allo svolgimento dell’attività di agente sportivo.

In merito alla prova abilitativa, con decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 23 marzo 2018, sono stati definiti i contenuti della prova abilitativa la quale si compone di una prova generale ed una prova speciale.

La prova generale, affidata al CONI (almeno due sessioni per anno), consiste in una prova scritta e/o orale di conoscenza del diritto sportivo, nonché degli istituti fondamentali di diritto privato e amministrativo.

La prova speciale mira a verificare la conoscenza della normativa federale comprendendo il contenuto dello Statuto federale e i regolamenti federali in materia di giustizia e tesseramento.

Con il superamento di entrambe le prove, l’agente potrà fare richiesta di iscrizione nel registro che deve essere istituito presse le Federazioni cui si applica la normativa in esame (vedi nota #2). 

 

La Federazione dovrà provvedere ad iscrivere l’agente entro trenta giorni dalla richiesta d’iscrizione e successivamente potrà richiedere il tesserino identificativo.

 

Il tesserino costituisce il titolo abilitante all'esercizio dell’attività di agente nell'ambito della Federazione e ha validità sine die ma soggetto al rinnovo annuale (vedi nota #3). 

Sono esentati dall'obbligo della prova abilitativa, secondo quanto riporta l’art. 1, comma 373, coloro che siano in possesso di “titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015”.

E’ del pari esentato dalla prova d’esame lo straniero che sia abilitato all'esercizio dell’attività di agente in uno Stato membro dell’Unione Europea. Infatti, costui può richiedere l’iscrizione in una apposita sezione speciale del registro della Federazione presso la quale intende svolgere la sua attività (vedi nota #4). 

La principale novità introdotta con il Regolamento per i servizi di procuratore della FIGC è che non occorre più che questi frequentino corsi o acquisiscano una licenza all'esito favorevole di un esame ma è sufficiente la semplice registrazione presso una federazione che faccia parte della FIFA e chi vuole può registrarsi anche per una negoziazione spot (vedi nota #5).  

Il requisito del superamento dell’esame è stato mantenuto da tutte le altre Federazioni che prevedono tale figura (FIP, F.C.I., FIDAL, FIT).

 

Una disciplina più elastica è quella contenuta nel Regolamento dell’attività dei procuratore dei corridori della FCI dato che chi può svolgere tale attività comprende oltre agli iscritti all'albo degli avvocati, anche il coniuge e i parenti fino al terzo grado e gli affini fino al secondo grado, mentre nella FIGC i parenti ammessi a svolgere la funzione di agente sono soltanto il coniuge e i parenti di primo grado in linea retta o collaterale.

Una disciplina più rigorosa permane nell'ambito delle altre discipline sportive (vedi nota #6).  

Con riguardo agli avvocati, il Consiglio Nazionale Forense ha in più occasioni affermato l’incompatibilità tra l’esercizio della professione e l’attività di agente sportivo iscritto negli elenchi delle rispettive Federazioni (vedi nota #7). 

Pertanto, il Consiglio dell’Ordine degli avvocati deve negare l’iscrizione a colui che sia già iscritto nell'elenco degli agenti e non intenda rinunciare, mentre coloro che risultano iscritti in entrambi gli albi devono optare per una delle due iscrizioni.

Il Consiglio Nazionale Forense, specifica che l’incompatibilità tra attività di avvocato e quella di agente, nella specie di agente di calciatore è motivata dalla espressa causa di incompatibilità di cui all'art. 3 del RDL 27 novembre 1933, n. 1578 (vedi nota #8). 

Molte sono le pronunce anche di merito (vedi nota #9) sulla questione della contemporanea iscrizione nell'albo degli avvocati e nell'elenco degli agenti di calciatori e, in particolare sulla problematica relativa ai requisiti che il contratto stipulato tra l’avvocato e il calciatore/atleta deve avere.

Recentemente la Cassazione è intervenuta affermando che le “violazioni di norme dell’ordinamento sportivo necessariamente si riflettono sulla validità di un contratto concluso tra soggetti sottoposti alle regole del dettato normativo anche per l’ordinamento dello Stato”, determinandone la nullità per violazione alle Regole Federali  le cui disposizioni  incidono sulla funzionalità del contratto medesimo, vale a dire sulla “sua idoneità a realizzare un interesse meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico” (vedi nota #10).

 

Il diritto al compenso

Con riguardo al compenso, i regolamenti federali rinviano alla libera contrattazione tra le parti.

La nuova disciplina introdotta con la legge di Stabilità 2018 ha previsto per le Federazioni a cui la stessa disciplina si applica, che i parametri per la determinazione dei compensi siano definiti con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il CONI; nelle more che tale decreto sarà emanato deve ritenersi applicabile la disciplina contenuta nei regolamenti federali.

In proposito, il compenso viene solitamente corrisposto in una misura forfettaria stabilita nell'atto di conferimento ma, ove le parti non si accordino nella misura del compenso, esso è generalmente stabilito in una misura che varia a seconda delle diverse Federazioni, dal 3% (come procuratore FIGC O FCI) al 5% (come procuratore FIP) sino al  30% nella FPI del reddito lordo annuo percepito dall'atleta.

Il regolamento procuratori della Federcalcio del 2015 dispone che non è dovuto alcun corrispettivo nel caso in cui il contratto di lavoro sportivo sottoscritto dal calciatore preveda un minimo salariale della categoria di appartenenza.

 

Autore: Avv. Eufemia Ferrara

Avvocato civilista e tributarista presso E & L Consulting

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Commenti: 2
  • #1

    Guido Ascheri (mercoledì, 23 ottobre 2019 22:26)

    Il tesserino costituisce il titolo abilitante all'esercizio dell’attività di agente nell'ambito della Federazione e ha validità sine die ma soggetto al rinnovo annuale.
    La fantasia non ha limiti? Roba da manicomio attribuire titolo abilitante al "tesserino"..
    Questi sono i tempi.

  • #2

    Michael (giovedì, 24 ottobre 2019 15:48)

    Wanda Nara ha esercitato la professione di agente al di fuori del controllo di queste regole o almeno non credo abbia maturati i requisiti per agire come procuratore di un calciatore professionista