Che fine ha fatto Bojan Krkić?

Oggi, probabilmente, dopo un'epoca calcistica trascorsa sotto il segno di Lionel Messi (oltre che Cristiano Ronaldo), se si sentisse parlare di qualcuno come il "nuovo" fenomeno argentino, si starebbe probabilmente ascoltando un amico prendere in giro il compagno scarso al campetto. Nessuno, in poche parole, credo si permetterebbe di accostare un giocatore a Leo, se non per caricarlo di eccessiva pressione. Eppure, ormai una decina d'anni fa, i media credevano di avere trovato veramente l'erede designato. Si chiamava Bojan Krkić, lo conoscerete in molti, ed è stato protagonista di una delle storie di mancati talenti (altro che il già trattato Macheda) più clamorose del calcio moderno. 

La trafila giovanile e l' esordio

 

Il viaggio di Bojan comincia da qui, da un inizio carriera con il Barcellona semplicemente da record. È il 16 settembre del 2007 quando il da poco diciassettenne calca per la prima il prato del Camp Nou. Il fatto non sorprendeva poi più di tanto, in quanto il giovane spagnolo proveniva da un cammino trionfale nella Cantera blaugrana, durante il quale aveva segnato qualcosa come 900 gol.

Si parlava di un ragazzo estremamente completo: rapido, veloce, tremendamente tecnico, freddo sotto porta. A tutto questo, poi, si aggiungeva una quasi inquietante somiglianza con Messi, e fisica e tecnica. Era praticamente un Lionel destro, anche se, ironia della sorte (di nuovo), il giovane era ritenuto quasi ambidestro. Immaginate tutto questo, ed unite un inizio da "craque" in maglia blaugrana, e otterrete una mole di pressioni ed aspettative tale da giustificare un declino inspiegabile. Bojan, comunque, fa il suo esordio in Champions quattro giorni dopo quel diciassette settembre (ed è il più precoce della storia), prima di trovare il primo gol ne La Liga, il primo in Champions, e la prima doppietta in campionato. Manco a dirlo, anche in questi casi frantuma vari record, centrando questi obiettivi prima di Lionel. Sembra, anzi pare evidente che nessuno potrà fermarlo, ma, come spesso succede, il tempo smentirà un po' tutti. 

Gli anni blaugrana e l' inizio della fine

 

Il nostro uomo, dunque, disputa tre stagioni al Barcellona, in cui, pur mantenendo un buon livello, non si esprime come ci si sarebbe aspettati; i suoi gol, al termine della stagione 2010-11 saranno 26 in 104 presenze.

Non sono numeri incredibili, soprattutto se si considera che dopo l'anno dell'esordio erano già 10. Il Barcellona, tuttavia, non perde fiducia nel suo baby fuoriclasse (del resto, ancora ventenne), prestandolo alla Roma.

La sua esperienza si rivela ancora una volta al di sotto delle attese: qualche lampo in mezzo al deserto, e solo sette marcature tra tutte le competizioni. Passerà poi al Milan, ultima occasione nel grande calcio e preambolo di un declino che sembrava impronosticabile. Al Camp Nou questa volta non hanno più fiducia in Bojan, che viene recapitato dagli uomini di mercato in giro per l'Europa a suon di prestiti.

È veramente impietoso vedere come oggi questo giocatore, all' età di 28 anni, sia partito alla volta dell'America (destinazione Montreal) dallo Stoke City in Championship, dopo due ultime avventure con Magonza e Deportivo Alavés e l'ultima stagione appunto in Gran Bretagna.

E perdendo, così, ogni infinitesimale possibilità di tornare ad essere il vero Bojan Krkić Perez.

 

Ombre sulla carriera dello spagnolo

 

La storia di Bojan, comunque, sembrerebbe esser stata influenzata in negativo da problemi a livello caratteriale e psicologico del giocatore. Quest' ultimo ha infatti raccontato, una volta lasciata definitivamente la Catalogna, di essere stato vittima, nel corso degli anni, di numerosi e tremendi attacchi d'ansia. Questi episodi, presentatisi con costanza negli anni post esordio, hanno minato le certezze del ragazzo, spesso impedendogli di allenarsi con la squadra. Puntualmente poi, racconta ancora Bojan, il club nascondeva le assenze, giustificandole con un impegno familiare od un affaticamento. È molto probabile, per non dire certo, che la causa di tutto ciò sia l'enorme pressione addossata al giocatore dai media e dagli addetti ai lavori.

Colpa del nostro sistema di informazione, che gonfia ed affossa con la facilità e la rapidità di un battito di ciglia, ma anche di un destino beffardo, che ha messo Bojan su una strada impossibile da ripercorrere, quella cioè del fenomeno di Rosario, con anche una faccia non troppo differenze (anzi...) a complicare tutto. Strada che Krkić ha percorso quasi solo nella cantera, prima di precipitare in maniera assolutamente inesorabile. Di Messi ce n'è uno solo, se non si fosse capito.

 

Autore: Giovanni Perulli

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