Serie C, il campionato più affascinante e tribolato d’Italia

Lo so, è un titolo forte e per molti sarà anche  privo di fondamento, però pensateci: dove potete trovare un campionato che racchiuda in sé l’essenza  e le contraddizioni del calcio italiano? Dove le cosiddette “nobili decadute”, compagini dal passato glorioso ma dal ridimensionato presente, si battono contro società senza un pedigree di livello, di passaggio quasi nella terza serie in quanto la loro dimensione naturale è il calcio dilettantistico, seppur ad alti livelli. Dove calciatori che hanno calcato campi di Serie A, con magari presenze in competizioni europee o nelle rispettive Nazionali, alla ricerca dell’ultimo contratto che possa dare ossigeno ad una carriera ormai al capolinea, devono vincere un contrasto con le giovani promesse del calcio italiano che vengono mandate in prestito a farsi le ossa dalle grandi di Serie A.

Il tutto, ovviamente, condito qua e là con problemi societari, dissesti finanziari e penalizzazioni. La risposta dovreste già saperla: la Serie C.

Anche questa estate 2018 si farà ricordare per diverso tempo. Il motivo, però, si trova al piano di sopra, la Serie B, quando con l’esclusione di Avellino, Bari e Cesena si sono aperte tre posizioni per i ripescaggi per chi ne avesse i requisiti. Qui la situazione inizia a complicarsi e a stagnare, in quanto si presentano sei società (Catania, Novara, Pro Vercelli, Siena, Ternana e Virtus Entella), con il caso eclatante del Novara che non ne avrebbe nemmeno diritto. Da questo momento in avanti è un susseguirsi di ricorsi e controricorsi che hanno portato ad una Cadetteria a 19 squadre e allo slittamento dell’inizio del campionato di Serie C.

Questo ci da il tempo di fare una rapida carrellata, in ordine sparso, sulle compagini, sui giocatori e le vicissitudini di questa realtà.

Verso fine luglio il Vicenza, salvo sul campo nella stagione appena conclusasi, ma con la sentenza di fallimento in tasca già da gennaio, ha un nuovo proprietario, Renzo Rosso, patron della Diesel. Si tratta però di una nuova società, nata dal trasferimento in città del titolo sportivo del Bassano Virtus 55 Soccer Team, di cui Rosso è proprietario da 22 anni, che ha preso il nome di L.R. Vicenza Virtus e che è erede e continuatrice della tradizione sportiva del Vicenza nato nel 1902. 

Decisamente questione di opportunità per Renzo Rosso che ora avrà le strutture, la visibilità e le già consolidate risorse per poter saziare la sua voglia di calcio ad alti livelli. E il Bassano? Costretto a ripartire dalla prima categoria, nonostante lo stesso Rosso abbia più volte dichiarato che l’odierno Vicenza sarà il risultato delle eccellenze calcistiche della provincia vicentina (Bassano del Grappa compresa quindi), oltre al fatto di averla celebrata nella nuova denominazione societaria e nella divisa away che verrà disegnata dagli stilisti della Diesel.

Tutto qui secondo voi? Ovviamente no. Come detto il L.R. Vicenza Virtus, dove L.R. sta per Lanerossi, nasce per trasferimento del titolo sportivo a Vicenza del Bassano. Ma il titolo sportivo del Vicenza appena fallito? Custodito in FIGC

Ma si sa, nei fallimenti societari, nelle zone grigie del calcio si annidano avventurieri e personaggi poco raccomandabili. Anche in questo caso non si fa eccezione, e due signori francesi, che avevano provato la scalata al Vicenza poi andato a Renzo Rosso, hanno costituito l’A.C. Vicenza 1902, con un parco giocatori di una ventina di ragazzi, la cui ciliegina è nientepopodimeno che Djibril Cissé, ex Liverpool e Lazio e ora militante nella terza divisione svizzera. Il problema? Non c’è nessuna affiliazione alla FIGC e il club dovrebbe, a termini di regolamento, partire dalla terza categoria. 

Mossa di marketing per una società appena nata? Solo il tempo potrà darci una risposta.

Anche a colpi di mercato non siamo messi male con dei nomi altisonanti per la categoria.

I Leoni del Garda della Feralpisalò hanno messo a segno, a mio giudizio, due colpi di livello come il centrocampista classe 1993 Alessio Vita, ex Monza, Sassuolo e Cesena, e soprattutto l’Airone Andrea Caracciolo, veterano in Cadetteria con la maglia del Brescia. Potrebbero essere la sorpresa del girone B. 

Rimanendo in questo raggruppamento, segnaliamo il ritorno dopo nove anni de El Diablo Pablo Granoche alla Triestina, squadra che lo ha portato in Europa nel 2007, e a Monza l’acquisto di Reginaldo, ex tra le altre di Fiorentina, Parma, Siena, Trapani e Pro Vercelli, oltre che ex fiamma della soubrette Elisabetta Canalis in una rovente estate del 2008. 

Infine, della serie “chi non muore si rivede”, l’ex Arsenal e pupillo di Arsène Wenger Arturo Lupoli prosegue la sua esperienza in Serie C con la Fermana. Perché l’Emirates è bello, ma giocare al Recchioni è tutta un’altra storia.

Nel girone A, precisamente a Carrara, si è conclusa un’operazione amarcord, ricomponendo il tandem d’attacco Tavano – Maccarone. Coppia da far girare la testa ai tifosi gialloazzurri. Società che già annovera in panchina Silvio Baldini e il suo vice Marco Marchionni, ex Parma e Juventus, e nelle vesti di direttore generale Gianluca Berti, ex portiere tra le molte di Empoli, Palermo e Sampdoria. 

Sempre in Toscana, terra di campanilismi esagerati, è da sottolineare il passaggio del barbuto Davide Moscardelli dall’Arezzo, che potrà ancora contare sulle reti di Aniello Cutolo, al Pisa.

A Olbia, invece, si aspetta che l’eterna promessa Daniele Ragatzu possa finalmente consacrarsi dopo aver perso troppi anni in prestito per le più svariate squadre dello Stivale. Sicuramente il ritorno nella sua Sardegna gioverà al suo rendimento.

Quando si pensava che avrebbe terminato anzitempo la carriera, ecco la chiamata che non ti aspetti. E’ successo a Fabiano Santacroce, ex Brescia e Napoli, convocato nel 2008 da Marcello Lippi in Nazionale per due partite di qualificazione al Mondiale 2010. L’italiano nato in Brasile, dopo un periodo di inattività legato ai numerosi infortuni, giocherà in C con i piemontesi del Cuneo.

E’ notizia di pochi giorni fa l’acquisto del Pro Piacenza di Cristian Ledesma, 259 presenze, due Coppe Italia e una Supercoppa italiana alzate al cielo con la Lazio. Sulla carta un ottimo acquisto.

Tutti questi andranno ad aggiungersi a Mario Santana, ex Palermo e Fiorentina, ormai da due anni giocatore in quel di Busto Arsizio con la Pro Patria, che ha trainato l’anno scorso alla pronta risalita nei professionisti, vincendo addirittura lo scudetto di categoria. 

Nel girone C, quello meridionale e storicamente quello più tosto, segnalo il mercato della Casertana con l’ingaggio degli ex Avellino Angelo D’Angelo, unico nella storia del club irpino a giocare continuativamente in quattro diverse categorie (dalla D alla B) e dell’attaccante Luigi Castaldo, oltre che dello svincolato Antonio Floro Flores. Si prevedono valanghe di gol allo stadio Alberto Pinto.

Qui figurano altre due compagini di livello come il Catania con gli inossidabili Francesco Lodi, Marco Biagianti e Cristian Llama, quest’ultimo di ritorno alle pendici dell’Etna nella squadra che lo ha regalato al calcio europeo undici anni fa, e il Trapani dell’eterno capitano Luca Pagliarulo e dello stimolante attaccante Felice Evacuo. Scusate la pessima battuta.

Riguardo, invece, le voci di mercato sono rimasti in canna i colpi dell’Albinoleffe per Rolando Bianchi, della Virtus Francavilla per Marius Stankevicius e del Monza per il campione del mondo Alberto Gilardino.

Di giovani promesse non ne saprei segnalare, ma da quest’anno prende il via l’esperimento delle squadre B con la sola Juventus in grado di allestire una rosa di Under 23 che giocheranno nel girone A. Chissà se tra questi ragazzi ce ne sarà almeno uno che vestirà la casacca della squadra A.

Merita un paragrafo a parte l’estate del Monza con voci confermatissime di un interessamento della coppia Berlusconi – Galliani per rilevare la maggioranza del club brianzolo. Sicuramente per attaccamento al territorio di origine (Galliani, in particolare, è nato a Monza e lì ha iniziato la sua carriera da dirigente sportivo) ma anche per opportunità immobiliare, potendo il Monza Calcio vantare una concessione di 44 anni dello stadio Brianteo e del centro sportivo di Monzello. 

Lo stesso Galliani ha affermato che il loro arrivo in Serie C ha smosso un interesse assurdo per la categoria e, molto umilmente, lo ha paragonato all’acquisto di CR7 da parte della Juventus.  

Un’Epifania per i tifosi biancorossi che ora potrebbero sognare in grande e magari un giorno smettere di cantare il coro “E non andremo mai in Serie A”.

Buon campionato a tutti.

 

Autore: Andrea Longoni

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