Chi sono i (nuovi) veri proprietari del Milan?

L’Epopea Cinese è giunta al termine. Yonghong Li lascia.

In che senso? Cosa significa?

I soldi sono finiti, detto in parole povere. E, senza soldi, messe non se ne cantano, tantomeno si vincono campionati e Champions. Che questo sia una specie di sveglia per renderci conto che questi cinesi non sono forse i più trasparenti o fidati di sempre, o che comunque i soldi non è proprio che li stampano. Beh è un’altra storia. 

Ma come bisogna intendere il “i soldi sono finiti”?

Ripercorriamo sommariamente gli eventi che si sono susseguiti.

Siamo alla fine dell’era Berlusconi e la storica proprietà elabora una complessa costruzione di garanzie per i futuri compratori. Tali garanzie sono viste dai nostalgici del Milan berlusconiano come la leva di sicurezza messe in atto da Silvio Berlusconi stesso per assicurarsi che sul Milan non si avventino speculatori e poca serietà (no perditempo per intenderci). La parte principale, e sulla quale si fa molta comica, è in soldoni la seguente: la società è acquistabile con una caparra, ma su questa caparra non possono essere esercitati diritti nel caso in cui l’intero finanziamento d’acquisto non vada a buon fine.

 

Ed è qui che inizia la saga del nostro Li. A partire dalla famosa somma pre-closing di circa 250 milioni di Euro, è un vorticoso susseguirsi di prestiti, finanziamenti, capitali, giri e chi più ne ha più ne metta al fine di potere acquistare il Milan coprendo i debiti e garantendo il normale funzionamento. Per i più interessati è possibile studiare il conto economico relativo qui.

 

In tutta questa girandola di affari da Monopoli internazionale, sono tre i fattori importanti da osservare e che portano direttamente al nuovo proprietario su carta, il famoso Fondo Elliott:

- il fondo garantisce capitale per la chiusura dell’acquisto, con un entrata pari a 180 milioni;

- Yonghong Li copre una seconda tranche del secondo aumento di capitale societario con fondi freschi da Elliott, in tutto 32 milioni;

- Elliott copre pure due mega bond di finanziamento del Milan, per un totale di 123 milioni.

Ed il tutto non sono soldi gratis ovviamente, ma bisogna calcolare i relativi interessi.

 

Quando uno Stato, una società o anche un privato non possono più pagare i propri debiti secondo le condizioni per cui hanno goduto di un prestito ed alzano bandiera bianca, si ha il default. In pratica Yonghong Li fa default sul proprio debito verso Elliott. Gliene mancano pochi, una trentina, da ripagare al fondo, pochi rispetto a quelli che ha messo e trovato finora. Ma il fondo non vuole sentire parlare di proroghe in ottemperanza a capitali da spostare o coordinamenti borsistici tra New York ed Hong Kong. Va quindi per la riscossione del pegno e preleva di fatto il Milan.

 

E’ bene fare un attimo di pausa e riflettere sulle seguenti:

- Elliott è stato un grande, ma non l’unico, serbatoio e garante del gruppo cinese, ma si aggiudica il controllo effettivo per una somma molto minore rispetto al prezzo pagato da Yonghong Li. In base alla propria esposizione, parziale nell’affare Milan, si aggiudica infine un acquisto totale, almeno a conti fatti;

- il nostro amico cinese, a fronte di quasi un miliardo di investimenti, si trova con ben poco, mi verrebbe da dire un pugno di mosche ma non vorrei essere offensivo. Le condizioni di finanziamento lo hanno stritolato.

 

Per chi voglia investigare su qualsiasi dei punti di cui sopra, le risorse online non mancano. Ma ora: che cosa possiamo dire di questo fondo e dei modi in cui ha preso il controllo del Milan?

Iniziamo a dare delle etichette: Elliott è un fondo avvoltoio. E questo non lo diciamo a motivi di rancore prendendo le parti del povero Li, ma è proprio la definizione di questo tipo di società. Non vogliamo entrare troppo nel “finanziese” ma in pratica questo tipo di società ha come obiettivo l’aumento dei capitali dati in gestione, cioè investiti dai propri clienti, tramite strategie di politica e talvolta conflitto attive nelle società delle quali possiede quote, o verso le quali vuole entrare.

Quello che succede con il Milan è che ci vedono lungo, finanziando un compratore che probabilmente prima di iniziare già sa di stare facendo il passo più lungo della gamba. Ed una volta dentro a suon di debito, altri debiti, con il CdA che sancisce un doppio aumento di capitale, mette Yonghong Li un po’ al muro. Ed è proprio quella trentina di milioni della seconda ricapitalizzazione che non salta fuori e fa scattare l’escossione

 

A mio modestissimo parere, anche se devo dire che so praticamente solo quel che già è di dominio pubblico, è questa la mossa vincente di Elliott: se essa ha messo in pratica questo attivismo che tanto le si confa nel caso Milan, cosa che non si sa, forte di un CdA parte del disegno. 

Per vedere chi ci fosse nel CdA originario, lascio al lettore la disamina del puzzle di connessioni e coincidenze ma una che non ho investigato, anche se mi salta in mente, è la vicinanza di uno dei membri a Telecom, il cui debito è stato ristrutturato anni fa proprio da Elliott.

 

E’ bene aprire anche una piccola parentesi su Fassone e le sue “cose formali”. Fassone è CEO sotto l’era Li ed infine è sollevato dall’incarico da Elliott. Ciò è prevedibile visto che in questo tipo di takeover si fa piazza pulita quando si entra, ed oltretutto Elliott ha comunque da giocare la scusa della poca trasparenza e scarsi risultati del nostro. E’ al momento in causa per una buonuscita che, assai probabilmente, gli verrà riconosciuta (una decina di milioni sono proverbiali noccioline per l’acquirente in questa faccenda). E’ difficile dall’esterno dire quanto sia stato determinante nella faccenda.

Questa nuova proprietà, cosa significa per i tifosi? Ci si può fidare dei manager di Wall Street?

L’obiettivo di un hedge fund è quello di creare valore con strategie avanzate ed impieghi ad alto rischio, fornendo un’alta qualità di investimento a clienti ed allocatori vari. 

Per Elliott il Milan è semplicemente un investimento, nè più nè meno. E le dichiarazioni dei vertici dell’azienda tutto sommato non possono far pensare ad altro se le sai leggere. Trovo a mio avviso improbabile che Elliott dismetta l’investimento in breve tempo, complice anche tutta una serie di equilibri. Alla fine si tratta comunque del Milan ed il prezzo sarebbe ormai esorbitante, facilmente sopra il miliardo. Inoltre non avrebbe senso perché il fondo si orienta per mission su orizzonti medi e lunghi. Quindi i tifosi del Milan stiano tranquilli perché in vista di terremoti non ce ne sono. Ed oltretutto ci dovrebbero essere pochi giochi politici essendo che è un’entrata di maggioranza.

 

E’ probabile che l’intenzione sia quella di rendere il Milan "profitable" nel senso inglese, pensiamo per esempio al Manchester United, una vera azienda e macchina da soldi, dove però la performance economica è slegata da quella sportiva, se è vero che quando vince incassa (molto) di più e le entrate di cassa sono diventate pressoché indipendenti dalla rendita in campo. E guarda caso una delle cose che hanno fatto in questi giorni è tornare alla carica con lo stadio

 

Quest’ultimo anno in quel di Via Aldo Rossi è stato un anno di vicissitudini stile calcio moderno e calcio finanza. Se non fosse chiaro, le società diventeranno vere aziende e le aziende si partecipano, comprano, disfano e rivendono. E ovviamente possono anche fallire. Elliott non ha know-how specialistico nel management calcistico, non che serva, i professionisti si trovano ed assumono (vedi i vari Leonardo, Maldini e, forse, Kakà) ma il fatto che abbia partecipazioni in ogni tipo di società, dai cellulari al petrolio, dovrebbe farci tenere bene in mente che il calcio è solo un purissimo “accidente”, per dirla alla Manzoni ne “I Promessi Sposi”.

 

Staremo a vedere cosa verrà sulla via del Milan e dei suoi tifosi.

A titolo personale viene comunque un po’ di malinconia a guardare tutto questo bailamme dopo i trionfi e lo splendore della Pax Berlusconea.

 

Autore: Riccardo Vincelli

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Commenti: 1
  • #1

    bomber87 (giovedì, 18 ottobre 2018 14:26)

    La nuova società del Milan mi sembra molto più seria. L'acquisto di giocatori come Higuain e il nuovo passaggio a Puma ne sono la riprova. Ho letto un articolo su footballitalia.it in cui si parlava proprio di alcune dichiarazioni fatte da Higuain in merito al suo passaggio dalla Juve al Milan. Per chi fosse interessato ecco il link https://www.footballitalia.it/it/

    Sempre forza Milan!!!