Alemao, Carmando e la monetina: così il Napoli vinse lo scudetto

Carmando medica Alemao colpito da monetina: un episodio che fa tuttora discutere
Carmando medica Alemao colpito da monetina: un episodio che fa tuttora discutere

A Napoli, gli anni del Grande Napoli, quello degli scudetti di Maradona, sono un leggendario Secolo d’Oro, senza tempo. Gli eventi più importanti di quegli anni sono incastonati nelle memorie di tutti, sorprendentemente anche in quelle dei più giovani, che ai primi anni novanta non c’erano, o se c’erano erano davvero piccoli.
Il calcio nostrano in quegli anni è ancora una faccenda di sudore, goliardia, entusiasmo ed un po’ di quella sana furberia paesana. Non esiste nessun VAR, semmai qualche sommario e chiassoso Processo del Lunedì. Nelle borracce d’acqua non c’è solo l’acqua, e non ci riferiamo solamente alle storie di doping di zemaniana memoria, ma anche a scherzetti giocati da massaggiatori e campioni – ma questa, con Lucarelli, è un’altra storia. E dove non si arriva con la testa ed il cuore, scende in campo Dio a dare una mano – un’altra ancora.

Proprio da due protagonisti dell’idillio partenopeo, afferenti alle categorie massaggiatori leggendari e campioni da epopea, arriva una di questi aneddoti, dei più squisiti: ecco El Pibe ed il “suo” massaggiatore, Salvatore Carmando. Aggiungiamo anche un coprotagonista, Alemão.
Atalanta contro Napoli, è l’8 Aprile del 1990. La lotta tra Napoli e Milan per lo scudetto è estenuante, e la gara del Ciucciariello contro la Dea può volere dire un aggiancio che, anche sul terreno psicologico, è tutto. Monetine. La monetina allo stadio è, in quegli anni dove il DASPO è semplicemente chiamata diffida e lo stadio non è sempre certo un affare per famigliole, è un’arma impropria. Non è affatto facile lanciarla per offendere, ma per succedere, succede. Ed in combinazione con un altro ingrediente del calcio di quegli anni, la vittoria a tavolino, beh avete capito cosa può succedere.

Siamo al trentaduesimo del secondo tempo, minuto più minuto meno. E da un po’ le rotazioni di Tutto il calcio minuto per minuto non danno aggiornamenti di rilievo né da Bergamo né da Bologna, dove è il Milan di Sacchi a giocarsela coi felsinei. Ma ecco che arriva una telefonata, dopo quel che abbiamo anticipato già: Alemão è nei pressi della bandierina dell’angolo avversaria, e si porta lentamente la mano alla testa, come quando ti colpisce qualcosa: la proverbiale monetina. Comunque sia, il brasiliano non si accascia, semplicemente cammina un po’  in giro, e nel frattempo il gioco è stato fermato. Prontamente arrivano i soccorsi, ecco Carmando. Un po’ di forza, il centrocampista è portato a bordo campo e messo a terra. La provvidenziale borraccia verde Gatorade, l’acqua magica che fa passare ogni dolore, non è neanche presa in considerazione: Carmando prende la situazione in mano e non è proprio dell’idea che Alemão possa rientrare: fuori, entra Zola. E poi tutti all’ospedale, al reparto neurologico, per un lieve, ok avete capito – inesistente – trauma cranico. 100 lire, 8 grammi, una Goleador: ed è subito appello del Napoli.

Il verdetto del Giudice Sportivo, in un processo dove i filmati esterni non hanno valenza e non possono essere usati, porta la vittoria a bocce ferme, quel tavolino portatile sempre pronto a sancire la vittoria. Reazioni di peso ovviamente da parte rossonera, con la leggenda che nel ricorso di parte furono ingaggiati anche esperti di labiale a smascherare quello “stai giù” del cavalier Carmando. Un altro Cavaliere, quello del Milan e di Milano, accetta però il giudizio come esemplare ed invita a porre fine ai veleni ed a guardare al campo. In quell’intervista dopo gara, in cui tra l’altro Berlusconi sfoggia un cappello da anni ruggenti alla Gatsby, traspare chiaramente sicurezza. Fast forward e quello scudetto andrà però sotto al Vesuvio.

Salvatore Carmando è indubbiamente un personaggio bandiera a Napoli.

Una volta il calcio italiano ne aveva molti: quei guru che anche se molto professionali erano amati e tenuti perché tutto sapevano della piazza, e portavano anche fortuna. Poi se sei nelle grazie di Maradona nella capitale della scaramanzia Napoli, beh hai vinto. Carmando fu tra l’altro ingaggiato per volere del Pibe stesso come massaggiatore della nazionale argentina ai mondiali del Messico e degli USA, dove nessuno fluidi-fica, per dirla con gli Elii. Ci sarebbero molti altri talismani da citare, per il momento buttiamo lì solo un Maurizio Manzini, accompagnatore della Lazio. Recentemente Carmando, che è salernitano, ha avuto l’omaggio d’onore dietro la curva B. I cori ed il sentito affetto di Estranei alla Massa e compagni ha scaldato così tanto il nostro da fargli dichiarare: non sono di Salerno! Queste cose in Campania, ma in generale nella nostra campanilistica Italia, non si fanno: a breve sono seguite le scuse a Salerno.
Ho una moneta da un Euro sulla scrivania qui. Nella mia città conosco solo un bar dove vendono le Goleador, 10 centesimi l’una, tutto sommato onesto. Anni fa questa pesante moneta avrebbe potuto falsare un intero campionato, oggi non può più succedere. Ma è con un po’ di nostalgia che guardo a questo episodio di duelli, tavolini e monetine.

 

Fonti:

La monetina di Alemão

Alemao e la monetina

 

Articolo di: Riccardo Vincelli

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Commenti: 1
  • #1

    mike75 (domenica, 11 febbraio 2018 11:27)

    ahahahahahah ecco come vince il Napoli gli scudetti