Leeds United: il nuovo stemma bocciato dai propri tifosi

Come disse una volta Arrigo Sacchi, "il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti". Soprattutto per quello che riguarda l’appartenenza alla propria squadra, alle proprie radici da parte dei tifosi. In alcune piazze il distacco dal beniamino di turno o l’abbandono dello storico stadio per una casa più moderna sono ancora argomenti tabù. Figurarsi il cambio dello stemma societario. E figurarsi quando il risultato è discutibile.

E’ il caso del Leeds United, squadra che milita in Championship, la seconda divisione calcistica d’Oltremanica.

La squadra che fu dei bad boys per antonomasia Vinnie Jones ed Eric Cantona, ma anche di Rio Ferdinand, Alan Smith, Mark Viduka ed Harry Kewell. In occasione del centenario dalla fondazione che si terrà nella prossima stagione, la società di proprietà dell’investitore italiano Andrea Radrizzani, ha presentato ieri il suo nuovo logo, che non veniva cambiato dal 1999.

Lo ha diffuso tramite i social ufficiali del club con la seguente nota, subito fatta sparire: “Celebrando i nostri tifosi, al cuore della nostra identità".

Peccato che dalle parti di Elland Road le reazioni sono state tutt’altro che entusiaste. La nota continuava con “Abbiamo ricevuto ottimi riscontri e siamo rimasti colpiti dalla passione e dalla profondità del coinvolgimento. Durante l’intero processo, sono emersi diversi temi chiave: i fan sono pieni di ottimismo per il futuro, la netta maggioranza dei fan non è attaccata all’attuale crest, i fan non hanno paura del cambiamento, il Leeds United ha un passato recente turbolento e un futuro brillante, i fan sono pronti ad abbracciare una nuova era e credono che un nuovo stemma possa essere un potente segnale di cambiamento. Sei mesi di ricerche, oltre 10.000 tifosi consultati, pronti per i prossimi 100 anni”.

I Peacocks, in effetti, nel corso della loro storia hanno già vissuto dieci cambi di crest, peraltro quasi tutti molto differenti tra loro. Anche il marchio tuttora in uso in questa stagione si porta dietro un certo disamore da parte dei tifosi, nonostante la presenza della rosa bianca di York che dagli anni Ottanta è di fatto un tutt’uno con la squadra.

La freddezza verso questo logo, quindi, avrebbe dato la spinta verso un cambio a livello di immagine.

Il risultato è rappresentato dal “Leeds Salute” che nel corso dei decenni è stato espressione della passione dei fan e della loro unione con i giocatori, dentro e fuori dal campo e in tutto il mondo. È usato ampiamente, in particolare nei giorni delle partite quando con la mano destra sul cuore, i supporter cantano la famosa canzone del club “Marching on Together”.

Un logo forse troppo smaccatamente adulatorio nei confronti dei tifosi. Loro cercavano una bandiera nuova in cui identificarsi e invece sono spariti tutti gli elementi storici in cui i tifosi si riconoscevano, trovandosi rappresentati in un calciatore asettico, dipinto senza testa, ritratto all’altezza del petto, che porta il pugno al cuore coprendo, quasi ironicamente, il logo della propria maglietta.

Lo stile, inoltre, è ritenuto troppo debole, quasi da badge utilizzato nei videogiochi, e inadatto per un club che festeggerà a breve, come detto, cent’anni di storia.

L’ironia sul web è dilagata e i tifosi sono sul piede di guerra chiedendo un dietrofront alla società.

In attesa di un comunicato di risposta ufficiale da parte di quest’ultima, è già iniziata una petizione su change.org.

 

Autore: Andrea Longoni

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