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Federico Bernardeschi, il futuro del calcio italiano
Federico Bernardeschi, il futuro del calcio italiano

Il 13 novembre 2017 è una delle date più negative della storia del calcio italiano. La sconfitta di tre giorni prima a Solna contro la Svezia non viene ribaltata dagli azzurri, che con un deludente 0-0 a Milano non riescono a qualificarsi per il Campionato Mondiale di Russia 2018.

La débâcle ha un notevole impatto non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello emotivo ed economico (stimato sui 100 milioni di euro) e la rabbia dei tifosi italiani non sembra placarsi, nonostante l'esonero non spontaneo di Gian Piero Ventura.

Dal canto suo, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha indispettito ancor di più i tifosi del calcio azzurro, non prendendosi alcuna responsabilità su quanto accaduto ed addossando le colpe sull'ormai esonerato commissario tecnico.

Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio è stato costretto a dimettersi ed ora più che mai è necessario tenere alto l'onore della FIGC a livello internazionale.

A qualificazioni mondiali ancora in corso ci eravamo chiesti le ragioni dietro le convocazioni di Ventura, in vista dell'appuntamento in terra russa. Ora invece dobbiamo suturare le ferite della nazionale azzurra.

I numeri di Ventura

Nonostante la clamorosa esclusione dal mondiale, i numeri dell'Italia di Ventura non lasciano intravvedere una disfatta. In 15 partite, gli azzurri sono stati sconfitti solo in due occasioni (decisive) e hanno pareggiato tre volte. Il confronto con gli ultimi due CT della nazionale (Conte e Prandelli) premia inaspettatamente Ventura.

Le sconfitte di Prandelli e Conte sono prevalentemente in amichevole, mentre il cammino a livello europeo di entrambi gli allenatori si è rivelato all'altezza delle aspettative, sia come gioco, sia come risultati.

Gli ultimi 3 CT della nazionale italiana a confronto
Gli ultimi 3 CT della nazionale italiana a confronto
Lorenzo Insigne: esterno di centrocampo, trequartista o punta laterale?
Lorenzo Insigne: esterno di centrocampo, trequartista o punta laterale?

L'involuzione tattica

Il 3-5-2 che Ventura aveva utilizzato nel Torino si è rivelato adeguato per affrontare la fase iniziale di qualificazione al mondiale. I risultati sono arrivati, nonostante qualche gol subito di troppo contro Macedonia e Israele.

L'obiettivo era qualificarsi al mondiale, possibilmente come primi del girone, ma ciò non era semplice. Il pareggio casalingo contro la Spagna in un girone che garantiva l'accesso al mondiale solo alla prima in classifica ha complicato la qualificazione agli azzurri. In funzione di quel risultato, l'Italia doveva migliorare la propria differenza reti e pareggiare (o vincere) in Spagna per evitare gli spareggi destinati alle migliori 8 seconde dei gironi.

 

In attesa della sfida contro la Spagna che si sarebbe disputata tre mesi dopo, la nazionale ha sfidato l'Uruguay ed in quell'occasione mister Ventura ha sperimentato un ambizioso 4-2-4 con Candreva e Insigne punte esterne e i due centravanti Belotti e Immobile a fare gol. Risultato dell'amichevole: 3-0 per l'Italia e performance convincente. Quattro giorni dopo, l'Italia stende il Liechtenstein per 5-0 con lo stesso schema, che sembra aver fatto dimenticare il solido 3-5-2 venturiano.

 

A settembre 2017, l'incontro con la Spagna viene affrontato con il 4-2-4, con gli stessi interpreti offensivi schierati contro l'Uruguay, ma il risultato è l'esatto opposto: 3-0 per gli iberici. La crisi tattica della nazionale è stata evidente ed ha avuto un'eco internazionale. Da quello sciagurato 2 settembre 2017, Ventura non è stato capace di risollevare la situazione della nazionale e l'Italia è apparsa inadeguata ad affrontare la competizione mondiale.

Il ritorno al 3-5-2 contro la Svezia non è servito a trovare la qualificazione, nonostante il disperato tentativo di assegnare a Jorginho il ruolo di salvatore della patria, nel ruolo di regista di centrocampo.

 

Mattia Caldara, classe 1994. Sarà lui l'erede di Barzagli?
Mattia Caldara, classe 1994. Sarà lui l'erede di Barzagli?

Chi lascia la nazionale?

Dopo la dolorosa sconfitti contro la Svezia, Buffon, Barzagli e De Rossi, ovvero gli ultimi tre campioni del mondo ancora in attività, hanno comunicato il loro abbandono alla nazionale italiana. Il loro ritiro dalla nazionale spalanca le porte ad alcuni giovani in rampa di lancio nei loro club e nella nazionale under 21.

 

Chi prende il posto di Buffon?

Gianluigi Donnarumma è il portiere più quotato per sostituire Buffon, nonostante la crescita di giovani come Alex Meret e Alessio Cragno. Perin è un valido rincalzo, nonostante i problemi fisici che ne hanno frenato la carriera dal 2015.

 

Difesa: su chi puntare

L'abbandono del solo Barzagli, unito al probabile ritorno alla difesa a 4 non sconvolge le gerarchie della nazionale. Chiellini e Bonucci rimangono due colonne azzurre, con Romagnoli, Astori e Rugani pronti a subentrare nel ruolo di difensori centrali. Tra le possibili sorprese c'è Mattia Caldara, difensore centrale della Juventus, in prestito all'Atalanta.

Zappacosta si candida per un ruolo da terzino destro titolare, in attesa del ritorno dello sfortunato Andrea Conti, lungodegente in seguito all'infortunio rimediato con la maglia del Milan. A sinistra Darmian e Spinazzola stanno dimostrando crescita costante, mentre tra i giovani l'italo-marocchino Adam Masina potrebbe essere convocato già dalle prossime partite.

 

Un centrocampo da ridisegnare

Il fallimento tattico di Ventura ha visto come protagonista il centrocampo. Folto ad inizio dell'avventura del tecnico genovese, spopolato e leggero durante la sfida con la Spagna.

De Rossi è stato un perno della squadra da metà anni 2000 ed il suo abbandono apre un casting per ricercare un uomo di grande personalità nella linea mediana.

Parolo garantisce il fisico, Verratti e Jorginho la tecnica, mentre i rientranti Marchisio e Florenzi daranno corsa e copertura nella zona centrale. Il classe 1996 Lorenzo Pellegrini è chiamato a dare conferme su quanto di buono fatto in nazionale (non solo under 21) e nella Roma, così come Roberto Gagliardini, certezza dell'Inter di Spalletti.

Sulle fasce sarà rivoluzione. Candreva, Bonaventura ed El Shaarawy non hanno entusiasmato, così come Federico Bernardeschi, predestinato del calcio italiano e pronto a macinare esperienza europea con la maglia della Juventus. Federico Chiesa è atteso al grande salto di qualità, per ripetere in nazionale quanto di ottimo già fatto nelle nazionali giovanili: da lui ci si attende molto.

 

Andrea Belotti, lanciato titolare da Ventura, sarà il nuovo Vieri?
Andrea Belotti, lanciato titolare da Ventura, sarà il nuovo Vieri?

Il dilemma dell'attacco

Il reparto offensivo non ha un leader, né per gol in nazionale, né per esperienza internazionale. Dopo la sfuriata di Pellé contro la Spagna, il compito di fare gol è stato assegnato ad Andrea Belotti e Immobile, quasi sempre sostituiti durante i match da Éder o Gabbiadini. Insigne e Zaza offrono imprevedibilità, ma devono migliorare in zona gol.

Le comparse Sansone, IngleseLapadula non hanno lasciato il segno quando impiegati. Hanno invece avuto poco spazio, ma potrebbero averne di più in futuro Domenico Berardi e Andrea Petagna, entrambi titolari nelle loro squadre di club.

 

Dove migliorare

I nomi sottolineati in blu sono i giovani da cui l'Italia si attende un grande rendimento e coloro di cui auspicabilmente si narreranno le gesta, tra una decina di anni. Questi giovani hanno le potenzialità per mettersi in mostra ed imporsi con le proprie squadre in Serie A e nel calcio europeo, ma al momento non sono ancora decisivi in nazionale.

Le considerazioni fatte per i giovani italiani si possono estendere a tutta la nazionale italiana, in quanto sono pochi i giocatori con consolidata esperienza in Europa League ed ancora meno quelli con tante presenze in Champions League. Di seguito, i principali problemi della nazionale italiana:

  1. Poca esperienza internazionale degli attaccanti. Belotti non ha nemmeno una presenza internazionale, mentre né Immobile, né Gabbiadini, né Éder non si sono ancora consacrati con le loro rispettive squadre di club in Champions' League. Solo Insigne sta trovando continuità di prestazione in Europa, grazie alle ottime prestazioni del suo Napoli.
  2. Bisogna recuperare alcuni veterani, importanti in passato e potenzialmente decisivi per far crescere i più giovani. Marchisio e Florenzi devono essere riproposti nel progetto di gioco della nazionale italiana e forse persino una convocazione di Balotelli dovrebbe essere considerata...
  3. Occorre ripartire con calma, pianificando tutti i passi da fare per tornare grandi già dalla prossima competizione internazionale. Tavecchio e Ventura non ricoprono più il ruolo che avevano fino al 13 novembre, ma i sostituti non sono ancora stati designati. La fretta di cambiare potrebbe essere pessima consigliera, mentre adesso occorre pianificare in maniera oculata lo sviluppo del calcio italiano.
  4. La crescita dei più giovani deve essere garantita da uno staff di livello internazionale, che verrà scelto dai nuovi vertici della FIGC con scrupolo, valutandone la capacità di dare fiducia ai migliori giocatori dell'under 21.
  5. L'allenatore low cost, come è stato Ventura non ha portato i risultati attesi e l'opportunità di ingaggiare un allenatore costoso, ma di sicuro rendimento (come Allegri, Ancelotti, Capello, Conte o Mancini) deve essere presa in considerazione. Ventura vantava un'esperienza europea di sole 14 partite in Europa League, tutte ottenute in una sola stagione al Torino e ciò ha rimarcato l'inadeguatezza del tecnico a ricoprire un ruolo di guida della nazionale. Ai campionati europei del 2016, la nazionale aveva ottenuto risultati soddisfacenti e sfiorato l'impresa contro la Germania, dimostrando organizzazione tattica, a differenza della pochezza del gioco attuale. 
  6. Occorre trovare un numero 10, che sappia onorare questo numero di maglia con la grinta e la classe che nel passato è stata dimostrata da Totti, Roberto Baggio o Del Piero. Agli europei del 2016 la maglia numero dieci era stata sorprendentemente assegnata a Thiago Motta, un centrocampista di quantità, perché nessun giocatore si è addossato la responsabilità di vestire questa onerosa maglia. Il fantasista deve essere il faro della nazionale e mettere a disposizione della squadra la sua tecnica sopraffina per risolvere partite difficili da sbloccare. Quanto sarebbe stato utile in Italia-Svezia!

Ripartiamo con calma, ragionando su ogni singolo passo, per tornare quelli che eravamo un tempo. Abbiamo tutta una stagione per pensare a come migliorare e durante l'estate potremo vedere come giocano le altre nazionali al Mondiale FIFA di Russia 2018.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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