La storia del marchio FIGC

Attuale logo FIGC
Attuale logo FIGC

La settimana calcistica appena trascorsa, dedicata alle ultime partite di qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, ha lasciato in eredità ai tifosi Azzurri non poche perplessità sul piano del gioco e dell’atteggiamento.

Allo stadio Grande Torino un pareggio striminzito contro la Macedonia, attualmente al 103° posto nel ranking FIFA, e una vittoria inutile ai fini della classifica finale del girone a domicilio contro l’Albania costringeranno la selezione di Ventura a giocarsi le chance di qualificazione alla roulette dei playoff. L’avversario di turno uscirà dall'urna di Zurigo il prossimo 17 ottobre.

La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha però colto l’occasione per mostrare il restyling occorso al logo che da qui in avanti accompagnerà la Nazionale Italiana nei suoi impegni. Di seguito un excursus storico su come si è evoluto nel tempo il logo federativo.

 

Logo FIGC dal 1898
Logo FIGC dal 1898

La FIGC fu costituita a Torino nel 1898 e ha contribuito a far diventare il calcio il più importante fenomeno sportivo nazionale. L'esordio nella Nazionale avvenne però qualche anno dopo: nel 1910 all'Arena di Milano contro la Francia (6-2 il risultato finale).

In quell'occasione l’Italia giocò in maglia bianca. Non si sa bene se la scelta del bianco fu per motivi di convenienza economica o se per omaggio alla squadra più forte dell’epoca, ossia la Pro Vercelli.

L'anno successivo, contro l'Ungheria, fece la sua prima apparizione la maglia azzurra in onore del colore dello stendardo della famiglia Reale dei Savoia, il cui stemma rosso con croce bianca campeggiava sul colore azzurro, per l'appunto. Lo stemma sabaudo rimase in vigore fino al 1946.

Logo FIGC dal 1922
Logo FIGC dal 1922

Qualche lieve modifica però era stata attuata durante il Ventennio fascista: allo stemma sabaudo vennero aggiunti corona e fascio littorio.

Con queste maglie gli azzurri conquistarono con Vittorio Pozzo in panchina e Giuseppe Meazza in attacco due titoli mondiali nelle edizioni del 1934 e del 1938 e un oro olimpico nel 1936. Un periodo sicuramente pieno di successi per la Nazionale.

 

Nel dopoguerra il calcio è tra i fattori che aiutarono l'Italia ad uscire dalle macerie del secondo conflitto mondiale.

Logo FIGC dal 1947
Logo FIGC dal 1947

Un semplice tricolore rimpiazzò lo stemma sabaudo sul petto delle maglie azzurre. Fu però un periodo tragico per il calcio italiano.

Nel 1949 l'aereo che riporta il Grande Torino in Italia da Lisbona si schianta a Superga, una collina nei pressi di Torino. Finisce così la storia della squadra italiana più forte.

Ma non solo, perché in molti dimenticano che Valentino Mazzola e compagni erano il blocco titolare della Nazionale italiana. E ovviamente, la spedizione in Brasile del 1950 ne fu profondamente segnata. L'Italia tornò a mani vuote.

 

Logo FIGC dal 1952
Logo FIGC dal 1952

 

Nel 1952 ci sarà un nuovo cambiamento nel tricolore, in quanto viene aggiunto nella parte superiore un riquadro con la scritta "Italia" in oro. Una modifica che durò fino al 1974. Dal punto di vista sportivo, la Nazionale vive anni di alti e bassi.

Nel 1966 allo stadio Ayresome Park di Middlesbrough la disfatta contro i dopolavoristi nordcoreani per mano di Pak Doo-Ik, caporale dell’esercito nordcoreano, successivamente promosso sergente. Due anni dopo arrivò contro la Jugoslavia la prima e unica vittoria agli Europei, disputati in Italia. Nel 1970, in Messico, gli azzurri disputarono un Mondiale fantastico culminato con la ormai celebre "Partita del Secolo": Italia-Germania 4-3. In finale però arrivò il Brasile di Pelé, e non ci fu storia.

 

Logo FIGC dal 1974
Logo FIGC dal 1974

Nel 1974 l'Italia cambia. Il nostro Paese sta vivendo un periodo complicato politicamente. Sono gli anni di piombo. Attentati, stragi, la Banda della Magliana e tanto altro. Sul campo la situazione è pressoché identica, con una Nazionale lacerata da contrasti interni tra giocatori e polemiche contro il commissario tecnico. Il fallimento del Mondiale di Germania del 1974 ne è la più diretta conseguenza. Valcareggi viene sostituito da Bearzot. E anche lo stemma si rinnova profondamente. Un rombo con il tricolore al centro, un pallone giallo e la scritta FIGC intorno; in alcuni casi il rombo viveva all'interno di un quadrato nei cui angoli c'erano le lettere dell'acronimo. Nel 1978 l'Italia arriva quarta ai Mondiali argentini, perdendo la finalina per il terzo posto contro il Brasile. 

 

Logo FIGC dal 1982
Logo FIGC dal 1982

Nel 1982 la FIGC decide di tornare al classico tricolore con la scritta Italia. Una scelta vintage, come va di moda anche in questi anni. Unica novità è l'inserzione dell’acronimo federativo in oro all'interno del simbolo. Si tratta probabilmente del logo più iconico e ricordato da tutti gli italiani.

Dopo 44 anni di astinenza l'Italia vince il suo terzo mondiale in terra spagnola. L'Italia batte il Brasile prima e la Germania poi in finale al Santiago Bernabeu. E' il mondiale della consacrazione di Paolo Rossi che a fine anno vincerà anche il pallone d'oro; dell’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini che esulta in tribuna; della partita a scopone più famosa della storia tra le coppie Pertini-Zoff e Bearzot-Causio; ma soprattutto, dell’urlo di Tardelli

 

Logo FIGC dal 1984
Logo FIGC dal 1984

Nel 1984 si cambia ancora, questa volta una svolta più moderna. Un nuovo marchio rotondo sostituisce il tradizionale scudetto. All’interno trovano spazio le tre stelle dorate su campo azzurro, le scritte "Italia" e "FIGC" assieme al tricolore in posizione diagonale. Le maglie cambiano nel materiale, dalla lanetta degli anni precedenti si passa a un tessuto acetato e lucido. Furono gli ultimi anni di Bearzot in panchina, oltre che a quelli della fine dell'Unione Sovietica.

Nel 1989, con la caduta del muro di Berlino, finisce un'epoca anche nel mondo del calcio. Proprio contro l'Unione Sovietica l'Italia viene eliminata dagli Europei tedeschi del 1988 mentre nel 1990 ci sono i Mondiali di casa. La storia azzurra finisce a Napoli, in semifinale contro l'Argentina di Maradona ai rigori, fatali per l'Italia di Vicini.

 

Logo FIGC dal 1992
Logo FIGC dal 1992

Nel 1992 la Federazione indisse un concorso per un nuovo marchio: vinse la proposta di Patrizia Pattacini con una sorta di lettera "i" stilizzata con il puntino azzurro in alto a sinistra; nella parte alta trovavano posto le tre stelle su campo azzurro, al centro su campo bianco la denominazione completa della federazione e in basso il tricolore, ridotto ai minimi termini dai tempi dell’abbandono dello scudo sabaudo.

Questo logo accompagnò l’Italia in due Mondiali, entrambi finiti ai rigori: decisivi gli errori di Roberto Baggio a USA ‘94 e Luigi Di Biagio a Francia ‘98.

 

Logo FIGC dal 2000
Logo FIGC dal 2000

Dopo lo sfortunato Europeo di Olanda e Belgio perso contro la Francia al Golden Goal, regola cervellotica, mai digerita, nel 2000 torna sul petto lo scudetto tricolore, introdotto negli anni Cinquanta, a cui vengono aggiunte per la prima volta le tre stelle dei mondiali vinti nella parte alta, dove solitamente trovava posto la scritta "Italia" e senza l'acronimo.

Le stelle compaiono su autorizzazione della FIFA che, dalla metà degli anni Novanta, permise alle federazioni di portare sulla maglia tante stelle quanti i campionati vinti. Questa volta, purtroppo, il ritorno del tricolore non è stato positivo come nel 1982 con la selezione azzurra di Giovanni Trapattoni, forse qualitativamente la più forte di sempre, che ai Mondiali di Corea e Giappone 2002 esce agli ottavi di finale contro la Corea del Sud, a causa anche della prestazione “sottotono” dell’arbitro Byron Moreno, mentre in Portogallo a Euro 2004 l’avventura finisce addirittura ai gironi, complice il biscotto tra Svezia e Danimarca.

Logo FIGC dal 2006
Logo FIGC dal 2006

Il 2006 fu un anno nero per il calcio italiano.

Lo scandalo di Calciopoli ha segnato molti giocatori e dirigenti, ma non i ragazzi di Marcello Lippi inviati per la spedizione tedesca. Si sa che in condizioni difficili riusciamo a tirare fuori i meglio e il finale della rassegna mondiale tedesca lo conosciamo tutti.

Il logo è stato rifatto completamente, a ricordare lo scudetto originario seppur rivisto alla luce dell'evoluzione del design: una forma più squadrata con il tricolore su fondo azzurro, un segno circolare della FIGC posizionato sul bianco e le tre stelle.

Logo FIGC dal 2007
Logo FIGC dal 2007

Nel 2007, dopo la conquista del quarto titolo mondiale in Germania, il marchio subisce un necessario restyling, ovvero l’aggiunta della quarta stella e il segno circolare della scritta FIGC con dimensioni maggiori tanto da primeggiare al centro del tricolore. Questa versione è rimasta sulle maglie azzurre anche per gli sfortunati Mondiali del 2010 e del 2014, oltre che agli Europei del 2008, 2012 e 2016.

Logo FIGC dal 2017
Logo FIGC dal 2017

Ed eccoci al 2017, un nuovo marchio a forma di scudo al di sopra del quale sono più visibili le quattro stelle dei trionfi mondiali.

La scritta "Italia" campeggia sul tricolore al di sopra di un orizzonte curvoso. Chi ha ideato il logo voleva simboleggiare un’idea ben precisa: “Questo logo vuole dare l’idea di una federazione che sta crescendo. Abbiamo reso più visibili le quattro stelle dei trionfi mondiali perché rappresentano l’orgoglio di tutto il Paese. Il colore importante è l’oro, le stelle si liberano dal contesto e sono pronte a diventare cinque”, ha detto il presidente della Figc, Carlo Tavecchio. 

Auguriamo ai giocatori della Nazionale di Ventura di poterlo sfoggiare nei prossimi Mondiali di Russia. Qualificazione permettendo.

 

Autore: Andrea Longoni

 

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