Che fine ha fatto Freddy Adu?

Ad inizio anni 2000 la MLS era un campionato di nicchia, per non dire di basso livello, visti i pochi campioni ed il ridotto numero di giovani prospetti. Tuttavia nel 2004 un giovane, giovanissimo calciatore sembrava poter impartire lezioni di football ad una nazione che il football lo conosceva, ma intendeva un altro sport.

 

In un contesto caratterizzato da pochi talenti e tanti giocatori anziani, un giovanissimo e rilucente calciatore aveva tutte le carte in regola per mettersi in mostra. E il soccer americano dimostrava di averne proprio bisogno.

Chi è Freddy Adu?

Calciatore statunitense di origini ghanesi, è stato il più giovane esordiente della Major League Soccer, a 14 anni e 10 mesi, e due settimane dopo l’esordio ne è diventato il goleador più precoce. Non bastasse, anche in nazionale la palma di debuttante più giovane, appena sedicenne, è sua: è la storia dello statunitense Freddy Adu, passato agli onori delle cronache nel 2004 quando, adolescente, è riuscito ad attirare l’attenzione del mondo del calcio quale potenziale fenomeno del futuro tanto che qualcuno, in preda all'entusiasmo e ad un marchiano errore di prospettiva, ne parlò anche come del nuovo Pelé.

 

Benfica e gli inizi in Europa

Così, mentre Chelsea e Manchester United riflettevano sul suo acquisto, il Benfica nel 2007 decise di sborsare oltre due milioni di dollari per accaparrarselo, quando il ragazzo di origini ghanesi aveva solo 18 anni; esordì anche in Champions League. Non giocava tanto, ma era giovane e alla fine la buttò dentro 5 volte in 18 apparizioni, tra Super Liga e Coppa.

Lo staff tecnico dei lusitani rimase piacevolmente impressionato dalle sue capacità, ma era visibilmente acerbo cosicché fu mandato in prestito a farsi le ossa. Non in una squadra qualsiasi, ma al Monaco: non trovò spazio, non fece neanche un gol, era già tempo di tornare al Benfica. Effettuò la preparazione estiva, poi via all'Os Belenenses, massima serie portoghese.

Un infortunio, poca roba, e dopo 6 mesi gli diedero il benservito. Si inserisce allora l’Aris Salonicco, prestito per 18 mesi; dopo aver segnato già alla terza partita, passa appena una mezza dozzina di mesi e viene messo fuori rosa.

 

La fine dell'esperienza portoghese

Poi rescinde col Benfica e allora sono guai. Si ritrova svincolato e si propone a qualche squadra, alla stregua di un dilettante qualunque di terza categoria con velleità di seconda. Già, ma quale?

Prova col Sion, ma non convince il club svizzero. Quindi col Randers, massima serie danese, nuova bocciatura. Si parla di un ritorno in patria, Los Angeles Galaxy, ma non se ne fa nulla. A gennaio 2011 è il turno dell'Ingolstadt, club della Zweite Liga tedesca, ma, infine, viene ufficialmente ceduto in prestito in Turchia al Çaykur Rizespor fino al termine della stagione.

 

Ritorno negli Stati Uniti: Philadelphia Union

Il Philadephia Union prova a riportare in vita un talento finito nel dimenticatoio; in due anni la sua media-gol si alza ma non trova abbastanza spazio. In tempi recenti subisce un nuovo prestito, stavolta in Brasile al Bahia. Due presenze nel massimo campionato 2013, scadenza del suo contratto con gli Union e il Bahia non prende neanche in considerazione l’idea di riscattarlo.

 

Freddy Adu alla ricerca di un ingaggio in Europa

Inizia un altro periodo in giro per l'Europa alla Campioni - Il Sogno, senza squadra e con tanta voglia di far ricredere i propri detrattori. A febbraio 2014, lo si avvista tenere un provino con la formazione inglese del Blackpool, senza che gli venisse offerto alcun contratto.

Il giugno successivo si è allenato con i norvegesi dello Stabæk, nell'ottica di un possibile trasferimento nella squadra guidata da Bob Bradley, ex commissario tecnico degli Stati Uniti.

Nel luglio del 2014 ha svolto una settimana di prova in Olanda con l'AZ Alkmaar, ma senza alcun esito.

 

Jagodina e Kuopion Palloseura, nuove chance europee

Il 25 luglio 2014 Adu firma un contratto fino a fine stagione con i serbi del FK Jagodina, squadra militante nella Superliga serba, in cui totalizzerà una sola presenza da subentrato in coppa di Serbia. Un fallimento.

A marzo 2015 Adu trova un nuovo ingaggio quadrimestrale in Finlandia, nel Kuopion Palloseura (KuPS), dove totalizzerà 6 presenze, senza lasciare mai il segno.

 

Il ritorno negli Stati Uniti

Allo scadere del contratto, la formazione statunitense dei Tampa Bay Rowdies (militante nella seconda serie statunitense) gli offre un contratto di un anno e mezzo, che si conclude in data 1 gennaio 2017.

Da quel momento Freddy Adu è svincolato, nemmeno ventottenne: curioso destino, per il ragazzo che voleva essere Pelé. Dalla gloria e ritorno.

 

Autore: Andrea Longoni 

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