Che fine ha fatto Mauro Germán Camoranesi?

"La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni" (Rafael Nadal, tennista spagnolo)

 

Tra la fine degli anni 90' e l'inizio degli anni 2000 il calcio italiano ha accumulato finali e vittorie in Champions League e Coppa Uefa con club di grande tradizione come Inter e Juventus e con una provinciale indimenticabile come il Parma.

Negli stessi anni i calciatori diventavano sempre più uomini copertina per bellezza e fama, fornendo persino validi motivi alle donne per seguire il calcio, fino a quel tempo di limitato interesse per il mondo femminile.

Quegli anni videro la crescita della realtà provinciale di Verona, che nel 2002 ebbe per la prima volta due squadre contemporaneamente nella massima divisione: il ChievoVerona di Nicola Legrottaglie e l'Hellas Verona di Mauro German Camoranesi, di cui tratta il presente articolo.

L'esordio giovanile

Mauro Germán Camoranesi Serra - argentino di Tandil - è uno dei giocatori che durante gli anni 2000 ha maggiormente caratterizzato le vicende della Juventus. Classe 1976, esordisce nella squadra della sua città, il Gimnasia y Esgrima Tandil, prima di essere ceduto all'età di soli 18 anni al Club Atletico Aldosivi di Mar de la Plata.

 

Fin dalla giovane età Mauro dimostra di avere un temperamento esuberante, tanto che durante il derby giovanile di Mar de la Plata tra Aldosivi e Club Atletico Alvarado fece un intervento assassino sull'avversario Roberto Pizzo, che costò a quest'ultimo la rottura dei legamenti e una lunga riabilitazione, mentre a Camoranesi un risarcimento a Pizzo di 50 mila dollari (comminatogli alcuni anni dopo).

Benché la sua carriera professionistica non fosse ancora iniziata, questo gesto può considerarsi il suo esordio nelle cronache di interventi irregolari di campo.

 

Messico, Uruguay e Argentina

Il fallaccio non passò inosservato ed anzi costò a Mauro la reputazione in Argentina. Nel 1995 l'allora diciannovenne esterno offensivo (che in Argentina non era insolito vestire la maglia numero 10) emigrò al Santos Laguna nella messicana comarca Lagunera, laddove esordì da professionista.

Dopo una prima stagione con una quindicina di presenze ed un solo gol, Mauro si trasferì in Uruguay al Montevideo Wanderers, dove disputò sei presenze in pochi mesi prima di un episodio violento nei confronti di un arbitro, a cui Camoranesi rifilò un pestone. Gli costò 10 giornate di stop.

 

A luglio 1997 il Banfield - squadra dove era transitato 3 anni prima Javier Zanetti - gli dà l'opportunità di esordire con 38 presenze e 16 gol nella Primera B Nacional Argentina, per una stagione fantastica, a cui seguì una nuova cessione a titolo definitivo al Cruz Azul di Città del Messico.

In Messico, tra il 1998 e i primi sei mesi del 2000, disputò due stagioni ad alto livello, segnando parecchio (21 gol in 75 giornate) e le sue ottime giocate lo inserirono nella lista della spesa di alcune squadre europee.

Hellas Verona: esordio in Serie A

Tra tutte le squadre interessate, la spuntò l'Hellas Verona, che sborsò per Camoranesi una cifra vicina ai 7 milioni di euro tra l'estate del 2000 e quella del 2002.

A Verona Mauro disputa due ottimi campionati di Serie A, conditi da 7 gol e dalla retrocessione in Serie B al termine della stagione 2001-2002.

 

Juventus: la grande avventura

In Serie A la duttilità tattica di Mauro non passa inosservata e a luglio 2002 la Juventus lo ingaggia in comproprietà dal Verona. Chiamato a sostituire l'infortunato Gianluca Zambrotta ed accolto dai tifosi juventini con curiosità, Camoranesi conquista la nazionale italiana già nel febbraio del 2003, dopo la mancata convocazione di Marcelo Bielsa, allenatore dell'Argentina.

Uno juventino nato in Sud America tornava in Nazionale, segnando il ritorno degli oriundi nella nazionale azzurra, dopo alcuni decenni e risultando decisivo nella vittoria del mondiale 2006 in Germania.

 

La prima stagione (2002-2003) alla Juventus si concluse con la vittoria dello scudetto e il raggiungimento della finale di Champions League, persa contro il Milan, dove Camoranesi giocò male come trequartista, in sostituzione dello squalificato Nedved.

 

L'apice della carriera

Dal 2003 al 2006 la carriera di Mauro continua brillantemente e complici il trasferimento di Marcello Lippi in nazionale e l'approdo di Fabio Capello alla Juventus, la sua crescita è notevole, tanto da essere considerato uno dei migliori giocatori della Serie A.

A maggio del 2006 scoppia Calciopoli, lo scandalo più noto nel calcio italiano degli ultimi anni, proprio quando mancavano poche settimane alla nazionale italiana per disputare il campionato del mondo di calcio di Germania 2006. Camoranesi è sia juventino, che nazionale italiano e a distanza di anni il suo commento su quelle vicende è a dir poco polemico.

 

All'inizio dell'estate 2006, la tensione in Italia è molto alta, le polemiche sul calcio riempiono i giornali ma appena iniziato il Mondiale il popolo italiano si trova unito a tifare la propria Nazionale, che vinse quell'edizione.

 

La risalita

L'euforia seguita alla vittoria del Mondiale si esaurì subito per giocatori e tifosi della Juventus, retrocessa nella Serie B 2006-2007 con pesante penalizzazione.

Calciatori del calibro di Emerson, Patrick Vieira, Fabio Cannavaro, Lilian Thuram, Gianluca Zambrotta, Zlatan Ibrahimovic e Adrian Mutu decisero di non seguire la squadra bianconera in Serie B. Tuttavia, 5 senatori decisero di rimanere a Torino in Serie B e contribuirono all'immediata risalita della Juventus in Serie A: Gianluigi Buffon, capitan Alessandro Del Piero, David Trezeguet, Pavel Nedved e l'oriundo Mauro German Camoranesi.

 

Nel 2007-2008 la Juventus era già tornata nella massima serie e l'innesto di giocatori esperti come Zdenek Grygera, Hasan Salihamidzic e Vincenzo Iaquinta consente ai bianconeri di terminare la stagione al terzo posto in Serie A, con ritorno in Champions League.

Nel 2008-2009 la Juventus migliorò, concludendo seconda in campionato, alle spalle dell'Inter che da lì a 12 mesi avrebbe vinto il triplete. Tuttavia dal 2007 al 2009 le stagioni di Camoranesi sono costellate da infortuni più o meno gravi che gli impediscono di giocare con regolarità. Ciò si confermò nel 2009-2010 (sua ultima stagione in bianconero), allorché Mauro giocò soltanto poco più della metà delle partite di campionato, prima della cessione in Germania.

 

 

Camoranesi allo Stoccarda. Foto tratta da www.stuttgarter-nachrichten.de
Camoranesi allo Stoccarda. Foto tratta da www.stuttgarter-nachrichten.de

Germania e Argentina

Il 31 agosto 2010 Mauro Camoranesi diventa un giocatore dello Stoccarda, squadra di alto livello in Bundesliga e qualificata all'Europa League, ma lontana dal livello della Juventus di Capello. In Germania, le grandi aspettative del calciatore non si traducono in partite degne del suo blasone e il 26 gennaio 2011 l'oriundo decide di tornare in Argentina, al Lanus.

 

In Primera Division Argentina i ritmi sono più blandi rispetto ai campionati europei, ma l'agonismo è eccessivo ed ai limiti della rissa nella maggior parte delle partite. Il 27 ottobre 2011, durante il match del Torneo Inicial argentino tra Racing Club Avallaneda (allenato da Simeone) e il suo Lanus, Camoranesi esegue questa sequenza di scorrettezze ai danni di Patricio Toranzo e Diego Simeone:

  • Prima un duro intervento di gioco.
  • Poi una testata a Toranzo davanti all'arbitro.
  • Dopo essere stato espulso, un calcio in testa a Toranzo.
  • Appena dopo essere stato accompagnato fuori dal campo dall'arbitro - come un ubriaco fuori da una discoteca con vicino il buttafuori - trova il tempo per insultare l'allenatore avversario Diego Pablo Simeone, che gli intima di tornare in Europa.

A parte questo episodio e una rissa durante un'amichevole, la sua esperienza al Lanus è anonima e caratterizzata da un solo gol.

 

Il 21 luglio 2012, a quasi 36 anni Mauro si trasferisce al Racing Club Avallaneda, squadra reduce da ottimi piazzamenti in campionato, ma in grossa difficoltà nel Torneo di Clausura del 2012, chiuso in diciassettesima posizione. In questo contesto Camoranesi disapprova le scelte dell'allenatore Reinaldo "Mostaza" Merlo, reo di avergli concesso un minutaggio decisamente troppo basso nelle competizioni di quell'anno,l.

L'ultimo match di Mauro è datato 16 marzo 2014 a Rosario, laddove subentrò al futuro calciatore dell'Udinese Rodrigo De Paul al sessantottesimo minuto della partita contro il Newell's Old Boys.

 

     

Camoranesi allenatore del Tigre. Foto tratta dall'account twitter @catigreoficial
Camoranesi allenatore del Tigre. Foto tratta dall'account twitter @catigreoficial

Che fine ha fatto Mauro Germán Camoranesi?

Il 2014 è anno di grandi cambiamenti per Mauro, che abbandona la carriera da calciatore ed intraprende quella da allenatore.

Il 15 dicembre 2014 diventa allenatore del Coras Fútbol Club de Tepic nella seconda serie messicana (la Liga Ascenso MX), ma il sodalizio dura pochi mesi. Il 19 agosto del 2015, Camoranesi si dimette a mezzora dall'inizio del match contro il Chivas Guadalajara, dimostrando di non aver ancora risolto alcuni problemi comportamentali.

 

Il 21 dicembre 2015, il Tigre lo ingaggia in qualità di allenatore con contratto fino giugno 2017. L'avventura con il club di Primera division della provincia di Buenos Aires dura fino a marzo 2016, quando la dirigenza della squadra porteña decide di revocargli l'incarico dopo 7 match con soli 5 punti in campionato.

 

Dopo due esperienze come allenatore molto negative, Camoranesi viene ingaggiato il 30 agosto del 2016 dalla squadra della Liga Ascenso MX messicana del Cafetaleros de Tapachula, ma anche in questa occasione l'avventura dura pochi mesi. Il 22 gennaio 2017 la dirigenza della squadra lo destituisce dall'incarico, visti i risultati alquanto deludenti.


Da calciatore, Camoranesi è esploso dopo anni di gavetta lontano da casa, poi con la Juventus e la Nazionale ha scritto pagine memorabili del calcio italiano. La sua carriera da allenatore sarà simile a quella da calciatore?


Autore: Gianmaria Borgonovo

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