Perché il Leicester di Ranieri ha fatto flop quest'anno?

Il 23 Febbraio 2017 termina il sogno di Claudio Ranieri alla guida del Leicester City.

Abbiamo deciso di far passare l’ondata emotiva che ha investito la decisione presa dalla dirigenza delle Foxes per concentrarci ora sull’analisi delle stagioni 2015-16 e 2016-17 della squadra di Mister Ranieri.

 

Nella passata Premier League il Leicester Citty Football Club si è laureato Campione d’Inghilterra con 81 punti frutto di 23 vittorie, 12 pareggi e solo 3 sconfitte; analizzando asetticamente i numeri il dato che balza all’occhio subito è il rendimento sostanzialmente uguale tra le partite giocate nel fortino del King Power Stadium e quelle in trasferta.

Ai 42 punti ottenuti in casa si sommano i 39 punti fatti in trasferta e anche il dato riguardante le marcature 66 realizzate, in cui spiccano i 24 gol del capocannoniere Jamie Vardy, e le 38 gol subiti è assolutamente in equilibrio. 

Durante l’estate la rosa del Leicester non è stata modificata sensibilmente, l’unica partenza di rilievo è stata quella del centrocampista N’Golo Kantè direzione Chelsea, mentre è stata mantenuta la coppia offensiva Vardy e Mahrez, il portiere figlio d’arte Schmeichel, il pilastro difensivo Morgan e il centrocampista Drinkwater pur a fronte di diverse offerte dei club della Premier.

 

Al momento dell’esonero il Leicester City si trova in diciottesima posizione in classifica con soli 21 punti in 25 partite allenate dall’allenatore romano. Nella travagliata stagione corrente a differenza della passata la disparità di rendimento tra le partite in casa e trasferta è molto rilevante.

In 13 partite fuori casa le Foxes hanno collezionato solo 3 punti, frutto di 3 pareggi e 10 sconfitte, di 8 gol segnati e 27 subiti. Il rendimento in casa non è quello che assoceremmo ai campioni in carica di un campionato importante come la Premier League ma recita di 18 punti frutto di 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte con 16 gol fatti e 16 subiti.

I simbolo del miracolo Leicester City, il centravanti Jamie Vardy, passato da un lavoro in fabbrica ad essere il 9 della nzionale dei 3 Leoni, è fermo a quota 5 gol segnati a fronte di 20 realizzati nello stesso numero di partite giocate nella passata stagione.

 

Il caso Leicester conferma appieno il vecchio adagio vincere è difficile, riconfermarsi lo è ancora di più. Non è cambiata la rosa, non è cambiata la guida tecnica ma è cambiata la pressione sulle spalle delle Foxes. Passare dalla cinderella della Premier ad essere la squadra da battere è stato un peso troppo forte per gli uomini di Ranieri che non sono stati in grado di mantenere lo stesso livello di calcio espresso solo pochi mesi fa.

 

In conclusione

Il Leicester non è stato eccessivamente depauperato. Solo un titolare (Kanté) è stato ceduto a fronte di un'offerta milionaria del Chelsea. I titolari della squadra sono gli stessi dell'anno scorso e in panchina sono stati aggiunti due attaccanti con esperienza di coppe europee (Ahmed Musa e Islam Slimani) e tre buoni prospetti a centrocampo (Nampalys Mendy, Bartosz Kapustka e l'acquisto di gennaio Onyinye Ndidi).

 

Il livello tecnico della squadra si è persino innalzato rispetto all'anno scorso, ma al Leicester 2016-2017 di Ranieri sono mancate le motivazioni. Proprio la voglia di mettersi in mostra di carneadi come Vardy e Mahrez è stata la scintilla che ha dato sfogo al miracolo Leicester. Entrambi i giocatori erano alla ricerca di ruoli da protagonisti nelle proprie nazionali e con il grande impegno dimostrato sono riusciti a ottenere lo spazio desiderato.

Il raggiungimento degli obiettivi con il club e la propria nazionale ha affievolito le ambizioni di questi due giocatori - e non solo - che prima dell'inizio della stagione 2016-2017 si sono ritrovati nella ideale condizione di esaminare le offerte di prestigiosi club internazionali. Per Vardy ad esempio l'offerta dell'Arsenal, respinta con la volontà di non tradire i colori del Leicester... e il contratto adeguato alle esigenze del centravanti della nazionale inglese.

 

Un po' come accade in altri sport (basket americano su tutti), l'atleta chiamato a rinnovare il proprio contratto o trovarne uno nuovo per la stagione successiva è spinto a migliori prestazioni dalla volontà di migliorare la propria condizione economica e ambientale.

Ciò è successo ai giocatori Leicester: l'appagamento dei senatori ha provocato un deterioramento delle performance della squadra e forse persino un senso di sufficienza nel dover affrontare gli avversari in Premier League e nelle coppe nazionali.

Tutto ciò è confermato anche dal diverso e consistente impegno con cui i giocatori sono scesi in campo in Champions League (prima partecipazione del club), a testimonianza che la squadra non era diventata un'accozzaglia di dilettanti dal giorno alla notte.

 

Forse qualche calciatore ha remato contro l'allenatore e la società, colpevoli di averli trattenuti da palcoscenici internazionali di maggiore spessore. Forse. Di sicuro sappiamo che il tempo sarà galantuomo, per il Leicester e per Ranieri.

 

Autore: Roberto Assi

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