Van Basten non può cambiare il calcio, ecco perché

Marco Van Basten è stato un grande calciatore, dotato di un senso del gol impressionante, pareggiato dalla sfortuna, che lo ha costretto al ritiro dal calcio giocato anzitempo.

Dall'impossibilità di giocare ad alti livelli Marco si è saputo trasformare in allenatore e anche grazie alla sua fama è stato scelto come tecnico delle giovanili dell'Ajax, poi della (fortissima) nazionale olandese. Da lì un declino, che lo ha portato ad essere allenatore di Ajax, Heerenveen e AZ Alkmaar, poi allenatore in seconda nello stesso AZ e nella nazionale oranje. Senza gioie.

 

In questi ultimi anni, mentre Marco vagava tra le panchine olandesi, il calcio mondiale è stato scosso da una lunga serie di scandali, che hanno colpito in special modo Platini e Blatter, presidenti di UEFA e FIFA. Il tourbillon scaturitosi da questi burrascosi eventi ha nuovamente favorito Van Basten, che da settembre 2016 è diventato responsabile per lo sviluppo tecnico del calcio per la FIFA.

Un ruolo molto importante, che richiede notevole abilità politica e capacità di innovazione, specie perché il presidente della FIFA Gianni Infantino (colui che ha ottenuto l'allargamento del Mondiale di calcio a 48 squadre) è in vena di cambi al regolamento.

Il 18 gennaio Van Basten ha dato sfogo alla sua fantasia, proponendo in un'intervista alla Bild un decalogo di regole destinate a far scalpore, più che a cambiare il calcio. Per molti appassionati di calcio, le proposte di Van Basten sono più una provocazione, per altri sono un vero e proprio segno di rottura con il passato. La redazione di Calcio e Dintorni ha deciso di commentarle ad una ad una, valutandole con questi punteggi: approvata, da rivedere o bocciata.

 

Proposta #1: abolire la regola del fuorigioco. Bocciata!

Di fuorigioco abbiamo già parlato, spiegandone storia e motivo della sua introduzione: stare lontani dal portiere avversario e giocare palla bassa per favorire il gioco. Togliere la regola del fuorigioco 150 anni dopo la sua introduzione significherebbe snaturare il football che conosciamo, un po' come togliere una colonna portante da un'abitazione. Non ci siamo.

 

Proposta #2: espulsione dopo 5 falli, come nel basket. Da rivedere.

La regola dei 5 falli è utile quando lo spazio di gioco è ridotto ed i contatti tra giocatori continui. Nel basket, per esempio, il campo è piccolo e i cambi di fronte di gioco innumerevoli, tanto da indurre i 10 in campo a cercare di rubare il pallone all'avversario, anche con le cattive maniere (i falli). Nel calcio questa regola sarebbe pressoché inutile.

Basti pensare che dopo 25 partite di campionato, il calciatore più falloso in Serie A è Andrea Belotti (attaccante, così Falcinelli, Simeone e Meggiorini nella top 10 dei fallosi) che nelle 22 partite che ha giocato ha fatto 55 falli: 2,5 a partita. Questa regole dovrebbe essere introdotta teoricamente per sfavorire i difensori, ma tra i 10 giocatori che hanno fatto più falli in A c'è solo Danilo D'Ambrosio, che per di più è un terzino. Proposta da rivedere.

 

Proposta #3: sostituire i calci di rigore a fine partita, con gli shoot-out del calcio americano. Da rivedere.

Questa regola sembra essere molto importante per il nuovo Board FIFA. Il calcio è uno dei pochi sport in cui la partita può finire in pareggio e ciò sembra non piacere a Gianni Infantino, il cui obiettivo è rendere il calcio più spettacolare. Complici le parecchie partite noiose di fine anno dei campionati europei, in cui si affrontano squadre già salve dalla lotta per non retrocedere e ben lontane dai posti per l'Europa, gli shoot-out potrebbero davvero essere nuova fonte di intrattenimento per i tifosi, se la partita finisce in pareggio nei 90' di gioco. Sicuramente un'idea interessante, ma da affinare.

 

Proposta #4: calcolare il tempo effettivo di gioco negli ultimi 10 minuti del match. Approvata!

I portieri della squadra in vantaggio non riprendono il gioco, i calciatori lanciano il pallone fuori dal campo troppo spesso con la complicità dei raccattapalle, che tardano a restituire la sfera ai calciatori. A fine partita si perdono troppi minuti e talvolta anche i tempi di recupero sono troppo brevi per recuperare quanto perso in campo. Sì, questa proposta ci piace!

 

Proposta #5: solo il capitano può discutere con l'arbitro. Approvata!

Similmente al rugby, solo i capitani delle squadre potrebbero conferire con l'arbitro per chiedere spiegazioni in merito a una decisione non chiara o sgradita. Dovrebbe essere già così, proposta giusta.

 

Proposta #6: introdurre le ammonizioni a tempo. Bocciata!

Questo punto si ricollega alla proposta #2 e chiarisce che se un giocatore commette un fallo da ammonizione, esso debba abbandonare per alcuni minuti (5-10) il campo. Ciò sostituirebbe le attuali ammonizioni, ma Van Basten non ha chiarito nella sua proposta come l'arbitro e i calciatori dovrebbero comportarsi in caso di doppia ammonizione o rosso diretto. Non ci è chiaro e ci sembra una regola troppo diversa dal calcio attuale.

 

Proposta #7: ridurre il numero delle partite stagionali. Bocciata!

Proposta molto critica, visti i numerosi stakeholder (portatori di interesse) del calcio moderno. Le migliori squadre europee giocano 38 partite in campionato, 5-8 partite di coppa nazionale e una decina di partite di coppa europea. I calciatori titolari di quelle squadre sono per la maggior parte convocati dalle loro nazionali, con cui disputano tra le 6 e le 15 partite all'anno (a seconda della presenza di competizioni internazionali).

Ebbene, nonostante FIFA e varie confederazioni arricchiscano i loro portafogli con queste partite, a detta di Van Basten i top player sono troppo stanchi a fine anno, poiché giocano troppi match. Forse. Le squadre di calcio si lamentano dei troppi impegni e viaggi fatti dai calciatori con le loro nazionali, gli allenatori delle nazionali si lamentano (nel 2016 Conte soprattutto) dell'impossibilità di avere a disposizione i grandi nomi per gli stage o le amichevoli proposte durante l'anno. Questa proposta è attualmente una vera e propria pentola a pressione, che se non verrà chiarita rischia di generare grossi scompensi - soprattutto economici - agli equilibri del calcio.

 

Proposta #8: ridurre le squadre per Lega. Da rivedere.

Come anticipato al punto 7, il numero delle partite durante l'anno è alto e i top player sono spesso chiamati in causa in troppe circostanze. Il modo apparentemente più semplice di ridurre il numero di partite è diminuire il numero di squadre di una Lega.

In Italia si è parlato del ritorno della Lega a 18 squadre, al posto che le 20 attuali. In altre nazioni europee potrebbe accadere lo stesso. Questa proposta è lontana dal trovare un'attuazione, poiché lede troppo gli interessi di coloro che detengono i diritti televisivi e delle squadre minori, che si ritroverebbero in una serie inferiore. Da valutare con attenzione. 

 

Proposta #9: aumentare i cambi, anche a gioco in corso. Approvata!

Le sostituzioni sono state introdotte nel gioco del calcio nel 1958 e applicate in una competizione mondiale nel 1970, per consentire alle squadre di cambiare i propri giocatori infortunati. La panchina è andata ampliandosi negli anni, mentre il numero dei cambi nelle competizioni ufficiali si è stabilizzato su 3 da ormai qualche decennio.

La volontà di Van Basten di consentire 5-6 cambi per squadra di per sé non ci convince, ma se applicata nei soli tempi supplementari potrebbe essere un toccasana per lo spettacolo, considerato che alcuni giocatori giungono stremati a fine partita.

Se invece si pensasse a dei "cambi volanti" durante il match - stile basket - saremmo contrari.

 

Proposta #10: diminuire i calciatori in campo per i tornei giovanili e per gli over 45. Bocciata!

Nel calcio moderno si corre tanto e i ritmi sono alti, almeno nelle competizioni internazionali. A vedere alcuni campionati nazionali, il ritmo blando della maggior parte delle partite fa cambiare l'opinione. Van Basten sottolinea che i campi sono troppo grandi e che sarebbe più opportuno far giocare le categorie giovanili e le over 45 su campi più piccoli, riducendo il numero dei calciatori per squadra da 11 a 8.

Soprattutto per le categorie giovanili, se si riducesse il numero dei calciatori in campo si dovrebbero ridefinire gli schemi di gioco e si impedirebbe una continuità di progetto calcistico tra le squadre giovanili e la prima squadra. Il Tiki-taka e lo schema 4-3-3, erano praticati nelle giovanili del Barcellona e ciò ha permesso al club blaugrana di crescere giocatori già pronti - almeno nella conoscenza degli schemi e del possesso palla - a integrarsi con Messi e compagni. Questa proposta non ci piace.

 

Autore: La Redazione

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