Perché i derby di Londra e Aleppo sono così sentiti?

Il derby, la partita che vale una stagione, la partita che più di una questione di calcio. Ogni città ha il suo e spesso la rivalità esula dal calcio, la maggior parte delle volte la città si divide nel più tipico dei cleavage, ricchi contro poveri, classe media contro classe operaia.

Così si hanno derby come forse il più famoso, Boca Juniors contro River Plate. Due società nate nella stessa zona, il porto di Buenos Aires ma che dopo il trasferimento del River Plate nei quartieri residenziali sono la cosa più distante che esiste sulla faccia della terra, da una parte i genovesi, gli Xeneises, portuali del Boca Juniors e dall'altro gli inglesi milionari, i Millonarios, del River Plate.

Non sempre sono le classi sociali che dividono una città, altre volte si tratta di religione come nel caso dell'Old Firm scozzese dove i protestanti del Rangers Glasgow sfidano i cattolici del Celtic Glasgow, altre volte ancora è la politica a farla da padrona e quindi ci troviamo davanti ai "nazionalisti" catalani del Barcellona che sfidano non solo sul campo l'Espanyol fedele all'idea di una Spagna unita e al Re.

 

Questi però sono esempi famosi, le televisioni di tutto il mondo ci trasmettono le immagini di questi derby e del tifo, ne esistono altrettanti che fondano le loro radici nella storia più lontana e ancora dividono profondamente città piccole o grandi che siano.

Uno dei più iconici esempi di questi tipi di derby è sicuramente West Ham-Millwall.

 

Entrambe le compagini nascono nell'East End di Londra, sulle rive opposte del Tamigi a circa tre miglia di distanza.

Il derby dell'East End di Londra

I tifosi del Millwall e del Thames Ironworks (vecchio nome del West Ham) erano preminentemente portuali e marinai.

Il Millwall Rovers Football Club fu fondato dai lavoratori (in maggioranza scozzesi) della J.T. Morgan sulla Isle of Dogs nel 1885, mentre il West Ham fu fondato dieci anni dopo come Thames Iron Workers Footbal Club dal direttore del cantiere navale Thames Ironworks appunto Arnold Hills come dopolavoro (simile a quanto detto per il calcio russo) per i suoi operai.

 

All'inizio la rivalità tra i due club era una semplice rivalità tra portuali che nella vita di tutti i giorni competevano già per gli stessi contratti durante la quotidianità lavorativa; tutto cambiò durante lo Sciopero Generale del 1926. Gli operai dei Royal Docks, la zona del West Ham, scioperarono, mentre quelli dei Millwall Docks no. Il conflitto tra scioperanti e crumiri si spostò anche sul campo di calcio e la grande rivalità che oggi conosciamo ebbe inizio.

 

Da qui in avanti nulla fu più lo stesso e spesso e volentieri le partite tra i due club furono lo scenario di scontri violentissimi tra le due tifoserie, la Inter City Firm degli Hammers e i Millwall Bushwackers dei Lions. La rivalità non ha mai accennato a diminuire neanche quando nel 1910 il Millwall si spostò dalle sponde del Tamigi cessando di essere vicini nell'East End.

I momenti peggiori degli scontri tra le due tifoserie si hanno ovviamente negli anni 70/80, gli anni d'oro degli hooligans, nel 1976 infatti un supporter del Millwall morirà cadendo da un treno alla stazione di New Cross a seguito di una lite coi supporter degli Hammers.

Gli strascichi di questo avvenimento si protraggono anche negli anni recenti, così anche gli ultimi derby sono teatro di violenti scontri, come nel 2009 a Boylen Ground, dove verrà ucciso ancora una volta un tifoso del Millwall con una pugnalata.

 

Questa grande rivalità è stata anche protagonista di un film del 2005 di Lexi Alexander "Hooligans" (Green Street), con Elijah Wood e Charlie Hunnam.

 

 

Il derby di Aleppo

Dopo aver raccontato la storia di un derby così sentito e acceso, che spesso vuol dire violenza e sangue voglio chiudere questo articolo con la storia di un derby che invece ha voluto dire tutto il contrario di questo, ha voluto dire il ritorno alla normalità, un lasciarsi alle spalle i problemi e i veri conflitti.

Sto parlando del derby di Aleppo di quest'anno. Un derby che si è potuto tornare a giocare ad Aleppo dopo gli anni della guerra civile in Siria e dell'assedio di Aleppo stessa.

Il 28 gennaio scorso al Ri'ayet al-Shabab Stadium, casa dell'Al-Horriya si sono sfidate le due squadre di Aleppo, la più vincente Al-Ittihad e l'Al-Horriya appunto.

Le due squadre non si sfidavano ad Aleppo da più di 5 anni e lo stadio portava visibili i segni dei bombardamenti e della guerra. È stato un tentativo di ritorno alla normalità, voluto per lo più dal regime di Assad, ma che ha mostrato una città unita nonostante la divisione tra governativi e ribelli che ha distrutto la città e ha lasciato uno strascico di morti.

 

"È un diritto giocare nella nostra città. In casa ci esprimiamo meglio, i tifosi ci spingono. E vogliamo tenere alto il nome di Aleppo". Queste le parole della stella dell’Hurriya, Firas Al-Ahmad, che ha commentato così un romantico e commovente ritorno a casa (la sua squadra, come altre, si era rifugiata nella città di Tartus e Lattakia, sulla costa).

L'Al-Ittihad è una delle squadre più vincenti della Siria, ha vinto sei volte il campionato e 9 la coppa nazionale. A livello internazionale ha vinto anche una AFC Cup nel 2010. Tra i giocatori famosi passati nelle sue file si ricorda il campione del mondo 1978 Osvaldo Ardiles che ha allenato la compagine nel 2001.

L'Al-Horriya invece ha vinto solo 2 campionati e una coppa nazionale.

 

 

Per la cronaca, la partita è finita 2-1 per l'Al-Ittihad con un goal al 96', ma mai come in questa occasione il risultato non contava, contava solo l'essere tornati per almeno 90 minuti a non pensare alle bombe e alla guerra.

 

Autore: Tommaso Castoldi

Scrivi commento

Commenti: 0