Che cos'è il Tiki-Taka?

I calciatori transitati per il Barcellona: Iniesta, Fabregas, Xavi e Busquets. Tratta da Behind English Football
I calciatori transitati per il Barcellona: Iniesta, Fabregas, Xavi e Busquets. Tratta da Behind English Football

Dal 2000 ad oggi il Barcellona ha vinto 4 Champions League, 8 Liga spagnole, 7 Supercoppe di Spagna, 4 Copa del Rey, 3 Supercoppe UEFA e 3 Campionati del mondo per Club.

In particolare, gli ultimi 12 anni si sono rivelati ricchi di vittorie, grazie alla presenza di campioni del calibro di Andrés Iniesta, Cesc Fàbregas, Xavi, Sergio Busquets e il fantastico trio di attaccanti composto da Neymar, Luìs Suarez e Lionel Messi.

 

Allenati tra gli altri da Frank RijkaardPep Guardiola e Luis Enrique i blaugrana hanno mostrato al mondo intero un calcio scintillante, caratterizzato da un grande numero di passaggi e verticalizzazioni improvvise verso gli attaccanti, abilissimi a realizzare tanti gol.

Insomma, il Barcellona ha usato con grande successo il tiki-taka.

Foto della definizione di tiqui taca (tiki-taka) tratta dal dizionario Zingarelli 2017
Foto della definizione di tiqui taca (tiki-taka) tratta dal dizionario Zingarelli 2017

Che cos'è il tiki-taka?

Il dizionario Zingarelli nel 2017 per il primo anno nella storia riporta la definizione di tiki-taka. Nella foto che ho scattato, il termine viene riportato con la denominazione tiki-taka, che rimanda il lettore alla trascrizione del termine in lingua spagnola, ovvero tiqui tàca"Nel calcio, tipo di gioco consistente in un insistito possesso palla basato su una serie di passaggi ripetuti".

 

Il dizionario Cambrige inglese definisce il tiki-taka: "uno stile di gioco del calcio in cui una squadra realizza molti passaggi corti e mantiene il possesso del pallone".

 

Entrambe le definizioni rendono onore al tipo di passaggi e al consistente possesso palla che la squadra che esegue il tiki-taka deve realizzare.

 

Chi ha inventato il termine tiki-taka?

Finora si è citato il solo Barcellona, ma il termine sembra essere stato inventato dal compianto commentatore calcistico spagnolo Andrés Montes, che oltre al termine tiki-taka è conosciuto in Spagna per le roboanti telecronache della nazionale spagnola.

Durante la telecronaca del mondiale di Germania 2006 e più precisamente nel corso di Spagna-Tunisia (3-1), il commentatore dichiarò che la sua nazionale stava palleggiando tiki-taka, ovvero stava eseguendo una lunga serie di passaggi, con l'obiettivo di tenere il possesso del pallone e al contempo disorientare gli avversari africani.

Dal 2005 il termine tiqui-taca si era diffuso in Spagna ed era diventato di uso comune nello slang degli amanti del calcio, che con questa parola identificarono l'onomatopea legata al lento e continuo passarsi del pallone tra i calciatori di una stessa squadra.

Questo modo di giocare è stato adoperato dal Barcellona e dalla nazionale spagnola, che ha contribuito alle vittorie della "Roja" di Vicente del Bosque nei Campionati Europei 2008 e 2012 e nel Mondiale 2010.

 

Uno dei migliori allenatori dell'epoca moderna - Josep "Pep" Guardiola - ha reso ancor più famoso il tiki-taka durante la sua esperienza a Barcellona, arricchendo la bacheca di trofei della squadra blaugrana. Tuttavia, lo stesso allenatore ha deciso di rinnegarlo in seguito alla sonora sconfitta di Champions' League del suo Bayern Monaco del 2014 contro il Real Madrid (0-4), che oltre che l'eliminazione del team tedesco dalla massima competizione europea ha generato scontento nell'allenatore catalano.

 

Chi odia il tiki-taka?

Nel suo libro Herr Pep (2014), anticipato da un articolo sulla Gazzetta dello Sport, lo stesso Guardiola ha dichiarato: “Odio tiki-taka. Il possesso della palla è solo uno strumento con cui organizzare il proprio gioco e cercare di portare disorganizzazione nello schieramento dell’avversario. Senza una sequenza di almeno quindici passaggi, una buona transizione tra attacco e difesa è impossibile. Impossibile”.

 

"A me non mi piace il tiki-taka"

In Italia l'allenatore ceco Zdenek Zeman ha dichiarato che il tiki-taka è contrario al suo modo di pensare il gioco del pallone, sottolineando che non tutte le squadre possono applicare con successo tale metodologia: "A me non piace il tiki-taka perché ho un'altra visione sul calcio però non è detto che non renda. Guardiola, che reputo oggi il miglior allenatore al mondo, ha vinto tanto giocando in questo modo. Il problema è piuttosto chi lo vuole scimmiottare non avendo i giocatori che c'erano in quel Barcellona".

In effetti, il suo 4-3-3 prevede un gioco ben diverso rispetto a quello proposto dalle compagini spagnole da inizio millennio ed a modo suo ha permesso nei tempi recenti a giocatori come Ciro Immobile e Lorenzo Insigne di diventare campioni nel 4-3-3, coadiuvati da un regista che forse con il tiki-taka avrebbe potuto esaltare le proprie caratteristiche nel modo migliore: Marco Verratti.

 

Cosa serve per fare il tiki-taka?

Il modo di gioco tiki-taka è difficile da applicare e spesso nel recente passato alcune squadre di medio livello hanno tentato di utilizzarlo, diventando vittima delle già citate critiche di Zeman. Ciò che serve per applicare questo metodo di gioco è:

  • Modulo di gioco che preveda 3 centrocampisti centrali con buone doti di palleggio (ovvero capacità di eseguire passaggi precisi). Insomma, tre mediani dai piedi buoni;
  • Gioco orizzontale, da gestire con passaggi corti e garantendosi la possibilità di cambiare il gioco, eseguendo passaggi per linee verticali;
  • Giocare il pallone piano ma continuamente;
  • Calma e concentrazione, che obblighi gli avversari a un pressing che li induca a stancarsi.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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