Che fine ha fatto Mohamed Zidan?

Le sorti della carriera di un calciatore professionista dipendono da molti dettagli. Soprattutto all’inizio del percorso, dove la componente “bravura” va quasi a pari passo con quella della “fortuna” o del più sdoganato “posto giusto al momento gusto”. Ma anche durante una carriera già avviata il confine tra successo e fallimento è molto sottile. I particolari sono fondamentali. 

Il talento necessita di una mente affidabile, dentro e fuori dal campo. Innumerevoli sono gli esempi di giocatori che dotati di una classe limpida ma poco professionisti si sono persi, mostrando solo in minima percentuale il loro reale valore. Cassano e Balotelli su tutti. 

Nel caso di questo giocatore ha fatto differenza anche una semplice lettera, la “e”. Da Zidane a Zidan.

(Quasi) come il talento franco algerino, Pallone d’Oro 1998, anche Mohamed Zidan, attaccante egiziano, ha un talento sopraffino, cristallino.

Inizia la sua carriera nella squadra della sua città, Port Said, ma nel 1999 si trasferisce nella Superliga danese, militando tra le fila dell’Akademisk Boldklub prima e del più quotato Midtjyland poi. Nei 6 anni trascorsi in Danimarca vince una Supercoppa nazionale nel 1999 e il titolo di capocannoniere e giocatore dell’anno nella stagione 2003/2004.

Viene ritenuto maturo per un campionato più impegnativo e viene acquistato dal Werder Brema, andando a segno nelle prime due partite disputate. Purtroppo inizia ad alternare lampi di luce a periodi di buio causati da troppi frequenti infortuni. Per questo è ceduto in prestito al Magonza dove mette in mostra tutte le sue abilità. 

Nella stagione successiva farà di nuovo spola tra Brema e Magonza, non riuscendo ad impedire la retrocessione dei biancorossi in Zweite Liga, nonostante 13 marcature in 15 partite.

Nel 2007 continua il suo viaggio in Germania, approdando sulla rive dell’Elba di Amburgo. Dopo un anno e una Coppa Intertoto vinta, sbarca al Borussia Dortmund dove vince il primo campionato della gestione Klopp.

Nel 2012, ai margini del progetto societario, fa il terzo ritorno al Magonza, diventando il primo calciatore della Bundesliga a segnare in 6 incontri consecutivi con una nuova maglia. 

A 31 anni passa a parametro zero al Baniyas negli Emirati Arabi Uniti, ma a metà stagione viene allontanato con l’accusa di aver simulato un infortunio al ginocchio. Andrà addirittura per vie legali, vincendo la causa e ricevendo un indennizzo dalla società. 

Nel 2015, dopo due anni di inattività, torna in patria all’El-Entag El-Harby, ma dopo pochi mesi rescinde il contratto.

Se a livello di club, Zidan ha vissuto una carriera tutta ombre e luci è  in Nazionale che si toglie le maggiori soddisfazioni, vincendo 2 titoli continentali consecutivi.

Nella Coppa d’Africa disputata in Ghana nel 2008, esordisce con una doppietta contro il Camerun, mentre nella finale, giocata nuovamente contro i Leoni Indomabili camerunensi, sforna l’assist per il gol vittoria che consente all’Egitto di laurearsi campioni.

Zidan torna in auge nella passerella della Confederations Cup, giocata in Sudafrica, segnando una doppietta al Brasile nel 4-3 finale per i verdeoro. Egitto che abbandonerà la competizione alla fase a gironi, battendo prima però l’Italia.

Nel 2010 i Faraoni si presentano da campioni in carica alla Coppa d’Africa in Angola. Zidan risulta decisivo non con la rete in semifinale contro l’Algeria (partita terminata 4 a 0) ma, ancora una volta, con l’assist per il gol che decide la finale contro il Ghana. E’ il terzo successo nella massima rassegna continentale per i Faraoni, il secondo personale per Zidan.

L’epilogo con la Nazionale, però, è amaro, in quanto viene escluso per aver rifiutato la convocazione per una delicata partita di qualificazione alla Coppa d’Africa 2012 contro la Repubblica Centrafricana per poter discutere gli accordi per un suo eventuale trasferimento in un club cinese. Esclusione che ha accelerato il suo repentino addio al calcio giocato. 

Tenta una breve esperienza come commentatore per Al-Jazeera. Dura poco, anche perché per lui si sarebbero potute aprire le porte del carcere. Viene infatti accusato di truffa ai danni di una società immobiliare per aver emesso degli assegni falsi. E’ stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione, mai scontati solo per il semplice fatto di trovarsi all’estero a piede libero.

Una storia che meritava un’altra fine per lo Zidan(e) dei poveri.

 

Autore: Andrea Longoni

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