Il Pescara ha rubato la maglia del Vicenza!

Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it
Pescara-Fiorentina: gli abruzzesi sono scesi in campo così. Fonte: Eurosport.it

Ieri sera è andato in scena il recupero della 19^ giornata di Serie A tra Pescara e Fiorentina, rinviata lo scorso 8 gennaio per l’impraticabilità degli spalti ghiacciati dello stadio Adriatico a causa delle abbondanti nevicate dei giorni precedenti. 

Molti avranno certamente notato la curiosa divisa con cui sono scesi in campo gli uomini di Oddo, non con la classica maglia biancoazzurra, bensì con la quarta a tinte biancorosse completamente estranee ai colori sociali del club abruzzese.

 

Non si tratta di un madornale errore dello sponsor tecnico Errea ma di una bella storia di sport, essendo questa divisa un omaggio al gemellaggio tra società più duraturo nella storia del calcio italiano che ha da poco compiuto 40 anni: quello tra Pescara e Vicenza.

 

Un gemellaggio talmente forte che ha portato le due società a decidere per questa stagione di scambiarsi le maglie (seppur quelle da trasferta).

Infatti anche la terza divisa del club veneto è, a sua volta, a tinte biancoazzurre.

Divise che, per altro, avevano già debuttato al memorial “Piermario Morosini”, occasione per commemorare lo sfortunato giocatore morto sul campo di Pescara più di 4 anni fa; giocatore che ha militato, tra le altre, anche nelle file del Vicenza. Un gemellaggio che si ripete anche nelle sorti più nefaste.

Curioso come il cambio di maglia del Pescara arrivi proprio nel giorno in cui il tifo organizzato degli abruzzesi si è esposto pubblicamente con un duro comunicato contro squadra e dirigenza, accusando i primi di non essere degni di vestire i colori biancoazzurri e la seconda per essere del tutto assente e incapace di gestire una stagione che si è prospettata fin da subito in salita.

In fin dei conti, in un calcio che troppo spesso divide le tifoserie e genera violenze (oggi tra l’altro ricorrere il triste anniversario della morte dell’ispettore capo Filippo Raciti), una bella storia di sport che unisce non sarebbe da far passare in secondo piano.

 

Autore: Andrea Longoni

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