Zamparini, quanti allenatori hai esonerato? Capitolo 2

Guidolin-Zamparini: connubio vincente
Guidolin-Zamparini: connubio vincente

Con il primo capitolo, la narrazione si era fermata al 2002, anno dell'ultima Serie A del Venezia e del furto di Pergine.

Ripartiamo da quell'estate, allorché Maurizio Zamparini il 22 luglio 2002 diventa presidente del Palermo Calcio.

Succede a Franco Sensi, patron al tempo anche della Roma ed eredita una squadra di Serie B di grande storia, media qualità e con alcuni giocatori iper-valutati a bilancio (Brienza e Bombardini su tutti).

L'obiettivo è uno solo: conquistare nel più breve tempo possibile la Serie A, dopo l'ultima stagione di militanza datata 1972-1973.

La trattativa per l'acquisto

La trattativa per l'acquisto del Palermo Calcio non fu semplice per Zamparini.

Dopo mesi di discussioni, soprattutto su chi tra la vecchia e nuova proprietà avesse dovuto sobbarcarsi i debiti della squadra siciliana (circa 8 milioni di Euro), l'ex patron del Venezia riuscì ad aggiudicarsi il controllo del Palermo per 15 milioni di Euro.

Come detto, la trattativa non fu per nulla agevole, poiché la famiglia Sensi si trovava in una situazione finanziaria delicata ed i giocatori della Roma - società calcistica ammiraglia dei Sensi - non avevano ricevevuto gli stipendi da marzo a luglio 2002. Il cash portato da Zamparini era quantomai gradito e ben più allettante delle contropartite in termini di giocatori presentate durante i mesi della trattativa.

 

Alla guida del Palermo

La stagione 2001-2002 si era chiusa con un mediocre decimo posto e la rosa non era in grado di competere con i migliori club di cadetteria per la promozione in Serie A. Nonostante la presenza di validi giocatori come Vincenzo Sicignano, l'argentino La Grotteria, Stefano Guidoni, Massimiliano Cappioli, un giovane Giuseppe Mascara, Davide Bombardini e Daniele Di Donato.

 

Buona la prima? No

L'innesto dei 12 giocatori provenienti dal Venezia, dell'allenatore Ezio Glerean e del direttore sportivo Rino Foschi rivoluzionò il Palermo, ma non abbastanza per conquistare la Serie A. Il quinto posto a fine stagione, i tre allenatori (Glerean esonerato dopo un solo match, Daniele Arrigoni e Nedo Sonetti) e i soli 21 gol messi a segno dalla coppia Di Napoli-Maniero suonarono come una bocciatura del primo progetto sportivo rosanero.

Come punizione "Re Artù" Di Napoli e "Pippo" Maniero vennero ceduti rispettivamente a Messina e Brescia durante l'estate 2003.

 

Toni in gol a Palermo. Immagine tratta da www.stpauls.it
Toni in gol a Palermo. Immagine tratta da www.stpauls.it

La risalita

L'estate del 2003 è caldissima a Palermo. Zamparini sceglie come allenatore Silvio Baldini e rinvigorisce la rosa con innesti di qualità, tra cui spiccano Christian Terlizzi, Gianluca Berti, Andrea GasbarroniIghli Vannucchi, Eugenio Corini e il futuro campione del mondo Luca Toni, che in quella stagione porterà in Serie A il Palermo con i suoi 30 gol in 45 partite.

 

Il cambio di allenatore occorso nella sessione invernale (Guidolin prese il posto di Baldini) e gli ingaggi di Fabio Grosso (pure lui futuro campione del mondo) dal Perugia, del roccioso Fabrizio Biava dall'Albinoleffe, dei gemelli Antonio ed Emanuele Filippini e del bomber di categoria "Jeda" Capucho Neves furono decisivi per tornare in Serie A.

 

Serie A: finalmente!

La stagione 2004-2005 segna il ritorno del Palermo in Serie A, dopo un'assenza di più di 30 anni. Durante l'estate il confermato mister Guidolin sfoltisce la rosa ed acquista giocatori, vincitori del mondiale 2006: Cristian Zaccardo, Andrea Barzagli e Simone Barone. Oltre ad essi, il portiere Matteo Guardalben e l'argentino Mariano Gonzalez portano la squadra al sesto posto finale in classifica ed alla Coppa Uefa.

 

Gli anni della Coppa Uefa e dei campioni del Mondo

Il 2005-2006 comincia con la cessione di Luca Toni alla Fiorentina e dei gemelli Filippini al Treviso neopromosso. Vengono ingaggiati Andrea Caracciolo dal Brescia, Simone Barone dal Parma e Stephan Ayodele Makinwa dall'Atalanta.

Guidolin è andato all'Udinese ed al suo posto siede sulla panchina rosanero Luigi Delneri, esonerato per far posto a Giuseppe Papadopulo. La stagione si chiude con un ottavo posto sul campo, che in seguito alle decisioni di Calciopoli si tramuta in un nuovo, ottimo quinto posto con nuova qualificazione in Coppa Uefa.

 

Nel 2006-2007 il Palermo cedette il neo campione del mondo Fabio Grosso all'Inter, ma si rinforzò con Mark Bresciano, Fabio Simplicio, Aimo Diana, Mattia Cassani ed il centravanti "Amauri" Carvalho de Oliveira. L'inizio di stagione in campionato fu dei migliori, mentre in Coppa Uefa la squadra finì quarta su cinque squadre nel girone di qualificazione e fu eliminata.

A gennaio fu ingaggiato uno dei centravanti più forti dal 2000 in poi: Edinson Cavani, prelevato in Uruguay dal Danubio di Montevideo.

Dopo l'inizio di stagione di alto livello arrivò un periodo di crisi per i rosanero, che dal vittorioso derby contro il Catania del 2 febbraio 2007 non riuscirono a vincere per più di due mesi.

La pazienza di Zamparini venne messa a dura prova e a fine aprile 2007, Guidolin venne esonerato per dare spazio al duo composto da Renzo Gobbo e Rosario Pergolizzi, che alla prima partita riportarono il Palermo alla vittoria. La loro esperienza fu breve e dopo sole 3 partite venne richiamato Guidolin, artefice di due vittorie contro Siena e Udinese, che confermarono il Palermo al quinto posto in campionato, come l'anno precedente.

 

Il 2007-2008 non inizia bene, in quanto il nuovo mister Stefano Colantuono vedrà la prematura uscita della sua squadra dalla Coppa Uefa, ad opera dei cechi del Mlada Boleslav. Nell'estate erano stati ceduti Andrea Caracciolo alla Sampdoria, Eugenio CoriniDavid Di Michele al Torino, rimpiazzati da Fabrizio Miccoli, Bosko Jankovic e Fabio Caserta, provenienti rispettivamente da Benfica, Maiorca e Catania.

 

La squadra non soddisfa Zamparini, che esonera Colantuono, richiamando per la quarta ed ultima volta a Palermo Guidolin, ma per poco. Le vicissitudini di quella stagione sforunata non gli garantiranno di rimanere sulla panchina fino a fine stagione e Colantuono sarà richiamato. La stagione si chiude con un mediocre undicesimo posto, poco per una squadra così ambiziosa.

 

Cavani e Miccoli: coppia d'oro a Palermo
Cavani e Miccoli: coppia d'oro a Palermo

Cavani: la genesi di un campione

Nel mercato di gennaio 2007, il Palermo aveva ingaggiato un giovane attaccante uruguaiano, che nell'estate 2008 dopo un anno e mezzo di panchina (non senza malumori) era pronto a spiccare il volo: Edinson Cavani.

 

Nel 2008 aveva 21 anni ed era sul punto di abbadonare Palermo per trasferirsi al West Ham dove pensava che avrebbe avuto più spazio rispetto a quanto concessogli da Colantuono nella stagione precedente. Come confermato anni dopo dallo stesso mister, la trattativa per la cessione del calciatore (per una cifra vicina a 10 milioni di Euro) era quasi stata conclusa ed Edinson l'ultimo giorno di mercato si trovava nell'aeroporto di Palermo pronto per partire per Londra.

Zamparini bloccò il trasferimento, complice la difficoltà di trovare un sostituto di valore nelle ultime ore della sessione di mercato, anche perché Tulio De Melo (bocciato dopo le due sconfitte in Coppa Italia contro il Ravenna e contro l'Udinese in campionato, che costarono la panchina di Colantuono) venne rispedito in Francia senza rimpianti. Edinson ringraziò, andando per la prima volta in Italia in doppia cifra in campionato, con 14 gol.

 

Il Palermo di Andrea Ballardini (erede di Colantuono dalla seconda giornata di campionato) e del nuovo direttore sportivo Walter Sabatini giocava per lui ed Edinson raccolse la pesante eredità di Amauri (andato alla Juventus). L'intesa con Miccoli funzionò alla grande ed i due insieme realizzarono 28 gol, regalando al Palermo un ottavo posto finale in Serie A, a ridosso della zona Europa League.

Da ricordare che mel mercato di gennaio 2009 il Palermo ingaggiò Abel Hernandez, giovanissimo uruguaiano che di lì a poco sarebbe diventato un ottimo goleador.

 

Pastore e Cavani: sudamericani goleador a Palermo... e Parigi. Foto tratta da: palermo.blogsicilia.it
Pastore e Cavani: sudamericani goleador a Palermo... e Parigi. Foto tratta da: palermo.blogsicilia.it

2009-2010: una grande stagione

La coppia d'attacco Cavani-Miccoli è una sicurezza per i rosanero, che cambiano allenatore ingaggiando Walter Zenga, reduce da un'ottima stagione a Catania.

La campagna acquisti vede il ritorno dal prestito all'Ancona di Salvatore Sirigu pronto a ricoprire il ruolo di portiere titolare, del difensore rumeno Goian (dallo Steaua Bucarest), dei centrocampisti Blasi (in prestito dal Napoli) e degli argentini Bertolo (dal Banfield) e soprattutto di Javier Pastore (dall'Huracan) astro nascente del calcio argentino.

 

Zenga inizia bene, sconfiggendo il Napoli, poi dopo qualche uscita a vuoto anche la Juventus. La fiducia di Zamparini sembra ai massimi livelli, quando lo definisce "il miglior allenatore che abbia mai avuto", ma il pareggio interno contro il Catania gli farà cambiare idea. Al suo posto Delio Rossi, che sarà autore dalla quattordicesima giornata di un campionato di grande livello, concluso al quinto posto.

 

2010-2011: finale di Coppa Italia

Delio Rossi inizia la stagione come allenatore e subito perderà Cavani, ingaggiato dal Napoli dell'ambizioso De Laurentiis. Il suo sostituto naturale è Mauricio Pinilla (autore di 24 gol in altrettante partite al Grosseto in Serie B), mentre l'ingaggio di Massimo Macarone dà gol e qualità all'attacco. Josip Ilicic e Armin Bacinovic (entrambi centrocampisti provenienti dal Maribor, affrontato in Europa League a fine agosto) sono due acquisti di qualità, specialmente il primo che realizzerà 8 gol in campionato.

Pastore e Miccoli confermeranno una buona intesa, realizzando 21 reti in coppia in Serie A.

Delio Rossi gestisce bene la squadra fino alla ventiseiesima giornata, allorché Zamparini chiamerà Serse Cosmi per sostituirlo (per sole 4 partite) in seguito al fragoroso 0-7 casalingo contro l'Udinese. Al termine della trentunesima gornata Rossi viene richiamato alla guida del Palermo, portando la squadra in finale di Coppa Italia contro l'Inter del post triplete e all'ottavo posto in campionato.

 

Chi troppo vuole nulla stringe

Il 2011-2012 è l'anno del declino del Palermo, fino a quel momento squadra gagliarda e ricca di talento anche tra i panchinari. Stefano Pioli viene scelto come allenatore per il nuovo anno rosanero, ma la sua panchina sarà "lampo", in quanto dopo l'eliminazione nel preliminare di Europa League (ad opera del Thun), Zamparini gli rescinde il contratto, pentendosene in una recente intervista.

Al suo posto Devis Mangia, promosso dalla primavera rosanero di cui era diventato allenatore pochi giorni prima con cui la squadra otterrà buoni risultati, fino alla sedicesima giornata dove un Palermo nono in classifica viene sconfitto nel derby a Catania per 2-0. Dopo questa sconfitta avviene l'esonero di Mangia ed approda in Sicilia Bortolo Mutti, che avrà il merito di far debuttare i due nuovi acquisti Franco Vazquez (prelevato dal Belgrano e chiamato a sostituire Javier Pastore, volato per 43 milioni di Euro al Paris Saint Germain) e lo svedese-albanese Agon Mehmeti.

Nonostante l'approdo del nuovo allenatore, il Palermo non riesce ad ottenere risultati convincenti e l'arrivo del portiere Emiliano Viviano e del già citato Vazquez sono acquisti palliativi, utili a non peggiorare la competitività di una rosa abituata a palcoscenici europei.

In quella stagione a Palermo gioca la stella del calcio israeliano Eran Zahavi, che complici i cambi di allenatore scenderà in campo solo in 20 occasioni, realizzando 2 gol e preparando il mesto ritorno (che avverrà a gennaio 2013) nel campionato israeliano.

Per fortuna Fabrizio Miccoli conferma in stagione la sua vena di goleador, con 16 reti in Serie A. 5 ne realizzerà Matias Silvestre, ingaggiato dal Catania dopo ottime annate e che a fine stagione passerà all'Inter.

La stagione si chiude al sedicesimo posto, in caduta libera con 8 partite senza vittorie, tra cui il bizzarro 4-4 casalingo contro il Chievo.

 

Luglio 2012: Paulo Dybala presentato al Palermo
Luglio 2012: Paulo Dybala presentato al Palermo

Un tonfo preannunciato

A giugno 2012 Zamparini capisce che il Palermo spumeggiante del recente passato è un lontano ricordo e rifonda la società, scegliendo Giorgio Perinetti come suo primo Direttore Generale, mentre Giuseppe Sannino è il nuovo allenatore.

La campagna acquisti sembra non portare molta qualità alla squadra, ma il rientro dal prestito di Jasmin Kurtic (titolare poi nell'Atalanta fortissima del 2016-2017) e gli acquisti dell'esperto nazionale uruguaiano Egidio Arévalo dal Club Tijuana e del ritorno di Franco Brienza dal Siena sono potenzialmente importanti per dare solidità alla squadra.

Viene acquistato per 12 milioni di Euro e con clausole legate alla sua cessione Paulo Dybala, diciannovenne proveniente dagli argentini dell'Instituto Atletico Central Cordoba.

 

Sannino non convince, e dopo sole 3 giornate Zamparini opta per la sostituzione del tecnico con Gian Piero Gasperini, che rimarrà fino alla ventitreesima giornata di campionato. Poi il breve interregno di Alberto Malesani (3 giornate), il ritorno per 2 giornate di Gasperini e la chiusura di stagione - con retrocessione - con Sannino.

Annata terribile, che ha continuato la caduta vertiginosa della squadra da gennaio 2012.

 

2013-2014: la Serie B

Il Palermo riparte nell'estate 2013 dalla Serie B, con allenatore Gennaro Gattuso, chiamato a dare grinta ad una squadra che deve prontamente risalire in massima serie. Sei giornate con l'allenatore calabrese, poi l'esonero a favore di Giuseppe Iachini, che inizierà una lunga permanenza in Sicilia.

La serie cadetta non vede la squadra di Zamparini smantellata, eccezion fatta per l'attacco dove il trentaquattrenne Fabrizio Miccoli saluta per tornare nel suo Salento (a Lecce) e gli sloveni Josip Ilicic e Jasmin Kurtic verranno ceduti rispettivamente a Fiorentina e Sassuolo.

 

Tuttavia, il Palermo ha tanti giocatori in prestito tra i vari campionati europei e molti rientri prestiti si riveleranno importanti per la squadra rosanero. Su tutti: Franco Vazquez e Sinisa Andelkovic.

Dybala e Abel Hernandez vengono confermati e sono presi in prestito due nuovi centravanti da alternare in stagione: il nordirlandese Kyle Lafferty (dal Sion) e Andrea Belotti, talento cristallino in attesa di consacrazione.

Con questi giocatori e dei grandi nomi come Stefano Sorrentino, Ezequiel Munoz ed Edgar Barreto, la Serie B è dominata e la squadra ritrova l'entusiasmo perduto nei due anni precedenti, tornando spedita in Serie A.

 

Serie A con Dybala

La Serie B ha fatto bene al Palermo, i suoi giocatori giovani sono riusciti ad affermarsi in cadetteria e specie per Dybala e Belotti la Serie A 2014-2015 è meritata. Lafferty non viene riscattato per intemperanze caratteriali, mentre Abel Hernandez viene ceduto all'Hull City per 12 milioni (era stato pagato 4 anni e mezzo prima meno di 4 milioni!).

Gli acquisti più importanti del Palermo sono lo svedese Robin Quaison (dall'AIK Solna), il bulgaro Ivaylo Chochev (dal CSKA Sofia), Luca Rigoni (dal Chievo) e il costaricano Giancarlo Gonzalez (dal Columbus Crew). Meteore di questa stagione sono Emerson Palmieri, brasiliano futuro protagonista della Roma di Spalletti e Simon Makienok, centravanti danese ceduto nella successiva stagione in prestito al Charlton.

Giuseppe Iachini porta a termine la stagione in undicesima posizione, senza mai rischiare l'esonero.

 

Dybala e Belotti incantano la Serie A: le torinesi li bramano ed i due giovani si trovano avversari nel derby della Mole, come protagnosti di Juventus e Torino, rispettivamente.

Munoz va al Genoa, Edgar Barreto si svincola per andare alla Sampdoria, sostituito dallo svedese Oscar Hiljemark, brillante rivelazione della Serie A 2015-2016.

Franco Vazquez inizia la stagione bene, insieme ai nuovi dell'attacco: Alberto Gilardino (ex Fiorentina) e il macedone Aleksandar Trajkovski (proveniente dai begli dello Zulte Waregem).

A novembre la squadra sembra perduta, senza idee e Iachini viene esonerato dopo 776 giorni ininterrotti alla guida del Palermo.

Al suo posto Andrea Ballardini, che a sua volta verrà rimpiazzato da Fabio Viviani, in attesa di Guillermo Barros Schelotto che dopo una manciata di partite affiancato da Giovanni Bosi prima e Giovanni Tedesco poi rinuncerà all'incarico.

Giovanni Bosi (allenatore della primavera del Palermo) si ritroverà allenatore anche in un altro match di campionato, prima del ritorno momentaneo di Iachini.

I colpi di scena non sono finiti qui, in quanto a marzo Walter Novellino verrà ingaggiato per terminare la stagione, ma nemmeno lui riuscirà in questa impresa, venendo sostituito in una situazione difficilissima di classifica da Ballardini che salverà il Palermo, grazie agli 11 punti totalizzati nelle ultime 5 giornate.

Palermo sedicesimo e salvo

 

Corini al Renzo Barbera. La frase è scherzosa e non è frutto di una dichiarazione dell'ex allenatore rosanero
Corini al Renzo Barbera. La frase è scherzosa e non è frutto di una dichiarazione dell'ex allenatore rosanero

2016-2017: sofferenza in fondo alla classifica

Ballardini inizia la stagione sulla panchina dei rosanero. Il senatore della squadra Stefano Sorrentino dichiara di non amare i metodi di Ballardini e anche per solidarietà con Iachini firma per il Chievo, lasciando la difesa della porta rosanero al giovane croato Josip Posavec.

Alberto Gilardino ed Enzo Maresca salutano la Sicilia da svincolati con direzione Empoli e Hellas Verona, mentre gli ormai consacrati Achraf Lazaar e Franco Vazquez sono ceduti rispettivamente al Newcastle e al Siviglia per 15 milioni più bonus.

In ingresso si segnalano il centrale difensivo serbo (scuola Chelsea) Slobodan Rajkovic (dal Darmstadt), il centrocampista Bruno Henrique (dal Corinthians). gli esperti Alessandro Gazzi (dal Torino) e Alessandro Diamanti (svincolato). A completare la rosa, la punta macedone Ilija Nestorovski, dai croati dell'Inter Zapresic.

 

Nel momento in cui l'articolo viene pubblicato (24 gennaio 2017, subito dopo la ventunesima giornata di campionato), il Palermo è al diciottesimo posto in classifica a 11 punti dall'Empoli diciassettesimo e prima delle squadre attualmente salve dalla retrocessione.

Dopo Ballardini, è stato ingaggiato alla terza giornata Roberto De Zerbi, esonerato alla quattordicesima, mentre Eugenio Corini che ne ha preso l'eredità dalla quindicesima giornata si è dimesso al termine della ventunesima, in seguito alla sconfitta casalinga per 1-0 con l'Inter.

 

Nella foto sopra, abbiamo scherzato sull'esonero di Corini, che insieme ai sostenitori palermitani si farà una risata, visto la presente stagione del Palermo: troppo brutta per essere vera.

 

I 29 allenatori del Venezia ingaggiati da Zamparini. Novellino già allenatore a Venezia. Iachini già nello staff del Venezia
I 29 allenatori del Venezia ingaggiati da Zamparini. Novellino già allenatore a Venezia. Iachini già nello staff del Venezia

I numeri di Zamparini

Se escludiamo Roberto Pruzzo, nominato allenatore del Palermo il 21 luglio 2002 da Franco Sensi ed esonerato nel giorno dell'acquisto della squadra rosanero da parte di Zamparini, gli allenatori ingaggiati da Zamparini nel periodo palermitano sono ben 29.

Inoltre, nella data in cui scrivo (24 gennaio 2017), Eugenio Corini ha appena rassegnato le proprie dimissioni da allenatore del Palermo ed il sostituto dovrebbe essere indicato prima della fine del mercato invernale.

 

Dopo aver elencato nel primo capitolo della biografia di Zamparini i 27 allenatori ingaggiati a Venezia, il numero totale degli allenatori ingaggiati è 55, in quanto Walter Novellino è stato allenatore in entrambe le città.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

Gli allenatori di Zamparini (foto 1 di 2)
Gli allenatori di Zamparini (foto 1 di 2)
Gli allenatori di Zamparini (foto 2 di 2). Dati al 24 gennaio 2017
Gli allenatori di Zamparini (foto 2 di 2). Dati al 24 gennaio 2017

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