Che fine ha fatto Emiliano Bonazzoli?

Alcuni calciatori vengono ricordati per una dote particolare. Altri nascono poliedrici, tutto all'italiana, di quelli che girano tutto lo stivale senza accasarsi mai ma lasciando buona memoria di sé, che in frasi come Ti ricordi il/la [squadra] di [allenatore/puntero], quella con [mito1], [mito2], [mito3], ... è il giocatore mito 3, o addirittura finisce nei puntini qualche volta.

 

Emiliano Bonazzoli nasce ad Asola, ridente cittadina nel mantovano, nel 1979. E' di ruolo attaccante e muove i primi passi nella oscura US Voluntas Pace. Il suo nome suona molto bresciano comunque sia.

Gli esordi

Esordio in serie B con il Brescia nel 1997 ed esordio in serie A la stagione successiva, praticamente imberbe. Il "Bonazza" è considerato una classica "giovane promessa" dagli addetti ai lavori, ma intanto cambia regione, va in Romagna, a Cesena.

I cavallucci sono i più blasonati nella terra di liscio e cascioni ricordiamo, e quella del 99-00 è una B tutta da gustare, con il ritorno del glorioso Savoia dopo mezzo secolo ed Alzano Virescit e Fermana al primo giorno di scuola.

Torna alla base dai biancoblu, facendo registrare una stagione buona, scende in campo quasi sempre e dieci gol.

 

Parma: una grande occasione

Si trasferisce al Parma l'esperienza è da dimenticare: un solo gettone, la memoria ed i miei appunti non mi supportano nel rimembrare le cause del fiasco.

E' allora il momento del prestito ad un'altra squadra di gialloblu, Verona, sponda Hellas, che è anche l'unica, dove sfiora 30 presenze e si guadagna il ritorno in Emilia.

 

Periodi felici per il Bona, che entra nel giro dell'U21, ed in un'intervista dei tempi sicuro dichiara: "Credo di avere le possibilità per dimostrare il mio valore. La mia intenzione è quella di giocare, di propormi per il posto tra i primi undici: farò in modo di mettere in crisi il mister, che possa contare su di me".

Il mister, o meglio i mister, in quegli anni dove gli scudati cambiano vari allenatori dopo Ulivieri, sono convinti ma convinti di più da gente come Gilardino, agli inizi della ribalta, e Di Vaio.

 

Reggina: l'esplosione

La stagione successiva è a Reggio Calabria, dove trova compagni come un furetto del gol, Di Michele. Reggina che ha fiducia in mister Colomba, nonostante la stagione da bassa classifica e che costretta dalla classifica avulsa ad uno spareggio salvezza contro la Dea Atalanta trova la salvezza in extremis (cosa che ai granata è capitata molto spesso).

Emiliano rimane sullo stretto per un altro paio di stagioni, la prima delle quali non buonissima. Migliore la seconda, forse anche grazie alla maggiore fiducia ispiratagli da Walter Mazzarri.

 

Sampdoria: di nuovo nell'élite

Nel mercato estivo della stagione 2005-2006 il trasferimento alla Sampdoria. La stagione è ad alti livelli, media di mezzo gol a partita non contando quelli nelle partitelle di fine allenamento, ma dura poco.

Poco dopo Natale Bonazzoli si infortuna in allenamento, riportando una lesione al crociato come nel più classico degli infortuni dei calciatori. I blucerchiati gli danno comunque fiducia ed acquistano il suo cartellino, che era in comproprietà tra gialloblu ed amaranto. Comproprietà - saporito ingrediente delle telenovele pallonare agostane - che ora non esistono più, per volere della FIGC.

La seconda stagione è ancora non positiva: buon rendimento fino a marzo, con cinque segnature, ma lo stop con nuovi infortuni, alla mano ed all'altro ginocchio. Altre due stagioni con i doriani: la 2007-2008 trenta presenze in campionato ma solo un paio di gol, ma si consacra, in cerimonia spiccia e buona solo per polverosi almanacchi, come il giocatore Samp a segnare più di tutti in UEFA.

 

Sei mesi alla Fiorentina

La stagione 2008-2009 è sola andata. Lascia Genova nel mercato invernale per passare alla Fiorentina. Esperienza incolore, non è riscattato.

La separazione dalla Sampdoria non è libera da malcontenti: in un'intervista Bonazzoli dichiara che per giocare in avanti "bisogna piacere a Cassano, e lui non gli piaceva".

 

In B alla Reggina

E' il momento del ritorno alla Reggina. Il motivo del goleador prodigo (o mica troppo) che ritorna all'ovile è tipico con questi campioni dei riflettori spenti. Neanche tre stagioni, ma Bonazzoli è sempre ricordato con affetto sugli spalti del Granillo.

 

Si distinse anche per la scelta di ritoccarsi, o più esattamente dimezzarsi, il contratto pur di rimanere a Reggio, gesto che il presidente Lillo Foti apprezzò, per ovvi motivi.

 

Bonazzoli (il primo da destra) durante la presentazione all'Honved. A sinistra si riconosce Arturo Lupoli
Bonazzoli (il primo da destra) durante la presentazione all'Honved. A sinistra si riconosce Arturo Lupoli

Padova e declino

Inizia la parabola discendente. A gennaio 2013, dopo essersi svincolato, si accasa a Padova. Queste le parole di Filippo Maniero su di lui: "Un attaccante che conosce bene la categoria e che può essere un'ottima alternativa a Granoche". Come pensate sia finita la stagione? Sì, avete indovinato, prematuramente, con un infortunio.

 

A settembre 2013 trova una nuova squadra a Marano, in provincia di Vicenza, serie D.

L'idillio dilettantistico dura solo un paio di mesi. E così Bonazzoli in un intervista: "Una cosa che non mi è piaciuta, è stata che sia stata messa in discussione la mia professionalità, il mio impegno, da parte di qualcuno in società. Questo mi ha fatto arrabbiare molto". Il problema è che la gente si aspettava molto di più da lui.

 

Honvéd, chance ungherese

Ed ora la sorpresa: la seconda parte della stagione 2014 bomber Emiliano l'ha giocata in Ungheria, all'Honvéd. Il dimenticatoio è un paese lontano ed un calcio da anni non più a livelli alti, come quello ungherese, ma la narrazione della carriera di Bonazzoli non è ancora finita.

Nella squadra ungherese trova una folta colonia italiana, composta da Arturo Lupoli (mancata promessa del calcio italiano, ex Arsenal), Raffaele Alcibiade (ex primavera Juventus), Andrea Mancini (ex primavera Manchester City e Inter) e dall'allenatore Marco Rossi.

Proprio l'esonero dell'allenatore obbligherà Bonazzoli e Lupoli a un periodo di tribuna.

 

Serie D: Este

Il periodo ungherese si chiude anzitempo ed Emiliano torna in Italia, all'Este in Serie D. Nella squadra della provincia di Padova le aspettative per Bonazzoli sono alte, ma la figuraccia è dietro l'angolo.

Il 28 novembre 2014, mentre disputa il match casalingo contro la Correggese, il centravanti lombardo insulta l'arbitro di origini marocchine con epiteti razzisti. La Lega Nazionale Dilettanti lo squalifica per 10 giornate. Al termine della squalifica, si farà perdonare con 3 reti. Poco, ma meglio che nulla in una stagione caratterizzata da sole 11 presenze.

 

MLS e Lega Pro

Chiusa la negativa parentesi all'Este, il Miami Fusion lo ingaggia per disputare il campionato MLS americano, dove non riuscirà mai a giocare.

Ad agosto 2015 torna in Italia, in un nuovo lido: la Robur Siena, erede di quel Siena che fino a una manciata di anni fa faceva sognare in Serie A. Esperienza breve, con rescissione di contratto a fine dicembre, collegata a mister Atzori (già suo allenatore nel 2010-2011 alla Reggina) che lo aveva fortemente voluto, ma era stato esonerato nel novembre di quell'anno.

 

Chiude la propria carriera nel 2016 al Cittadella (sua terza esperienza nella tra Padova e provincia), con una promozione in Serie B, ma senza realizzare gol.

 

Che cosa fa ora Emiliano Bonazzoli?

Attualmente Emiliano Bonazzoli è allenatore dell'Atletico Conselve (provincia di Padova), in Prima Categoria.

 

Emiliano Bonazzoli ha avuto una carriera caratterizzata da molte cadute ed altrettante risalite. Riuscirà ad arrivare al grande calcio, anche come allenatore?

 

Autore: Riccardo Vincelli

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