La Juventus cambia faccia

Il logo della Juventus (gennaio 2017)
Il logo della Juventus (gennaio 2017)

Come ormai tutti gli appassionati di calcio sanno, lunedì 16 gennaio 2017, in occasione della serata glamour “Black and white and more” tenuta a Milano al Museo della Scienza e della Tecnica, è stato presentato con una mossa a sorpresa il nuovo logo della Juventus

Forse anche perché colti in contropiede, molti tifosi bianconeri non hanno gradito la scelta di cambiare il logo societario e sono subito comparsi sui vari social immagini-sfottò e non poco velate proteste.

 

Una scelta decisamente molto coraggiosa e che rappresenta un netto taglio con il passato e che si lascia alle spalle i canoni dei tradizionali stemmi calcistici, abbandonando il classico stemma ovale con il toro della città di Torino e le strisce bianconere. 

Formazione della Juventus, anni '40
Formazione della Juventus, anni '40

Il nuovo logo, realizzato dall’agenzia Interbrand, è minimal ma estremamente iconico, essendo caratterizzato dalla “J” del nome, dall’alternanza dei colori nero e bianco, e dalla stilizzazione dello scudetto che assume, simbolo di vittoria per la squadra che ha vinto più campionati in Italia.

Quello che agli occhi dei tifosi può sembrare una rinnegazione della centenaria storia juventina è per diversi aspetti una scelta lungimirante e vincente nel lungo periodo.

 

La Juventus ha scelto di utilizzare un logo che non sia identificabile con la città, ma con il club stesso, creando un vero e proprio brand

Si sa ormai che i grandi club sono a tutti gli effetti delle aziende e, come tali, oltre agli obiettivi sportivi devono seguirne altri di carattere economico, cercando di penetrare, sfruttando la propria immagine, i nuovi mercati in espansione, soprattutto quello orientale, e di fidelizzare i tifosi di questi mercati, affascinati dalla storia e tradizione delle grandi squadre europee. Nel caso in oggetto, tradizione che appartiene a tutti i tifosi juventini sparsi per il mondo e di conseguenza la quasi necessità di slegarsi dalla territorialità circoscritta alla città di Torino.

 

Paradossalmente, per la Juventus non sarebbe neanche una novità. Infatti, come in molte altre occasioni ci è capitato di constatare, la storia è ciclica: dopo il “quinquennio d’oro” che, dal 1930 al 1935, ha visto sempre primeggiare in campionato la Juventus (record che potrebbe essere frantumato quest’anno se dovesse arrivare il sesto scudetto consecutivo), nella stagione 1941-1942 la maglia nera da trasferta aveva cucita sul petto la lettera “J”, una sorta di stemma ante litteram.

Se volessimo proprio essere didascalici, “un logo permette di riconoscere l'azienda a cui si riferisce con effetto quasi immediato. Compito del logo è quello di ispirare fiducia e superiorità rispetto a un altro marchio” e il logo nuovo di zecca della Juventus non solo rappresenta una squadra di calcio, ma anche un’identità, un’appartenenza e una filosofia.

 

 

Una sfida coraggiosa e non facile, vista la difficoltà di riscrivere i legami tra squadra di calcio e la città che gli ha dato i natali. Tuttavia un logo pulito, essenziale ma fortemente evocativo potrà, alla lunga, far ricredere gli scettici.

 

Autore: Andrea Longoni

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