Che fine ha fatto Luis Jimenez?

C’è una categoria calcistica di cui sul nostro sito non abbiamo trattato fino a questo momento: quella dei "prigionieri". Parlare di prigionia, nel mondo del calcio, sembra paradossale.

A volte, però, i soldi delle tv e gli ingaggi milionari fanno nascere interessi che contrastano con speranze e ambizioni.

 

Così succede che anche nel mondo del calcio si possa rimanere schiavi di un contratto, sottoscritto sperando di volare verso una grande destinazione europea per poi ritrovarsene imbrigliati. Quindi, come si può intuire, non si tratta di un giocatore che riesce a strappare un contratto a “sei zeri” per poi navigare nella mediocrità con una pensione d’oro, bensì di un giocatore prigioniero del suo scopritore, supportato dall’ormai defunto istituto della comproprietà.

Stiamo parlando di Luis “El Mago” Jimenez. Ma ormai frase da copyright partiamo dall’inizio.
Centrocampista offensivo cileno classe ’84, Luis Jimenez inizia la sua carriera calcistica nella sua città natale, Santiago de Cile, crescendo nel vivaio del Palestino.

Esordisce in prima squadra appena diciassettenne e nonostante le poche presenze suscita l’interesse di alcuni club italiani. Lo strappa alla concorrenza la Ternana del patron Edoardo Longarini, approdando nel campionato cadetto nella stagione 2002/2003.

 

Nel primo anno con il club umbro disputa solo 8 partite andando a segno solo una volta, ma nella stagione successiva diventa la rivelazione della cadetteria, realizzando 10 reti in 34 gare di campionato. Nel campionato 2004/2005 è ancora protagonista con i rossoverdi in Serie B, riuscendo a ripetersi come nella stagione precedente. Buoni numeri che gli valgono l’interessamento della Fiorentina dei Della Valle e la Seria A. E' ora che iniziano i dolori per Jimenez.

 

Come anticipato, nel mercato di riparazione invernale del 2006 i viola si avvalgono delle prestazioni del giocatore acquistando metà del cartellino per 2 milioni e mezzo di Euro. Con i viola assapora l’esperienza nella massima serie del calcio italiano, la Serie A, giocando tutte le gare del girone di ritorno e mettendo a segno 3gol.

Purtroppo al termine del campionato le due società proprietarie del cartellino del giocatore non trovano un accordo e come nel gioco finale di un quiz vanno alle buste, dove sorprendentemente ha la meglio la Ternana. C’è tuttavia un problema: nella Serie B 2005/2006 le squadre retrocesse in C1 (la Lega Pro I e II Divisione non esistono per noi) sono Avellino, Cremonese, Catanzaro e proprio la Ternana. Un doppio passo indietro nel percorso calcistico di Jimenez che non vuole disputare una categoria che non reputa alla sua altezza, considerata troppo bassa e con poche speranze di crescita per la sua carriera calcistica.

 

Tutto ciò fece sorgere dei forti dissapori con la società umbra e ben presto Jimenez finisce fuori rosa dopo la sua decisione di intraprendere le vie legali intentando causa per mobbing. La situazione si risolve solo nel gennaio 2007, con il prestito oneroso alla Lazio, probabilmente suggerito da un altro cileno ex Lazio, Marcelo Salas che aveva esercitato un certo ascendente. Con i biancocelesti scende ben 16 volte in campo, trovando due volte la rete.

 

Al termine della stagione non viene riscattato, ma passa all’Inter con la formula del prestito con diritto di riscatto di metà cartellino, rinnovabile fino alla stagione 2011. A fine anno i neroazzurri acquistano la metà del cartellino, ma nella stagione successiva, complice anche il cambio in panchina, con Mourinho al posto di Mancini, Jimenez non trova spazio negli schemi del tecnico di Setùbal. L'Inter tuttavia decide di rinnovare la comproprietà del giocatore, salvo poi girarlo in prestito nell’estate del 2009 al West Ham, ai tempi allenato da Gianfranco Zola. L'esperienza negli Hammers si conclude però già a gennaio, con l'inevitabile ritorno a Milano.


Nemmeno il tempo di disfare le valigie che è già tempo di una nuova avventura: nell'ultimo giorno di mercato, si concretizza il suo passaggio al Parma, in prestito gratuito. Nel club emiliano non riesce ad incidere particolarmente, realizzando una sola rete in 12 gare disputate. A fine anno il calciatore è ancora conteso tra le due squadre comproprietarie del cartellino, l’Inter da una parte e la Ternana dall’altra, di nuovo. Non avendo ancora trovato un accordo per il cileno, sono costrette a ricorrere alla buste, di nuovo. E di nuovo la comproprietà si risolve a sorpresa in favore del club umbro, che lo riscatta per la cifra record di 3,2 milioni di euro, superando l'offerta nerazzurra di 1,8 milioni

 

Una follia per un club di Serie C e un danno per il giocatore, che a Milano avrebbe avuto un contratto da 10 milioni totali, contro i 110 mila euro a stagione dell'accordo con la Ternana. Un accordo rinnovato nel 2008, quando il club di Moratti chiuse con l'allora presidente della Ternana, Longarini (già, perché nel frattempo il club umbro è stato venduto a Deodati), per la comproprietà del fantasista. Per definire l'affare serviva il rinnovo del giocatore con gli umbri, che Jimenez firmò nonostante i molti dubbi: un errore imperdonabile.

 

Qui subentra un’altra questione ai limiti del regolamento sportivo: infatti il nuovo proprietario del club afferma che nell’accordo con Longarini per rilevare la società rossoverde non era previsto il cartellino di Jimenez che è trattato dalla vecchia proprietà, lavandosi le mani alla Ponzio Pilato, e in qualche modo affermando neanche tanto tra le righe che Jimenez è di proprietà di Longarini, anche se in Italia il regolamento federale non consente ad un singolo di detenere la proprietà del cartellino di un giocatore. Un calciatore “in affitto” insomma e, soprattutto, in balìa di un personaggio, Longarini, che ha scoperto di avere tra le mani la gallina dalle uova d’oro e, a suon di comproprietà, diritti di riscatto non esercitati dalle altre società e buste vinte, riesce a mettersi in tasca delle cifre considerevoli.

 

A sostegno di questa tesi, l'ex presidente Longarini chiede 8 milioni per il suo cartellino e continua a rifiutare le proposte che arrivano per il ragazzo. In estate sfumano prima il passaggio al Parma (che lo aveva avuto in prestito nella stagione precedente), poi quello al Villarreal dopo uno stucchevole gioco al rialzo dello stesso Longarini.
Da capitano della nazionale del Cile a emarginato in un club di terza serie. Ma nell'ultimo giorno di mercato viene girato, ovviamente in prestito con riscatto fissato a sette milioni al Cesena, neopromosso in Serie A. In Romagna il cileno riesce a dare spolvero alla sua classe, rendendosi protagonista di un’annata positiva condita da 9 reti, riuscendo a centrare l’obiettivo della salvezza per la società romagnola.
Per l'ennesima volta, sembrerebbe l'ambiente giusto per far decollare la propria carriera, trovando una certa continuità, ma il cileno, avvalendosi dell'articolo 17, si svincola dalla Ternana, ancora detentrice del suo cartellino, e rifiuta l'accordo che sembrava ormai raggiunto per la permanenza a Cesena.
Un po' a sorpresa, nel giugno 2011 firma quindi con l'Al-Ahli Dubai, e proprio in questa squadra milita per quattro stagioni, prima di trasferirsi all'Al-Nasr, sempre a Dubai.

 

A luglio 2016 ennesimo - ma forse non ultimo - cambio di casacca, stavolta all'Al-Arabi Doha, in Qatar.

 

La fuga di Luis Jimenez dall'Italia è considerabile una scelta decisamente più economica che sportiva, che lo ha costretto inevitabilmente ad uscire dal radar della propria nazionale, ma ha comunque chiuso definitivamente una vera e propria epopea che ha quasi dell'incredibile. Una prigione quindi è possibile, anche nel dorato mondo del calcio.

 

Autore: Andrea Longoni

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Commenti: 1
  • #1

    PieroB (lunedì, 21 novembre 2016 00:15)

    Interessante