Chi sono i peggiori giocatori della Juventus?

Si è soliti considerare la Juventus come squadra fortissima e vincente, specialmente dal 2000 in poi.

Con il nuovo millennio, gli scudetti vinti dalla squadra torinese sono ben 7, più due revocati in seguito alle decisioni seguite a Calciopoli.

 

Del Piero, Buffon, Nedved, Trezeguet, Camoranesi, Tevez, Pirlo, Marchisio e Chiellini sono solo alcuni dei calciatori che hanno vestito con successo la maglia juventina ed hanno contribuito a rimpinguare la già ricca bacheca di trofei di Madama.

 

Non tutte le ciambelle riescono col buco. Tradotto, anche la Juventus ha comprato giocatori non all'altezza delle aspettative del mantra di Boniperti: "vincere non è importante, ma è l'unica cosa che conta". A breve scopriremo chi ha deluso di più.

Nei miei articoli sono solito analizzare i giocatori migliori di un campionato o di una squadra (Catania e Siena per esempio), ma in questo caso ho deciso di spulciare le formazioni della Juventus tra il 2000 ed oggi, selezionando i giocatori che hanno giocato peggio durante la loro esperienza bianconera.

 

BIDONI ALLA RISCOSSA!

Non senza fatica, ho scelto 23 giocatori che avessero disputato almeno 3 partite con la Juventus, tra campionato e coppe.

Confesso che per il ruolo di portiere è stato veramente difficile trovare dei nomi, considerata la grande continuità di Buffon e la bravura dei secondi portieri dispiegati dalla squadra negli ultimi anni (Storari, Manninger e Neto su tutti). Non si offendano i due portieri scelti, ma qualcuno doveva pur essere inserito in formazione!

 

Lo schema di gioco scelto per rappresentare la Juve di inizio millennio è il 4-4-2, caro a Luigi Delneri, che dalle parti di Torino ha raccolto un misero 40% di vittorie, a fronte dell'attuale 69% di Allegri e del 67,5% di Conte e del quasi 65% di Capello.

Una stagione sola per Delneri nella Torino bianconera, ma sufficiente a garantirgli il posto di peggior allenatore juventino nel nuovo millennio.

Allenatore: Luigi Delneri.

In panchina: Chimenti (immeritatamente); Isla, Fresi, Molinaro; Baiocco, Almiron, Poulsen, Lanzafame, Krasic; Salas, Amauri, Anelka.

 

Alcuni dei nomi scelti sono esotici ed ai più giovani diranno poco, se non nulla. Altri evocano ben più recenti, ma non meno fragorosi tonfi che hanno coronato la loro militanza nella Juventus.

 

I TITOLARI

22. Emanuele Belardi (immeritatamente tra i peggiori), portiere italiano, nato ad Eboli e transitato nella Torino juventina tra il 2006 in B, come terzo portiere dietro Buffon e Mirante, poi come secondo al ritorno in Serie A. 5 presenze in A con un rigore centrale parato a Cassano e 4 in Coppa Italia, ma a Torino non ha mai convinto (a causa dei tanti gol subiti).

Calcisticamente legato alla Reggina, in maglia amaranto ha vissuto gli anni migliori della sua carriera, partendo dalla prima storica promozione avvenuta nel 1999. E' tornato sullo stretto nel 2012 in Serie B e nel 2015 in Prima Divisione.

Dopo essersi ritirato nell'estate del 2015, è ora consigliere del CONI in Campania.

Senza lode, senza infamia...

 

2. Marco Motta, terzino destro italiano, nato a Merate (LC) e cresciuto nell'Atalanta è una delle meteore più girovaghe della Juventus dell'ultimo decennio. Con alle spalle 42 presenze nella nazionale under 21, Motta arriva a Torino con gli onori della cronaca, anche grazie le ottime prestazioni alla Roma e all'Udinese, proprietaria del suo cartellino fino al 2010. Fortemente voluto da Delneri in quello stesso anno, totalizza 32 presenze nel suo primo anno alla Juventus.

L'approdo di Conte lo porta ai margini della rosa e da gennaio 2012 per Marco inizierà una serie di prestiti a Catania, Bologna e Genoa.

Tra il 2015 e il 2016 Motta ha accumulato due esperienze poco fortunate in Inghilterra al Watford e al Charlton, senza convincere.

E' attualmente svincolato, prometteva molto bene...

 

5. Jonathan Zebina, difensore francese, cresciuto nel Cannes ed approdato al Cagliari all'età di 20 anni. Enfant prodige del calcio transalpino in Italia, dopo due anni in Sardegna si trasferisce alla Roma,dove trascorre 4 anni arricchiti dalla vittoria dello scudetto e della Supercoppa italiana nel 2001.

Nel 2004 arriva a costo zero nella Juventus di Capello, dove disputa 6 campionati, mai da titolare e mai convincente. Viene ricordato per alcuni scatti d'ira, come una rissa con Ibrahimovic in allenamento e la scazzottata con un raccattapalle a Cagliari.

Dopo la fine della sua esperienza con la Juventus, giocherà a Brescia, Brest, Tolosa e Arles.

Tanta ira, poco rimpianto...

 

17. Armand Traoré, difensore senegalese, cresciuto nell'Arsenal ed arrivato alla Juventus in prestito oneroso, per seicentomila Euro. E' stato autore di poche presenze nella stagione 2010-2011, propiziando il pareggio del Chievoverona in un Chievo-Juventus, dove Armand giocò (malissimo) una manciata di minuti nel finale del match. Tornato in Inghilterra all'Arsenal ha poi vestito le maglie di QPR e Nottingham Forest, dove attualmente milita.

Se la Juve di Delneri non ha vinto, qualche motivo ci sarà pure stato...

 

28. "Athirson" Mazzoli de Oliveira, terzino sinistro brasiliano, giunto alla Juventus a costo zero a gennaio 2001, dopo una lunga querelle tra il suo procuratore ed il Flamengo, sua squadra di provenienza. Cinque presenze in Serie A e mai convincente, tanto da finire in prestito dal 2001 al 2004 al Flamengo e al CSKA Mosca.

Totalmente avulso dai piani societari, la Juve gli rescinde il contratto nell'ottobre del 2003, pagando persino una penale di 2,3 milioni di Euro!

Ad eccezione di due anni al Bayer Leverkusen tra il 2005 e il 2007, la carriera di Athirson è continuata anonima in Brasile e si chiude al Duque de Caxias nel 2012. E' attualmente allenatore del Sao Cristovao, squadra del campionato Carioca di Serie B.

Una promessa mai mantenuta...

 

25. Jorge Andres "Malaka" Martinez.

 

4. "Felipe Melo" de Carvalho, centrocampista brasiliano, campione di jiu jitsu e vale tudo (il moderno pancrazio) brasiliano. Giunto nel 2004 in Europa al Maiorca, gioca per due anni nel Racing Santander ed uno nell'Almeria, prima di essere ingaggiato per 8 milioni di Euro dalla Fiorentina nel 2008.

Nel luglio del 2009 la Juventus sborsa 25 milioni di Euro per pagare l'importo della clausola rescissoria che legava Felipe alla Fiorentina, scatenando l'ilarità dei tifosi viola, contenti di liberarsi di questo strano picchiatore sudamericano.

Alla Juve è un flop e nei due anni della sua permanenza in bianconero gioca da titolare, accumulando 3 espulsioni e disputerà un disastroso mondiale 2010 in Sudafrica.

Emigra al Galatasaray nel 2011, ma dopo 4 anni torna in Italia all'Inter, fortemente voluto da mister Mancini.

Il calcio non è per signorine, ma nemmeno per folli picchiatori...

 

30. "Tiago" Cardoso Mendes, centrocampista portoghese, elegante regista e mezzala. Dopo un ottimo inizio di carriera nel Benfica, viene ingaggiato dal primo Chelsea di Mourinho nel 2004, poi il passaggio all'Olympique Lione nel 2005, dove rimarrà per due stagioni.

Dal 2007 al gennaio 2010 veste la maglia juventina, alternando a buone prestazioni in Champions League delle clamorose uscite a vuoto in Serie A. Si ricorda un'espulsione in un Inter-Juventus per un doppio intervento killer su Muntari e Balotelli, oltre che la sua lentezza di esecuzione.

Il fabbro faccia il suo mestiere. Il pittore pure...

 

17bis. Eljero Elia.

 

11. Juan Esnaider, attaccante argentino, approdato alla Juventus nel gennaio 1999 per sostituire Del Piero, vittima di un brutto infortunio a Udine pochi mesi prima. Arriva a Torino dopo gloriosi anni nel Real e nell'Atletico Madrid, fallendo miseramente in tutte le occasioni in cui viene mandato in campo.

Torna a fine anno 2000 al Real Saragozza, dove contribuirà alla salvezza della squadra aragonese, vincendo peraltro una Copa del Rey. Nel 2005 termina la sua carriera al Newell's Old Boys di Rosario, in seguito ad impalpabili transiti a Porto, River Plate, Ajaccio e Real Murcia.

E' un allenatore di calcio, alquanto sfortunato, visto i fulminei esoneri a Cordoba (2013) e Getafe (2016).

Scegli il lavoro che ami e non lavorerai neppure un giorno in tutta la tua vita, diceva Confucio...

 

28bis e mancato 10. "Diego" Ribas da Cunha, trequartista brasiliano, il più grande flop della storia juventina recente. Un calciatore potenzialmente fenomenale, pagato 27 milioni di Euro al Werder Brema, reduce da un decimo posto in Bundesliga.

Dopo un inizio promettente ed un gol bellissimo alla Roma, Diego alterna buone prestazioni a match disastrosi, molto al di sotto della sufficienza. La saudade della Bundesliga (sì, nel 2010 si ipotizzò anche quel problema) e la scarsa applicazione dimostrata dal calciatore nell'apprendere il calcio italiano furono i motivi per cui la Juventus decise di cederlo nell'estate 2010 al Wolfsburg per 15,5 milioni di Euro.

Delusione cocente per i tifosi della Juventus, che vedevano in lui il nuovo Pelé, con cui condivideva la militanza nelle giovanili del Santos, assieme all'amico e "gemello" Robinho, fortunato protagonista di buone stagioni nel Milan.

 


LA PANCHINA

Sulla carta quasi più talento che nei titolari. Nella pratica risultati analoghi ai primi 11 elencati. Tra i nomi in panca spiccano Davide Lanzafame (accostato dall'ex Casiraghi a Cristiano Ronaldo) e Milos Krasic, meno deludente dei due esterni titolari, ma assolutamente rivedibile durante la sua permanenza juventina.

Completano il centrocampo l'impopolare Poulsen e la vecchia conoscenza di Calcio e Dintorni Almiron. In attacco Salas, Amauri e Anelka saranno ricordati come tre degli attaccanti più impalpabili in maglia juventina.

 

Presidente della squadra Giovanni Cobolli-Gigli. Direttore sportivo Alessio Secco, che nell'epoca successiva al "regno" di Moggi ha regalato alla Juventus momenti di puro terrore nel calciomercato. A cavallo tra i due primi decenni del nuovo millennio, Secco è riuscito ad inanellare una serie di acquisti completamente sbagliati, alcuni dei quali inspiegabili (Knezevic, Rinaudo Traoré).

 

 

MENZIONI SPECIALI

Mentre scartabellavo le formazioni della Juventus di inizio millennio, l'occhio mi è cascato su due giocatori che a Torino non sono riusciti a dimostrare il proprio valore. I tifosi bianconeri li ricorderanno con rammarico, poiché nelle poche apparizioni in maglia bianconera hanno fatto intravvedere dedizione e un potenziale non da tutti.

 

Il primo giocatore è Jorge Andrade, visto pochissime volte in campo, a causa di un terribile infortunio in un vittorioso Roma - Juventus per la squadra bianconera, nell'agosto 2009. L'investimento che la Juventus aveva fatto per acquistarlo (10 milioni di Euro) si è dissolto come una bolla di sapone, a causa della debolezza delle sue ginocchia. Chissà come sarebbe stata la Juventus del 2007 con Jorge Andrade dei tempi di Porto e Deportivo La Coruna...

 

Il secondo giocatore è Matteo Paro, centrocampista protagonista della Juventus in Serie B ed autore del primo gol dei bianconeri in cadetteria. Con le sue buone doti da regista, non fatica a ritagliarsi un ruolo da titolare, fino a metà stagione quando un infortunio lo bloccherà, favorendo l'ascesa del giovane della primavera Claudio Marchisio, diventato poi uno dei migliori centrocampisti italiani.

Al ritorno in Serie A, la Juventus cede Paro al Genoa, dapprima in comproprietà, poi a titolo definitivo su specifica richiesta di Gian Piero Gasperini, già suo mentore a Crotone.

Tra Genoa e Bari (tappa successiva) due gravi infortuni al legamento crociato del ginocchio, che gli precludono l'ascesa che avrebbe meritato in Serie A.

Da giugno 2016 è senza contratto, dopo aver conquistato la storica prima promozione del Crotone in Serie A. Talvolta il buongiorno non si vede dal mattino...

 

CONCLUSIONI

A Torino vincere è fondamentale. Da Trapattoni a Lippi, da Capello a Conte, gli allenatori capaci di portare trofei alla Juventus sono stati parecchi. La battuta di arresto dovuta a Calciopoli del 2006 è stata però difficile da riassorbire per la Juventus, che solo apparentemente - grazie ad un'agevole cavalcata in Serie B - è riuscita a tornare prontamente nella massima serie, ma non vincente.

Dal 2007 al 2010 la fretta di vincere ha portato Madama ad acquistare giocatori improponibili, pianificando campagne acquisti senza progettualità. 

 

Chi ha vinto tanto come la Juventus deve essere sempre pronto a ri-vincere, ma la storia insegna che è più importante far amalgamare nella propria squadra degli ottimi giocatori con i dovuti tempi, piuttosto che puntare su strane ed esotiche scommesse simili a quelle fatte dalla Juventus tra il 2007 e il 2010. Non a caso la maggioranza (13 su 23) dei peggiori giocatori della compagine bianconera di inizio millennio sono proprio stati acquistati durante quell'infausto periodo.

 

La rinnovata capacità della Juventus di vincere scudetti ed ottenere importanti piazzamenti in Champions League è dovuta alla scelta di nuovi dirigenti e allenatori provenienti da altre società, che dal 2011 hanno saputo saputo assemblare formazioni competitive sul fronte italiano (campionato e coppa Italia) ed europeo (semifinalista in Europa League nel 2014 e finalista di Champions League l'anno successivo).

E' proprio vero, alla Juventus bisogna solo vincere.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

Scrivi commento

Commenti: 1
  • #1

    piero (giovedì, 29 dicembre 2016 21:57)

    Ho particolarmente apprezzato i commenti finali : ben mirati e spiritosi. Ottima, come sempre, la qualità delle informazioni