Che fine ha fatto Mario Frick?

Esistono luoghi in cui il giuoco del calcio è una religione e uno stile di vita, dove è considerato sport nazionale e causa di livori, scontri ma anche di motivo di gioia e aggregazione, dove un ragazzino che si avvicina a questo mondo spinto dalla passione per un pallone di cuoio ha tutto, dalla mentalità alle strutture, dalla preparazione e professionalità degli allenatori ad un ambiente stimolante intorno a sé.

È il caso dei sudamericani che tirano due calci al pallone tra la povertà e un sogno di riscatto sociale e della creme del calcio europeo, dove si spera di fondare per trascorrere una vita da nababbi.

Se però nasci in uno sputo di terra tra Austria e Svizzera, con una popolazione totale inferiore a quella di Lissone (ridente località della provincia di Monza e Brianza, famosa per i suoi mobilifici), conosciuta per essere uno dei paradisi fiscali e caratterizzata dal più rigido segreto bancario al mondo, diventare calciatore non è di certo semplice.

Ma se hai le qualità necessarie diventare leggenda è un attimo.

Questo articolo è dedicato a Mario Frick, liechtensteinese classe 1974.

 

All'età di quattro anni inizia a militare nelle file del Balzers, una squadra semiprofessionistica con sede in Liechtenstein che partecipa al campionato di calcio svizzero e milita nella Prima Lega (equivalente della Serie D italiana). Nel 1990 debutta in prima squadra e nei quattro anni successivi fino al 1994 segna 49 gol in 121 partite. Predica nel deserto, insomma.

Frick è un centravanti vecchio stampo, forte fisicamente e dotato di un talento sopraffino. Le sue qualità non passano inosservate e Mario finisce a giocare in Svizzera a San Gallo, Basilea e Zurigo. 171 presenze, 60 gol, quasi un gol ogni tre partite.

Con le sue prestazioni riesce a conquistarsi un posto fisso in nazionale e diventa il perno dell’attacco del Liechtenstein.


Nel 2001 arriva la chiamata dell’Arezzo, che sborsa 950 mila euro, cifra record per un trasferimento in C1 e tuttora imbattuta. Si fa subito notare con 16 gol in 23 partite.

Questa valanga di gol all’esordio in Serie C1 gli vale il passaggio al Verona l’anno dopo, in serie A, dove rimarrà per una sola stagione e collezionerà 24 presenze e 7 gol, dopo i quali i tifosi scaligeri lo osannavano parafrasando il ritornello della canzone "La vie c'est fantastique" degli S.M.S. feat. REHB.

 

Nel 2002 passa alla Ternana e diventa un idolo dei tifosi rossoverdi del Liberati. 133 presenze e 47 gol. Nell’estate del 2006 viene acquistato dal Siena, che milita nella massima serie. 88 presenze e 13 gol. La media realizzativa non è più quella di prima e il Siena decide di non rinnovargli il contratto, così Mario torna al San Gallo dove rimane fino al 2011.
Inizia la fase calante della carriera di Frick. A San Gallo segna soltanto 5 gol in 41 partite così decide di passare al Grassopphers ma anche lì non va meglio, con un solo gol in otto partite disputate.

 

A questo punto Mario decide di tornare dove tutto era cominciato e nel luglio del 2011 all'età di 37 anni fa ritorno al Balzers nella prima divisione svizzera (campionato equivalente alla serie D italiana).


Tuttavia, è con la propria nazionale che Frick è balzato agli onori della cronaca. Mario con 16 reti è recordman nel Liechtenstein, non male per un giocatore che per cause di forza maggiore è costretto solo a disputare gli incontri di qualificazione per campionati Europei e Mondiali.

A fine carriera nel Balzers Mario si è ritagliato il ruolo di difensore centrale. Ha tagliato i capelli quasi a zero e si è caricato sulle spalle tutti i compagni più giovani, pochi dei quali sono veri professionisti.

 

Il ritiro di Mario Frick è avvenuto al termine della stagione 2015-16, all'età di 42 anni.

In Italia tuttora milita in Serie A un calciatore della nazionale del Liechtenstein (Marcel Buchel), ma gli amanti del calcio degli anni 2000 non potranno dimenticare Mario Frick, quando si parla di Liechtenstein.

 

La vie c’est fantastique... quando segna Mario Frick!

 

Autore: Andrea Longoni

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