Che fine ha fatto Gaizka Mendieta?

Il calcio mercato italiano ha avuto a fine degli anni 90’ una incredibile crescita delle spese per l’acquisto di campioni provenienti da tutto il mondo. Oltre alle milanesi ed alla Juventus, Roma, Parma e soprattutto la Lazio sembravano interessate a comprare i migliori giocatori disponibili sul mercato.

Il Giubileo dell’anno 2000 portò alla ribalta la Lazio, al tempo di proprietà della famiglia Cragnotti. Tra i tanti possedimenti di quella famiglia, spiccano la Cirio e la Del Monte, che saranno negli anni anche sponsor della squadra biancoceleste.

Nel 1999-2000 la squadra guidata da Sven Goran Eriksson riuscì a conseguire un triplete Scudetto - Coppa Italia e Supercoppa UEFA storico, grazie all’apporto di campioni del calibro di Marchegiani, Nesta, Sensini, Salas, Mancini, Mihajlovic, Simeone, Nedved, Veron, Stankovic, Almeyda, Lombardo, Simone Inzaghi, Fernando Couto e Sergio Conceiçao.

 

La Lazio dopo il triplete

La stagione 2000-2001 iniziò sotto i migliori auspici, con gli acquisti di Peruzzi, Crespo (costato 110 miliardi di lire), Claudio Lopez, Castroman e Poborsky e con la vittoria nella supercoppa italiana, ma finì con la diaspora di alcuni dei giocatori migliori di quella squadra, su tutti Nedved (alla Juventus per 80 miliardi, nonostante un fresco rinnovo di contratto con la Lazio) e Veron (al Manchester United per 85 miliardi).

 

Dopo Nedved? Mendieta

Per sostituire questi giocatori, Cragnotti acquistò un bidone amarcord, il più caro di tutta la Serie A.
A fine millennio il Valencia era stato capace di raggiungere ma perdere due finali consecutive di Champions League, rispettivamente contro il Real Madrid e il Bayern Monaco. Quello era il Valencia dello sponsor Terra Mitica sul petto, del platinatissimo portiere Canizares e dei vari Amedeo Carboni, Angloma, Kily Gonzales, Angulo, Gerard, Claudio "El Piojo" Lopez, guidati dal "Hombre vertical" Hector Cuper. Ma soprattutto, del capitano Gaizka Mendieta.

Si potrebbe definire un caso più unico che raro, un mistero forse ancora irrisolto e molti sapranno già il motivo.
Completo, dotato di grande visione di gioco, grande abilità negli inserimenti, fiuto del gol, freddezza dal dischetto e preciso sui calci di punizione. Un centrocampista totale a tutti gli effetti e uno dei migliori interpreti in quel ruolo, intorno al quale il club del murcielago costruì un impianto di gioco eccezionale. Insomma, la Lazio pensava di aver acquistato un centrocampista fortissimo tecnicamente, ben diverso come caratteristiche da Edgar Davids o Farinos.

 

La genesi di un bidone

Dopo le cessioni già citate in precedenza il conseguente indebolimento della squadra ed il malumore della piazza, Cragnotti fu costretto a correre i ripari, accontentando la tifoseria accaparrandosi il due volte miglior giocatore UEFA per 90 miliardi di Lire (cercatelo su transfermarkt, se non ci credete).

L'ingaggio? Ovviamente da capogiro, un quinquennale da 8 miliardi a stagione. Una particolarità: i dirigenti del club spagnolo, nel contratto di trasferimento, riuscirono ad inserire una clausola che impediva di cedere Mendieta al Real Madrid negli anni a venire. Se la Lazio non avesse tenuto fede a questa clausola avrebbe dovuto pagare una forte penale.

Il giorno della sua presentazione a Formello, Gaizka si lasciò andare alla seguente dichiarazione: "La Lazio sarà il mio Real". Carte alla mano nulla di trascendentale in quanto la Lazio ai tempi annoverava tra le proprie fila calciatori del calibro di Claudio Lopez, Sinisa Mihajlovic, Hernan Crespo, Alessandro Nesta e Diego Simeone. Ma la realtà fu ben diversa.

 

Menomale che c'è Carmina Mendieta...

Dino Zoff, tecnico dei biancocelesti sin da subito si pone il problema della collocazione del giocatore. Problema che si ripresenta anche con il nuovo tecnico, Zaccheroni. Lo spagnolo è irriconoscibile, gioca fuori ruolo e sbaglia tanto, quasi tutto. Alla fine del campionato 27 gettoni tra campionato e Champions League, zero gol. L'anno precedente erano state 13 le reti realizzate al Valencia, addirittura 19 due stagioni prima e 12 nel '99. Numeri impietosi, per colui che avrebbe dovuto essere il nuovo Nedved, la furia ceca.

Dopo solo una stagione in Italia, a Roma sono già stufi del basco e pensano a come sbarazzarsene. Per sua fortuna, gli rimane il sostegno della bella moglie Carmina Mendieta, che non lo abbandonerà.

 

Mendieta tra Liga e Premier

A fronte della clausola nel contratto prima citata, i biancocelesti piazzarono il giocatore in prestito al Barcellona. Si pensava che l'aria di Spagna potesse essere miracolosa per il buon Gaizka, il quale gioca una stagione non certo brillante, seppur migliore rispetto a quella con Lazio. Il Barcellona tuttavia non è quello dei giorni nostri. Chiude sesto in classifica, non si qualifica alla Champions League e decide di non riscattare Mendieta.

 

La crisi della Lazio

Intanto la Lazio sprofonda nella crisi economica in seguito al crack Cirio e deve liberarsi assolutamente di un ingaggio pesante come quello di Mendieta. Interviene il Middlesbrough che prende in prestito il giocatore. Gaizka nella mediocrità generale della squadra in qualche modo galleggia e si toglie anche la soddisfazione di vincere la Coppa di Lega 2003/04, primo trofeo assoluto del club. Proprio questo storico evento convince i dirigenti del Boro a riscattare il cartellino del giocatore per intero. Mendieta giocherà (sempre meno, per la verità) col Middlesbrough fino al 2008: 73 presenze in 4 anni e una finale di Coppa Uefa raggiunta. Per la Lazio un primo sospiro di sollievo con la cessione definitiva del giocatore in Inghilterra, anche se l'incubo Mendieta, sotto forme di rate ancora da pagare al Valencia, continua. Infatti, per saldare completamente il debito, la Lazio decide così di cedere agli spagnoli Stefano Fiore e Bernardo Corradi.

 

Mendieta abbandona il calcio

Lascia il mondo del calcio giocato continuando a seguire la Premier League come telecronista di Sky Sport ma la vera svolta arriva poco tempo dopo. Prima è protagonista di uno spot pubblicitario targato Valencia. Nel video, infatti, viene ritratto alla guida dell’autobus che porterà i tifosi del club spagnolo al Camp Nou per la semifinale di Coppa del Re contro il Barcellona e quando i sostenitori valenciani si accorgono che al volante c’è lui, gli riservano un’accoglienza da star.

 

Cosa fa oggi Gaizka Mendieta

Infine, notizia di poche settimane fa, ha deciso di indossare le cuffie e di trasformarsi di notte in DJ (sì, un disk jockey) nei migliori locali spagnoli e inglesi, riscuotendo un discreto successo. I tempi e i luoghi romani dei 90 miliardi sono molto lontani, in quanto Gaizka Mendieta oggi risiede a Yarm vicino Middlesbrough.


Escucha los mejores mixes y lo mejor in musica del momento, DJ Mendieta in the mix.

 

Autore: Andrea Longoni

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