Che fine ha fatto Eljero Elia?

Calciopoli ha sconvolto il calcio italiano, imponendo ad una squadre su tutti - la Juventus - una ricostruzione, vista la contemporanea cessione di talenti per motivi di bilancio.

Dei fasti di Berlino e della cavalcata vincente in Serie B della Juventus siamo tutti al corrente. Dei campioni rimasti a difendere i colori bianconeri, pure.

E dei flop? Beh si ricordano anche quelli...

Qualche tempo fa abbiamo parlato della Juventus appena tornata in Serie A nel 2007, rappresentata in positivo da Iaquinta: eroe mondiale e centravanti di tutto rispetto negli anni della ricostruzione.

 

Degli altri campioni del mondo sarebbe stato troppo facile parlare, perciò ci siamo spinti a trattare di un valido perno difensivo come Legrottaglie e di calciatori che ahimé per il popolo bianconero verranno ricordati in maniera alquanto sarcastica: Krasic, Martinez o Almiron.

Ci sarebbe anche Lanzafame e qui si toccano livelli di conoscenza della Juventus davvero elevati.

 

Tuttavia, all'appello manca ancora un giocatore, di cui i più appassionati si ricorderanno con raccapriccio: l'olandese Eljero Elia.

Nato il 13 febbraio 1987 in Olanda a Voorburg - ad un passo dalla capitale L'Aia - a meno di 19 anni è già titolare dell'ADO Den Haag nella Eredivisie olandese. Due stagioni da protagonista nella squadra della capitale olandese, poi il Twente di Enschede (città al confine con la Germania) dove avrà modo di debuttare sia in Coppa Uefa che in Champions League, prima di varcare lo stesso confine ed approdare al blasonato Amburgo di Bruno Labbadia.

 

Durante il periodo trascorso sul mare del Nord, Eljero sarà conosciuto in tutta Europa per le sue convincenti prestazioni, che gli varranno parecchie convocazioni nella nazionale olandese. Sarà proprio lui uno dei trascinatori della rappresentativa orange al mondiale in Sudafrica del 2010, dove verrà sconfitto solo in finale dalla Spagna di Xavi, Puyol, Casillas e Iniesta.

Dopo il mondiale, Elia sarà protagonista di un'altra buona stagione all'Amburgo, seppur costellata da infortuni muscolari.

 

Nell'estate 2011 Eljero Elia era una delle ali sinistre più promettenti in Europa.

In Italia si parla molto bene di lui e Antonio Conte - scelto nel 2011 come nuovo tecnico della Juventus - in quel periodo si interessa concretamente ad acquisire il talento olandese, che arriverà a fine del mercato estivo per 9 milioni di Euro.

Eljero giunge a Torino su esplicita richiesta del neo-allenatore ed è chiamato a svolgere lo stesso ruolo positivamente coperto nella nazionale, dove gioca ala sinistra a specchio con Dirk Kuyt (alto a destra).

 

Insieme a Milos Krasic (reduce da una prima stagione torinese alquanto altalenante), Elia è chiamato a formare una coppia di esterni dalle potenzialità di crescita mostruose e destinate a riportare la Juventus ad alti livelli. Sulla carta la Juventus ha una coppia di ali micidiale, ma i due insieme non giocheranno quasi mai, poiché tra campionato e Coppa Italia i due accumuleranno solo 14 presenze complessive (9 Krasic, 5 Elia), lasciando però spazio a Giaccherini, Pepe, Vidal ed Estigarribia, autori di un campionato gagliardo.

 

Anche in nazionale orange le cose non vanno bene, in quanto da fine 2011 Eljero non sarà più nella formazione tipo dell'Olanda, salvo poi essere richiamato in due sporadiche occasioni a fine 2012.

 

Nel luglio 2012, ripudiato da Conte e ai amato dai tifosi juventini, Elia si trasferisce per 7,5 milioni di Euro al Werder Brema, squadra che con Ailton e Klose aveva vissuto anni d'oro ad inizio millennio. Qualche problema fisico nella prima stagione, mentre nella seconda Eljero sembra tornare ai livelli del 2010.

 

In maglia verde inizierà anche la terza stagione, avvenimento nuovo per lui, ma a gennaio 2015 passerà agli inglesi del Southampton, fortemente voluto da Roy "Rambo" Koeman. Dodici presenze e una doppietta a Newcastle: tutto qui. A giugno Eljero non verrà riscattato, ma il Feyenoord deciderà di tesserarlo, nella speranza di ricostruire con il ritornante Dirk Kuyt quella tostissima coppia di ali che nel 2010 aveva sfiorato la vittoria del Mondiale sudafricano con la nazionale dei Paesi Bassi.

 

A Rotterdam buone prestazioni e un posto da titolare quasi sempre garantito.

Tuttavia, le sue notorie intemperanze caratteriali lo hanno riportato agli onori delle cronache ad inizio marzo 2016 per una rissa in discoteca, con conseguente arresto.

Un epilogo negativo di stagione per un giocatore che in Olanda era riuscito a ritrovarsi e chissà... aveva finalmente trovato la sua dimensione calcistica all'alba dei 29 anni.

 

Nella stagione successiva, Ejero ha disputato buone prestazioni con la maglia del Feyenoord, anche in Europa League.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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Commenti: 1
  • #1

    cuore bianconero (domenica, 19 marzo 2017 12:30)

    giocatore scarso, in olanda solo davids abbiamo trovato buono