Che fine ha fatto Nicola Legrottaglie?

Dalla Grecia (antica) a Bari la distanza è poca. Dalla bellezza del Doriforo (guerriero armato di lancia) di Policleto ai calciatori metrosessuali della Serie A la distanza è forse ancora minore.

I tratti comuni sono i muscoli, l'espressione da belli e impossibili e la vanità, ottenuta per acclamazione sul campo di battaglia, sia esso il terreno di conquista delle poleis greche o il ben più moderno stadio italiano del ventunesimo secolo.

Al tempo del Doriforo, i Media non esistevano, ma la fama del grande guerriero si propagava in tutta l'Acaia, seguendo le strade della prima maratona e gungendo fino all'Anatolia (odierna Turchia) e alla Magna Grecia (odierno mezzogiorno italiano).

Al giorno d'oggi, gli amanti del pallone conoscono tutta la formazione di una squadra, mentre le fan più accanite solo il nome di alcuni giocatori e guarda caso, solo dei più bellocci e fisicamente più scolpiti.

 

Ad inizio anni 2000 - e più precisamente nel 2001- una squadra su tutte si era resa famosa ai più in Serie A: il ChievoVerona.

Gli appassionati ricorderanno tutta la formazione e le prime riserve della squadra: Lupatelli, Moro, D'Angelo, D'Anna, Lanna, Manfredini, Corini, Perrotta, Luciano-Eriberto, Corradi e Marazzina, con i possibili subentranti Beghetto, Simone Barone (sì, il futuro campione del mondo!) e Nicola Legrottaglie.

 

Le appassionate del gossip avranno ora riconosciuto due protagonisti delle cronache rosa. Il primo è Bernardo Corradi, partner di una bellissima soubrette italiana, mentre il secondo è un autentico adone del ventunesimo secolo: Nicola Legrottaglie, protagonista dell'articolo.

 

Proprio come il Doriforo, Nicola nasce in un paese nelle vicinanze del mar Mediterraneo meridionale, ma a differenza dell'atavico predecessore Nicola è nato nella ridente Gioia del Colle, ad un passo da Bari nel 1976. Proprio in questa società muove i suoi primi passi nel mondo nel calcio nel 1995-1996, anno in cui viene aggregato alla prima squadra (dove militavano Alberto Fontana, Kennet Andersson e Igor Protti) senza mai scendere in campo.

 

Le prime esperienze nel mondo professionistico sono in Serie C1, a Pistoia e a Prato, poi l'interesse del Chievo in Serie B nel 1998. Un anno e mezzo di alti e bassi e pronto ritorno in prestito in Serie C1 alla Reggiana e al Modena, dove nel 2000-2001 diventerà un solido difensore, pronto per calcare i grandi palcoscenici italiani. Vista la sua eleganza negli interventi difensivi, mister Gianni De Biasi lo soprannomina "Duca".

Nell'estate 2001, ritorna al Chievoverona promosso in Serie A per la prima volta nella sua storia e per Legrottaglie si aprono le porte della notorietà e la chance di farsi conoscere sulle copertine dei giornali scandalistici. Primo anno di Serie A visto dalla panchina, ma con 13 presenze e 2 gol all'attivo: ottimo bottino per un difensore alla prima esperienza nel massimo campionato.

 

Le poche ma convincenti prestazioni della prima stagione clivense in Serie A lo promuovono titolare, superando nelle gerarchie l'esperto Maurizio D'Angelo, da 12 anni giocatore del Chievo e grande protagonista della scalata della squadra nel più celebre campionato italiano.

Stagione convincente, con trenta partite, quattro reti all'attivo e debutto in Nazionale in un'amichevole tra Italia e Turchia. Poi altre tre partite ed un gol in azzurro: insomma, una stagione indimenticabile!

 

A giugno 2003, tutte le squadre dell'alta classifica della Serie A erano interessate a Nicola Legrottaglie e le fan cominciavano a dimostrare il loro interesse verso la bellezza del calciatore, che stava consolidandosi come colonna della nazionale italiana.

 

Fu così che nell'estate 2003 la Juventus riuscì ad accaparrarsi le prestazioni del roccioso difensore pugliese per 7 milioni di Euro, superando l'interesse della Roma, che lo seguiva da ancor più anni rispetto a Madama.

Il Duca è pronto per Torino, per giocare nella Juventus, ma anche per godersi appieno la vita notturna del capoluogo piemontese. Alcuni infortuni - acuiti da alcuni eccessi goderecci - limiteranno le sue performance in maglia bianconera e Nicola sarà eletto come peggior giocatore del campionato italiano 2002-2003, giudicandosi lo sgradito riconoscimento di "Bidone d'oro" di Radio2.

 

Talento svanito e popolarità tra le rappresentanti del gentil sesso alle stelle. La dirigenza juventina si dimostra contrariata dell'atteggiamento di Nicola e lo manda in prestito per una stagione e mezza tra Bologna e Siena (mentre la Juventus si aggiudicava due scudetti).

Nel 2006 a Siena avviene l'incontro che cambia la vita di Legrottaglie e stranamente non è con una donna. Tomas Guzman - paraguaiano in prestito al Siena dalla Juventus (coincidenza?) - è un Atleta di Cristo e parla a Nicola in merito ai dettami religiosi della Chiesa Pentecostale che egli stesso segue, nel rispetto della figura di Gesù.

Le parole del compagno sudamericano fanno riflettere l'ormai ex playboy e lo convincono a comportarsi con estremo impegno sia in campo, sia fuori dal campo.

 

L'occasione per Nicola arriva nell'estate 2006, con la Juventus - che ancora detiene il suo cartellino - che lo reintegra in rosa per la prima storica stagione in Serie B. Benché partito come riserva, Legrottaglie dimostra impegno e nel momento di difficoltà della Juventus (dovuto ai numerosi infortuni), riesce a ritagliarsi un ruolo di rilievo nelle ultime giornate del campionato.

Juventus promossa, e mister Claudio Ranieri crede nelle doti di Legrottaglie, che si guadagnerà il ruolo di titolare nella stagione 2007-2008 e nel 2008-2009, anche in Champions League. Nell'estate del 2009 parteciperà alla Confederations Cup, scendendo in campo nell'unica vittoriosa partita contro gli Stati Uniti (3-1).

 

Dopo una buona stagione nel 2009-2010 ed un inizio di stagione successiva da comprimario, a gennaio 2011 Legrottaglie si trasferisce al Milan, in emergenza difensiva. Esperienza incolore, condita da una sola presenza rovinata da un trauma frontale ottenuto in uno scontro contro il laziale Libor Kozak.

Scaduto il contratto con il Milan, ad agosto 2011 il Catania lo ingaggia con un contratto biennale, che verrà poi esteso fino all'estate del 2014. Nella città etnea non fa in tempo ad incontrarsi con El Malaka Jorge Martinez, ma in compenso accumulerà 80 presenze e 8 gol tra campionato e coppe.

 

Finita l'esperienza con il Catania, il Bari lo richiama per diventare allenatore degli allievi nazionali, dopodichè ritornerà in Sicilia alla guida dell'Akragas di Agrigento. Si concederà il lusso di far ingaggiare l'amico dai tempi della Juventus, poi compagno anche a Catania Sergio Bernardo Almiron e fino a fine 2015 sarà suo allenatore.

 

Complici gli scarsi risultati della squadra, Nicola Legrottaglie si dimette da allenatore il 17 gennaio 2016, proprio mentre l'amico Almiron diventa coordinatore dell'area tecnica della formazione girgentina.

 

Donne ed amanti del gossip: un tempo conoscevate Nicola Legrottaglie per la sua bellezza e le sue avventure festaiole, ma dopo questo articolo sarete in grado di apprezzarlo anche dal punto di vista tecnico ed umano!

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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