Che fine ha fatto Domenico Giampà?

La ferita risana, la cicatrice resta (Lucio Anneo Seneca).

 

Ad inizio anni 2000’ il movimento calcistico del mezzogiorno italiano ebbe una rinascita, dovuta alla vitalità espressa da squadre come Lecce, Reggina, Palermo, Catania e Messina, che trascorsero parecchie stagioni in Serie A in qualità di temibili outsider delle grandi. In particolar modo, il Messina dimostrò di essere squadra molto tosta nel periodo compreso tra il 2004 e il 2007. Assente dalla massima serie dal 1965 (conquistata per la prima volta nel 1963), il Messina nel 2004 era pronto  ad affrontare il suo terzo campionato si Serie A. In città, entusiasmo alle stelle, come testimoniato dai ben 25.000 abbonamenti sottoscritti.

La rosa della squadra non era certamente di seconda fascia ed annoverava talenti del calibro dei bomber Arturo Di Napoli e Nicola Amoruso del portiere Marco Storari, dei difensori Aronica, Zoro, Parisi, Rezaei, e degli emergenti Donati e Yanagisawa (giapponese). Molti di questi giocatori hanno conquistato negli anni persino palcoscenici di grande lustro, come la Champions League e la propria nazionale.

Insieme a questi giocatori, due nomi diventeranno leggende del calcio dello stretto: Salvatore Sullo (che a fine 2004 scoprirà di essere vittima di un tumore, risoltosi alcuni mesi dopo) e Domenico Giampà.

In particolare, Domenico “Mimmo” Giampà nato il 15 febbraio 1977 a Girifalco in provincia di Catanzaro è diventato famoso alle cronache “horror” del calcio europeo per un terrificante taglio sulla coscia.
Centrocampista esterno dotato di una falcata gagliarda e con discreto senso del gol, Giampà esordì nel 1995 nel Catanzaro, per poi essere ceduto nella vicina Crotone dove tra il 1996 e il 2002 accumulò 168 presenze coronate da 6 gol, tra Serie D, C2, C1 e B. Nel 1998-99 fu prestato alla Lucchese (all’ultima stagione in Serie B della sua lunga tradizione), senza essere riscattato a causa della retrocessione in C1 della squadra toscana.
Tra il 2002 e il 2004, Domenico giocherà nella Ternana in Serie B. A gennaio 2004 avvenne la chiamata dell’ambizioso Messina di proprietà della famiglia Franza, in piena lotta – poi vinta – per la promozione in Serie A.

 

Domenico Giampà divenne colonna di quel Messina Peloro pre-rinascita ed il suo nome è associato ad uno dei peggiori infortuni di sempre nel calcio italiano. Durante Messina-Lecce del 24 ottobre 2004, valevole per la settima giornata di campionato della stagione 2004/2005, Domenico rimediò un taglio alla gamba alquanto singolare.

In competizione per una palla lunga con Erminio Rullo e non distante dalla linea di fondo avversaria, Giampà finì rovinosamente sui cartelloni pubblicitari, con frammenti della struttura che gli penetrarono in profondità nella coscia: un vero e proprio squarcio da macelleria.
Poiché non si accorse subito della gravità dell’infortunio, Mimmo si rialzò prontamente, segnalando alla panchina la sua disponibilità a rientrare immediatamente sul terreno di gioco. In una frazione di secondo il dolore si acuì e Giampà cadde, chiedendo aiuto. Immediato ricovero all’ospedale e 147 punti di sutura applicati su un taglio profondo 20 centimetri.


Infortunio mestamente spettacolare, che ha attirato le principali testate europee che narrarono l’accadimento con titoli come: “terrible injury of Domenico Giampà”, mentre in Italia ci si interrogava sul perché i cartelloni pubblicitari fossero così vicini al campo di gioco del San Filippo di Messina, tanto che persino la magistratura aprì un’inchiesta in merito.
Giampà rientrò in campo prima di fine della stagione 2004-2005, che il Messina concluse con uno storico settimo posto, ai margini della zona Uefa.


Dopo un’altra mezza stagione sullo stretto, nel mercato invernale del 2006 avvenne il suo trasferimento all’Ascoli, dove giocò la seconda parte della stagione e tutta la successiva annata, conclusasi con una retrocessione e il trasferimento al Modena nell’estate 2007. Sulla via Emilia rimase fino all’inizio del 2012, salvo una breve parentesi alla Salernitana nei primi mesi del 2008.


Il lungo periodo di Serie B terminò a gennaio 2012, quando l’amore per la città natale lo ricondusse a Catanzaro (dove ritrova come allenatore l'ex compagno Francesco "Ciccio" Cozza, bandiera della Reggina), in Seconda Divisione (equivalente della Serie C2). Lì riuscì a farsi notare per delle ottime prestazioni, che gli valsero la chiamata del Como nel settembre di quello stesso anno.
Dopo una stagione in riva al lago di Como avvenne il suo ritorno al sud alla Paganese, per un’esperienza sfortunata, conclusasi ad inizio 2013, data del suo trasferimento nella Vigor Lamezia, squadra della provincia di Catanzaro. Dal 2014 il ritorno – ormai eterno e di nietzschiana memoria – a Catanzaro, nella città in cui Mimmo è nato e cresciuto.

Oggi Mimmo compie 39 anni, è ancora un veloce centrocampista, che tutti ricordano per quell’evidente infortunio con conseguente cicatrice, occorsogli in un caldo pomeriggio a Messina.
Rivedremo Domenico Giampà a Catanzaro l’anno prossimo?

 

Autore: Riccardo Vincelli

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