Ho trovato un Lucarelli coerente!

Città di tradizione marittima ed abitata da gente ruvida, Livorno è la patria ideale di coloro che amano il calcio tosto, più che i vezzi dei calciatori dai piedi buoni, di coloro che amano l'indomito spirito di sacrificio, rispetto ai fronzoli del calcio champagne delle Coppe Europee. Comprensibile, visto che stiamo parlando di una città di mare, indissolubilmente legata alla sua curva, schierata con l'estrema sinistra politica.

 

Osvaldo Jaconi, allenatore dal 2000 al 2002, disse questa frase sui labronici: "Livorno è una piazza particolare, la gente non vuole campioni, ma uomini veri, disposti a sposare una causa". E la causa di metà anni 2000 era rimanere in Serie A, giocando un calcio vigoroso!

 

Nell'estate del 2004, mentre le località del mar Tirreno circostante Livorno da Calambrone a Tirrenia erano affollatissime di turisti, la dirigenza delle squadra stava allestendo una valida formazione per affrontare con grande coraggio le compagini più forti della massima serie. Furono scelti giocatori esperti, accompagnati da qualche nuovo volto della Serie A: Amelia, Galante, Jorge Vargas, Balleri, Grandoni, Pfertzel, Vigiani, Vidigal, Ruotolo, Cordova, Danilevicius, PaulinhoProtti (già cannoniere in A, B e C) e su tutti i fratelli Cristiano e Alessandro Lucarelli.

 

Il primo, noto per aver scritto il libro Tenetevi il miliardo era un attaccante potente e autore nell'annata precedente di un'ottima stagione in Serie B , di cui non divenne capocannoniere solo perché in quell campionato militava il futuro campione del Mondo Luca Toni.

Il secondo, difensore girovago in tutta la carriera, proveniva dalla Fiorentina neopromossa in Serie A ed era al ritorno in massima serie, dopo due stagioni - alternate da una retrocessione - a Piacenza.

 

Una famiglia in vetrina, un fratello al comando (Cristiano) ed uno in crescita e destinato a diventare un futuro leader (Alessandro). Con questi uomini al timone, il fiuto realizzativo di Igor Protti (già cannoniere nei campionati di A, B e C) e grande tenacia, il Livorno riuscì a raggiungere un brillante nono posto in classifica a fine stagione.

 

Una delle ragioni del successo del Livorno di quella stagione è stata indubbiamente la presenza di Cristiano Lucarelli, calciatore che nel 2003 indossava la maglia del Torino e veniva da una stagione con un unico gol, culminata con la retrocessione in cadetteria della squadra piemontese.

Come già anticipato, anche il Livorno era in Serie B in quella stagione, benché con un blasone e monte ingaggi differente rispetto al Torino. Nonostante questa disparità di ingagggio e fama, Cristiano scelse di giocare nella squadra della sua città, diventando uomo simbolo e conquistandosi il ritorno in Serie A.

Ottenuto questo onore, Lucarelli scrisse il libro Tenetevi il miliardo insieme al suo procuratore Carlo Pallavicino, affermando in esso: "Ci sono giocatori che con i soldi guadagnati si comprano lo yacht, una Ferrari, una villa al mare. Ecco io con questi soldi mi ci sono comprato la maglia del Livorno"Si ricordi questa affermazione.

 

Dal 2005 al 2007, Alessandro giocherà nella Reggina, ottenendo due salvezze (meravigliosa la seconda, ottenuta nonostante gli 11 punti di penalizzazioni inflitti nel post-Calciopoli), mentre Cristiano consoliderà il suo ruolo da campione, trascinando il Livorno fino ai sedicesimi di Coppa Uefa nel 2006-07.

 

Nel 2007, Alessandro giocherà per il Genoa neopromosso in A, mentre a Cristiano verrà proposto di giocare in Champions League in una ricca squadra ucraina (lo Shakhtar Donetsk) che in quegli anni stava emergendo, grazie ai numerosi brasiliani ed ai petroldollari di cui disponeva. Questi due ingredienti fecero la differenza per Cristiano Lucarelli per cambiare squadra.

 

Ma Lucarelli non aveva giurato eterno amore al Livorno, rinunciando a un miliardo di lire? Forse preveriva la Grivnia, ovvero la valuta ucraina...

Fatto sta che Cristiano viene acquistato per 9 milioni di Euro dallo Shakhtar, con un ingaggio pattuito di 3 milioni di Euro annui, equivalenti a sei miliardi di lire: sei volte la cifra a cui aveva rinunciato pochi anni prima. Scelta poco coerente, benché l'esperienza di Lucarelli durerà pochi mesi.

A gennaio 2008, Cristiano farà ritorno in Italia al Parma ed i tifosi labronici lo accoglieranno al grido di "mercenario", durante il primo scontro tra l'attuale e passata squadra del centravanti.

 

Stagione disastrosa per il Parma, che retrocederà in Serie B, ma ad inizio 2008-2009 i fratelli Lucarelli si ritroveranno compagni di squadra in terra ducale. Promozione in A nel 2009-2010, poi lite tra Cristiano e la tifoseria e passaggio al Napoli la stagione successiva. Lì giocherà - pochissimo - per due stagioni, prima di appendere gli scarpini al chiodo.

 

Negli stessi anni, Alessandro Lucarelli diventa bandiera della squadra ducale, guidandola da vero leader e poi da capitano dapprima verso la Serie A, poi a salvezze abbastanza tranquille. Tutto sereno per lui, fino all'estate del 2014, quando il presidente del Parma Tommaso Ghirardi comunica la sua volontà di abbandonare la squadra e di "non versare più nemmeno un Euro per il pagamento degli stpendi della squadra". Nonostante i numerosi litigi con il direttore sportivo Pietro Leonardi, Alessandro si pone a capo della rivolta contro la società e chiede a tutti i compagni di squadra di non metterla in mora, per evitare che le duecento famiglie gravitanti attorno al Parma (dai magazzinieri, ai preparatori) non perdessero i crediti che i propri familiari vantavano nei confronti della società.

 

Solo alcuni calciatori, tra cui CassanoLodi e pochi altri decidono di mettere in mora il Parma, ma la maggior parte seguirà la scelta di Alessandro (e Massimo Gobbi) di non mettere in ulteriore difficoltà la squadra per le ragioni citate sopra. Le vicende precipiteranno non appena verrà scoperto il tentativo di truffa da parte di Giampietro Manenti, faccendiere che aveva millantato di avere 30 milioni di Euro in un conto sloveno. Soldi che non esistevano, in quanto lo stesso presidente - che aveva rilevato la società dal petroliere albanese Rezart Taçi per 1 Euro - stava cercando di riciclare denaro proveniente da attività illecite.

 

Finita la stagione 2014-15 con il fallimento del Parma, tutti i calciatori si ritrovano svincolati, ma Alessandro Lucarelli persevera nel suo ruolo di leader della squadra, anche adesso che è in Serie D.

L'attaccamento dimostrato da Alessandro Lucarelli è emblema della perseveranza nel sostenere la squadra che si ama e la gente che sostiene tutta la società, dal fornitore del materiale sportivo, fino all'addetto ai tornelli. La sua vicinanza alla squadra è stata tale da permettere ai giovani - sconosciuti - che ora compongono il Parma calcio di tornare ai vertici di un campionato, seppure dilettantistico, come la D italiana.

Poche parole, tanto rispetto per tutti i componenti della società, ad eccezione dei presidenti e del direttore sportivo del 2014-2015, che hanno dimostrato poco rispetto verso le persone che lavoravano per la squadra.

Curiosità: qualora il Parma fosse promosso al termine della stagione in corso in Serie C ed Alessandro Lucarelli realizzasse almeno un gol in quella categoria, sarebbe il primo difensore - e secondo giocatore dopo Lorenzo Pasciuti del Carpi - ad aver realizzato almeno un gol nei quattro principali campionati italiani con la stessa squadra.

 

Da parte di CALCIO e DINTORNI massimo sostegno alla possibile impresa realizzativa ed alla coerenza di Alessandro Lucarelli!

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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Commenti: 3
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