Che fine ha fatto Milos Krasic?

Una saetta nei campi della allora Jugoslavia, poi implacabile martello del CSKA Mosca, vincitore di una Coppa Uefa.

 

Poi la Juventus, ad inizio anni 2010', ovvero l'inizio - dapprima incerto - della Belle Epoque della Vecchia Signora.

 

Per chi se lo fosse dimenticato, Milos Krasic è un'ala destra con doti di corsa nettamentre superiori alla media, unite a buone doti di cross ed a un piede destro capace di trafiggere per ben 8 volte i portieri italiani in quaranta di match durante una stagione e mezza a Torino. 

Complice una plateale simulazione a Bologna e una debolezza nel reagire alle critiche, viene ricordato da molti tifosi più per questi demeriti piuttosto che per le buone prestazioni che fornì nella sua prima stagione juventina (che concluse con 7 gol in campionato e 2 nelle coppe).

 

L'approdo di Antonio Conte e la conseguente fine della balbuzie calcistica di Madama post-calciopoli videro Milos mano a mano escluso da Conte, complici l'esplosione di Arturo Vidal ed il cambio di modulo (da 4-2-4 a 4-3-3). Il 2011-12 culminò con la vittoria dello scudetto da parte della Juventus, ma Krasic scese in campo solo in 7 occasioni e fu autore di un gol fortuito contro il Catania al Massimino.

 

Ad agosto 2012 avvenne la cessione al Fenerbahçe, squadra turca ambiziosa e da alcuni anni approdo per alcuni ex protagonisti del campionato italiano (Appiah, Emre, Diego e Kjaer).  Milos trova una squadra ben organizzata, disposta da Aykut Kocaman con un 4-4-2 a lui congeniale e foriero di una semifinale di Europa League, persa contro il Benfica.

Ventisette presenze tra campionato e coppe, cambio di allenatore (Ersun Yanal) nell'estate del 2013 e cessione in prestito al Bastia per un'annata da comparsa. Mesto ritorno nell'estate 2014 a Istanbul, dove il nuovo allenatore Ismail Kartal non dimostrò considerazione nei suoi riguardi e stagione fuori rosa, trascorsa nel Fenerbahçe riserve.

 

Nessuna chance di giocare nemmeno nel 2015, nonostante l'approdo di Vitor Pereira (reduce da una grande stagione alla guida del Porto). Seguì una cessione a fine agosto 2015 ai polacchi del Lechia Gdansk, squadra di media classifica nella Ekstraklasa polacca e con un giocatori più che meteore del campionato italiano (Chrapek, Haraslin e Peszko).

 

L'inizio dell'esperienza di Krasic al Lechia è stato alquanto traumatico, a causa di due cambi di allenatore a fine 2015 e qualche problema di ambientamento.

 

La sessione di mercato invernale ha visto il ritorno di fiamma da parte del suo mentore italiano - Luigi Delneri - al tempo allenatore dell'Hellas Verona, ultimo in Serie A. Il matrimonio con la squadra italiana non è avvenuto, ma da inizi 2016, Milos è diventato titolare nel Lechia Gdansk, dove milita tuttora.

 

Recentemente si è tornati a parlare di Krasic, in quanto lo stesso ha rilasciato alcune dichiarazioni di amore verso il calcio italiano, dichiarandosi disponibile a tornare in Italia persino a piedi! Aspetta e spera...

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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Commenti: 4
  • #1

    Roman da Varsavia (giovedì, 14 gennaio 2016 21:34)

    Ero sorpreso quando Krasic e' arrivato a Gdańsk. Ricordo lo dalla Juve e CSKA. Sapevo che lui non era in buona forma di sport ma pensavo che il talento e lun lavoro un po sono abbastanza al successo, come Ljuboja a Legia. Putroppo Krasic non mostrava niente in Polonia e un allenatore di Lechia preferiva altri giocatori.
    Penso che lui sara sempre un talento sprecato.
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    Sempre (L)egia!

  • #2

    Gian (giovedì, 14 gennaio 2016 21:39)

    Poteva essere un grande giocatore, ma non è riuscito a confermarsi negli anni: talento sprecato, hai proprio ragione Roman!

  • #3

    Lucas (lunedì, 06 marzo 2017 09:37)

    non capiva una parola di italiano ma correva tanto... doveva impegnarsi di più per rimanere nella Juventus

  • #4

    . (mercoledì, 29 novembre 2017 23:26)

    Ha simulato a Bologna e da lì ha fatto una figura da pagliaccio. Assomigliava a Nedved solo per il colore dei capelli, perché Nedved simulava meglio