Che fine ha fatto José Altafini?

José Altafini in un'immagine di repertorio
José Altafini in un'immagine di repertorio

"Che golaço!" "Incredibile amici!"

Diciotto anni di militanza nel campionato di Serie A italiana, quasi il doppio come opinionista in televisione. Questo è il pedigree di José João Altafini, campione del mondo a poco meno di 20 anni con il Brasile nel 1958, poi giocatore della nazionale italiana nel Mondiale del Cile 1962.

Un grande calciatore, apprezzato dal gentil sesso, ma soprattutto un commentatore calcistico di livello assoluto, sia in radio che in televisione. La sua eloquenza ed accento portoghese lo hanno reso famoso negli anni delle telecronache su Sky TV e su RTL 102.5, ma da inizio anni 2010 la sua presenza televisiva è nettamente diminuita.

leggi di più 0 Commenti

La fu Steaua Bucarest

Tra le 24 squadre qualificate alla fase ad eliminazione diretta di UEFA Europa League, la seconda competizione continentale per club, c’è una squadra rumena chiamata FCSB. Molti obietteranno dicendo che si tratta dell’acronimo del Football Club Steaua Bucarest, ovvero la squadra più prestigiosa, la “Juventus” di Romania, potendo contare in bacheca 26 campionati, 22 coppe di Romania, 6 Supercoppe nazionali e, soprattutto, la Coppa dei Campioni del 1985/86 vinta contro il Barcellona. Si dice, infatti, che in Romania la metà degli appassionati di calcio tifi per la Steaua Bucarest. E in effetti, per seguito e prestigio ottenuto negli anni, la Steaua è una delle più grosse società di calcio dell’Europa balcanica. Riprendendo, però, il discorso iniziale l’associazione tra FCSB e la Steaua Bucarest non è così pacifica. Il contesto, come detto, è il calcio dell’Europa dell’Est, caratterizzato da diversi contrasti, con squadre fortissime, in alcuni casi vere e proprie corazzate, che per diversi motivi, legati soprattutto all’instabilità politica della regione, non hanno mai raccolto quanto avrebbero meritato. Oltre alla peculiarità di predicare un calcio più legato a fini estetici che efficace. E nel campionato delle potenzialità sprecate, la Steaua Bucarest primeggia. La squadra che fu di Gheorghe Hagi, il Maradona dei Carpazi, così come la conoscevamo noi non esiste più. Il motivo? Il nome, appunto. Ma andiamo per gradi.

leggi di più 0 Commenti

Chi sono i peggiori giocatori dell'Inter?

L'Inter è la squadra che dopo la Juventus ha vinto più campionati italiani nel nuovo millennio. In seguito alle sentenze di Calciopoli, la squadra nerazzurra ha inanellato una serie di vittorie impressionanti, culminate con la  Champions League 2010, parte del triplete firmato Mourinho.

 

Zanetti, Julio Cesar, Milito, Eto'o, Sneijder, Stankovic, Samuel, Lucio e Cambiasso sono alcuni dei migliori giocatori di quella squadra, che a fine anni 2000' ha riempito la bacheca di trofei dell'Inter, rinverdendo i fasti del passato ormai non tano recente. L'Inter degli anni 2010' è apparsa più altalenante e meno concreta rispetto a quella di pochi anni prima e ciò è dimostrato dai piazzamenti mediocri in campionato ed alle mancate qualificazioni alle coppe europee.

La colpa delle scarse performance di quegli anni è imputabile allo scarso talento di alcuni calciatori della rosa, decisamente non altezza delle ambizioni della squadra meneghina.

leggi di più 1 Commenti

Che fine ha fatto Mauro Esposito?

Mauro Esposito ai tempi del Cagliari
Mauro Esposito ai tempi del Cagliari

Esistono calciatori di provincia che avrebbero potuto spiccare il volo verso l'olimpo dei più grandi.

Alcuni di essi hanno avuto grande fama per poco tempo, ma facendo il passo più lungo della gamba hanno finito per ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.
Ecco a voi, dallo spogliatoio al dimenticatoio Mauro Esposito, attaccante di Torre del Greco, protagonista di un pezzo di storia del Cagliari (199 presenze e 58 gol tra il 2001 e il 2007). In Sardegna, Mauro ha conquistato una promozione in serie A nel 2004, magie a fianco di Zola e 6 chiamate in Nazionale prima con Lippi, poi con Donadoni.

leggi di più 0 Commenti

Italia, ripartiamo con loro!

Federico Bernardeschi, il futuro del calcio italiano
Federico Bernardeschi, il futuro del calcio italiano

Il 13 novembre 2017 è una delle date più negative della storia del calcio italiano. La sconfitta di tre giorni prima a Solna contro la Svezia non viene ribaltata dagli azzurri, che con un deludente 0-0 a Milano non riescono a qualificarsi per il Campionato Mondiale di Russia 2018.

La débâcle ha un notevole impatto non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello emotivo ed economico (stimato sui 100 milioni di euro) e la rabbia dei tifosi italiani non sembra placarsi, nonostante l'esonero non spontaneo di Gian Piero Ventura.

Dal canto suo, la Federazione Italiana Giuoco Calcio ha indispettito ancor di più i tifosi del calcio azzurro, non prendendosi alcuna responsabilità su quanto accaduto ed addossando le colpe sull'ormai esonerato commissario tecnico.

Il presidente della FIGC Carlo Tavecchio è stato costretto a dimettersi ed ora più che mai è necessario tenere alto l'onore della FIGC a livello internazionale.

A qualificazioni mondiali ancora in corso ci eravamo chiesti le ragioni dietro le convocazioni di Ventura, in vista dell'appuntamento in terra russa. Ora invece dobbiamo suturare le ferite della nazionale azzurra.

leggi di più 0 Commenti

Spareggio Mondiali, un déjà-vu a ritroso di 20 anni

L’Italia stasera giocherà contro la Svezia alla Friends Arena di Stoccolma la partita di andata degli spareggi per il Mondiale 2018. I calciofili più appassionati avranno già fatto un salto indietro nel tempo di esattamente due decenni. Sì, perché proprio venti anni fa gli Azzurri  giocavano l’unico precedente in materia di spareggio playoff che sono stati costretti a disputare per ottenere il “pass” per il Mondiale di Francia 1998. Oltre al ricorso storico, i punti di contatto sono diversi. L’avversario dell’epoca era la Russia, e proprio nella Terra degli Zar la Nazionale di Ventura vuole fare tappa il prossimo giugno. Inoltre, l’unico a essere ancora in campo oggi come venti anni fa è Gigi Buffon. Di più, per Gigi, appena 19enne, fu il suo esordio nella Nazionale maggiore.

leggi di più 0 Commenti

"Sport Inside": l'integrazione ha fatto gol

Un progetto nato dalla collaborazione del CSI con il Consorzio Comunità Brianza
Un progetto nato dalla collaborazione del CSI con il Consorzio Comunità Brianza

"Non è il colore della pelle che fa l’avversario ma quello della maglia".

Esordisce così Emiliano Mondonico, indimenticato mister del Torino tra le altre, presentando il progetto Sport Inside nella sala della provincia di Monza.

L’8 novembre il CSI – Comitato di Milano e il Consorzio Comunità Brianza hanno presentato il loro progetto che mira a facilitare l’inserimento nelle società del CSI  della provincia di Monza e Brianza di richiedenti protezione internazionale ospitati nelle strutture CAS e SPRAR gestite dal Consorzio Comunità Brianza.

Ciascun giovane richiedente protezione internazione partecipa ogni settimana a ben due allenamenti, alla partita di campionato (come previsto dal calendario sportivo CSI) e alle attività proposte dall'oratorio di riferimento. Un percorso di integrazione e inclusione che vede lo sport quale strumento vincente in grado di superare i pregiudizi e le diversità trasformandole in punti di forza.

 

leggi di più 0 Commenti

La maglia della Juventus per i suoi 120 anni

Nell’autunno del 1897, un gruppo di studenti liceali, riunitisi su una panchina di Corso Re Umberto a Torino, fondò l’attuale Juventus Football Club. Sono passati esattamente 120 anni e domenica la squadra festeggerà l’anniversario indossando una maglia celebrativa durante la partita di campionato all'Allianz Stadium di Torino contro il Benevento.

La Juventus, infatti,  ha realizzato una speciale maglia da collezione, in edizione limitata e numerata, che condensa il ricordo dei campioni del passato e la promessa attuale dei successi futuri. Una maglia speciale che sintetizza elementi d’ispirazione vintage e attitudine contemporanea.

leggi di più 0 Commenti

Che fine ha fatto Hugo Enyinnaya?

Una delle casistiche nel mondo del calcio che ha sempre affascinato gli appassionati è quella dell’esordio “con il botto”. Quelle partite per cui non è necessario essere esperti di calcio per poterne parlare, tanto è ancora impressa nella memoria. Una carriera che potremmo sintetizzare in un luogo e in una data precisi: 18 Dicembre 1999, stadio San Nicola di Bari.

Si gioca Bari – Inter. I più se la ricorderanno per il gol del definitivo 2-1 di Antonio Cassano, ai tempi giovane promessa del vivaio barese che realizza una delle reti più belle della storia del campionato italiano: fuga in progressione dopo sontuoso aggancio di tacco, dribbling che manda “al bar” Blanc e Panucci e stoccata di destro che trafigge Ferron. Antonio Cassano ha iniziato quel giorno una carriera ad altissimo livello dove però tanto talento e troppe occasioni sono state sprecate. Molto meno si parla dell’altro autore del gol di quella partita, sempre sponda Bari. Ugochukwu Michael Enyinnaya il nome completo, più semplicemente Hugo, ha dato inizio alla sua carriera allo stesso modo del fantasista di Bari Vecchia. Esordio con gol contro l’Inter. Un gol fantastico peraltro, un missile imprendibile a 7’ dal fischio d’inizio da quasi 40 metri sotto la traversa che coglie di sorpresa Peruzzi e che porta in vantaggio i pugliesi. 

Amici dentro e fuori dal rettangolo verde, ma da quel giorno niente ha più accomunato i due talenti di quel Bari. Due strade decisamente diverse. A ulteriore testimonianza che nel calcio e nello sport in generale non sempre va come ci si immaginerebbe. Ma riavvolgiamo il nastro.

leggi di più 0 Commenti

Lazio - Anna Frank, cronaca di un disastro mediatico

Sono ormai diversi, troppi giorni che su ogni mezzo di comunicazione si parla della vicenda che vede protagonisti dei beceri tifosi laziali che hanno attaccato degli adesivi a sfondo antisemita, in particolare quello che ritrae il volto sorridente di Anna Frank, l’autrice di uno dei diari più toccanti della storia moderna, con la maglia della Roma. Da qui si è innescato un meccanismo per il quale si è giunti, se mai fosse stato possibile, ad un finale peggiore, quasi grottesco. Della serie “poteva andare peggio, poteva piovere”. Appunto.

Cerchiamo a bocce ferme di ripercorrere la serie di eventi che si sono susseguiti.

leggi di più 0 Commenti