Che fine ha fatto Mauro Germán Camoranesi?

"La forza mentale distingue i campioni dai quasi campioni" (Rafael Nadal, tennista spagnolo)

 

Tra la fine degli anni 90' e l'inizio degli anni 2000 il calcio italiano ha accumulato finali e vittorie in Champions League e Coppa Uefa con club di grande tradizione come Inter e Juventus e con una provinciale indimenticabile come il Parma.

Negli stessi anni i calciatori diventavano sempre più uomini copertina per bellezza e fama, fornendo persino validi motivi alle donne per seguire il calcio, fino a quel tempo di limitato interesse per il mondo femminile.

Quegli anni videro la crescita della realtà provinciale di Verona, che nel 2002 ebbe per la prima volta due squadre contemporaneamente nella massima divisione: il ChievoVerona di Nicola Legrottaglie e l'Hellas Verona di Mauro German Camoranesi, di cui tratta il presente articolo.

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Che fine ha fatto Vampeta?

Ad inizio anni 2000 il Brasile sfornava talenti del calibro di Roberto Carlos, Cafu, Rivaldo, Ronaldinho e Ronaldo ed a centrocampo Edmilson e Gilberto Silva creavano una diga forte fisicamente e tecnicamente. I giocatori appena citati sarebbero diventati nell'estate del 2002 Campioni del Mondo, nel mondiale di Corea del Sud e Giappone, terminato male e anzitempo per quanto riguarda la nazionale italiana.

Nella squadra campione c'era spazio anche per altri giocatori, meno talentuosi, ma di sicura utilità in un team disegnato per sostenere un gioco d'attacco.

Uno di essi rispondeva al nome di Marcos André Batista Santos, conosciuto come "Vampeta" ai più.

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Che fine ha fatto Aldo Firicano?

Viaggiamo nel meridione d'Italia, tradizionalmente fucina di talenti bruciati come il sole dei suoi riarsi campi di paese.

Il giocatore di cui si parla oggi è sicuramente ricordato dai più esperti, dato che legò il proprio nome all'epica Fiorentina di fine anni '90. A Firenze giocavano campioni come Rui Costa e Batigol e sulla maglia viola erano presenti sponsor squisitamente old-school come Sammontana e Nintendo. Oltre alla Fiorentina, il giocatore fu protagonista anche in un Cagliari esplosivo, paragonabile certo a quello dell'era Suazo-Zola-Esposito.

 

Il suo nome è Aldo Firicano. Siciliano di Erice, si fa strada sgomitando tra Cava de' Tirreni, Nocera Inferiore-Superiore ed Udine, la sua vera esplosione è nel Cagliari della Coppa UEFA (stagione '92-'93), e da difensore vecchia maniera riesce comunque a mettere a segno varie reti; suo compagno quella stagione è Allegri.

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Perché Balotelli non viene convocato in nazionale?

Nell'estate 2016 Mario Balotelli ha lasciato la Serie A, trovando nuova squadra e motivazioni a Nizza. La città è legata per vicinanza territoriale e linguistica all'Italia e nella sua storia ha vissuto durante la Belle Époque un momento di grande splendore, culminato con la costruzione dello sfarzoso hotel Negresco.

 

A livello calcistico, il club locale è l'OGC Nizza (per esteso Olympique Gymnaste Club de Nice Côte d'Azur)squadra di prestigio in Francia, con un palmarés che conta 4 scudetti, 3 coppe di Francia e una Supercoppa francese.

La rosa attuale sta facendo ben sperare i tifosi, che potrebbero a breve vedere arricchita la propria bacheca di trofei, grazie alle prodezze di Alassane Pléa, Younès Belhanda e del già citato Mario Balotelli. Insomma, a Nizza potrebbe essere iniziata la Belle Époque calcistica.

Lo scopo del presente articolo è comprendere la situazione attuale di Balotelli, paragonandolo ai migliori attaccanti italiani, al fine di valutare il borsino delle prossime convocazioni del Commissario Tecnico Giampiero Ventura.

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10 motivi per una donna per seguire il calcio

L’Italia è una Repubblica Democratica, fondata sul lavoro... e sul calcio. Il budget di una famiglia si modella in funzione delle magliette da calcio da acquistare ed il tempo libero tiene conto dei doveri pallonari di ciascun amante dello sport più popolare nello Stivale.

Quando un pallone rotola davanti agli occhi di un italiano il desiderio di calciarlo è immenso e quando un tifoso sente parlare di catenaccio, contropiede o fuorigioco la passione calcistica ribolle istantaneamente nelle vene.

Tra amici si parla dei risultati della propria squadra del cuore, si scherza sulle squadre che perdono e sugli arbitraggi. Persino quando si incontra una persona che non si vede da un po’ di tempo dopo i rituali convenevoli ci si ritrova a parlare di ciò di cui si stava parlando l’ultima volta in cui ci si era visti: di calcio.

E’ così, i veri seguitori del pallone parlano solo di quello. E perché le donne, quando si incontrano non parlano di calcio? Forse le donne non sono al corrente della bellezza dello sport tanto amato dagli italiani? 

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Il Palermo nell'era Zamparini

E’ notizia di qualche giorno fa della cessione del Palermo da parte del patron Maurizio Zamparini ad un fondo anglo-americano. E’ la fine di 15 anni vissuti tra alti e bassi, alternando momenti di massima espressione di una favola calcistica provinciale, a momenti di buio totale dovuti a decisioni sportive e societarie poco lungimiranti, a confusione a livello dirigenziale e all’atteggiamento vulcanico del suo stesso presidente che, non sapremo mai se consapevolmente o meno, destabilizzava tutto l’ambiente rosanero. (qui i link agli articoli sule panchine saltate Esoneri - Capitolo 1; Esoneri - Capitolo 2).
Il passaggio di consegne rappresenta la fine di un’era per i tifosi palermitani, i quali hanno potuto sognare ad occhi aperti, apprezzando, a tratti, un ottimo calcio e giocatori che si sarebbero consacrati su palcoscenici più probanti.

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Che fine ha fatto Ciriaco Sforza?

Se non fosse stata per la parentesi milanese, sponda neroazzurra, parleremmo di una carriera più che dignitosa. Ma se non fosse stato, altresì, per Aldo, Giovanni e Giacomo, non sarebbe stato innalzato alla memoria imperitura. Il successo di "Tre uomini e una gamba" l'ha reso immortale. Scena: Giacomo viene costretto a passare la notte in ospedale, ma è sprovvisto di pigiama. Ci pensa Aldo a prestargli il suo, che non è niente meno che una maglietta tarocca dell'Inter, e siccome quella di Ronaldo era finita, aveva ripiegato sul numero 21, ossia Ciriaco Sforza. Forse in quel periodo erano finiti anche gli altri centrocampisti. Ma torniamo agli inizi.

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Perché una squadra si chiama "Dinamo", "Torpedo", "Arsenal" o "Shakhtar"?

Ci saremo chiesti almeno una volta nella vita il significato del nome di alcune squadre di calcio, in particolare di quelle dell'est europeo.

I manuali di calcio e i risultati dei turni preliminari di Europa League riportano la cronaca delle partite di squadre con nomi pittoreschi, che in realtà rappresentano uno spaccato culturale della nazione a cui questi club appartengono.

In questo articolo si risponde alle domande:

  1. Che cosa significa "Dinamo" nel nome di una squadra?
  2. Che cosa significa "Torpedo" nel nome di una squadra?
  3. Che cosa significa "Arsenal" nel nome di una squadra?
  4. Che cosa significa "Shakhtar" nel nome di una squadra?

Abbiamo risposto ad altre curiosità in questo articolo:

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Perché il Leicester di Ranieri ha fatto flop quest'anno?

Il 23 Febbraio 2017 termina il sogno di Claudio Ranieri alla guida del Leicester City.

Abbiamo deciso di far passare l’ondata emotiva che ha investito la decisione presa dalla dirigenza delle Foxes per concentrarci ora sull’analisi delle stagioni 2015-16 e 2016-17 della squadra di Mister Ranieri.

 

Nella passata Premier League il Leicester Citty Football Club si è laureato Campione d’Inghilterra con 81 punti frutto di 23 vittorie, 12 pareggi e solo 3 sconfitte; analizzando asetticamente i numeri il dato che balza all’occhio subito è il rendimento sostanzialmente uguale tra le partite giocate nel fortino del King Power Stadium e quelle in trasferta.

Ai 42 punti ottenuti in casa si sommano i 39 punti fatti in trasferta e anche il dato riguardante le marcature 66 realizzate, in cui spiccano i 24 gol del capocannoniere Jamie Vardy, e le 38 gol subiti è assolutamente in equilibrio. 

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Perché i derby di Londra e Aleppo sono così sentiti?

Il derby, la partita che vale una stagione, la partita che più di una questione di calcio. Ogni città ha il suo e spesso la rivalità esula dal calcio, la maggior parte delle volte la città si divide nel più tipico dei cleavage, ricchi contro poveri, classe media contro classe operaia.

Così si hanno derby come forse il più famoso, Boca Juniors contro River Plate. Due società nate nella stessa zona, il porto di Buenos Aires ma che dopo il trasferimento del River Plate nei quartieri residenziali sono la cosa più distante che esiste sulla faccia della terra, da una parte i genovesi, gli Xeneises, portuali del Boca Juniors e dall'altro gli inglesi milionari, i Millonarios, del River Plate.

Non sempre sono le classi sociali che dividono una città, altre volte si tratta di religione come nel caso dell'Old Firm scozzese dove i protestanti del Rangers Glasgow sfidano i cattolici del Celtic Glasgow, altre volte ancora è la politica a farla da padrona e quindi ci troviamo davanti ai "nazionalisti" catalani del Barcellona che sfidano non solo sul campo l'Espanyol fedele all'idea di una Spagna unita e al Re.

 

Questi però sono esempi famosi, le televisioni di tutto il mondo ci trasmettono le immagini di questi derby e del tifo, ne esistono altrettanti che fondano le loro radici nella storia più lontana e ancora dividono profondamente città piccole o grandi che siano.

Uno dei più iconici esempi di questi tipi di derby è sicuramente West Ham-Millwall.

 

Entrambe le compagini nascono nell'East End di Londra, sulle rive opposte del Tamigi a circa tre miglia di distanza.

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